Ipogammaglobulinemia, una malattia che colpisce i più piccoli

139
Ipogammaglobulinemia

L’Ipogammablobulinemia è un patologia che interessa principalmente i bambini, ed è caratterizzata da una immunodeficienza primitiva. In questo disturbo le difese immunitarie continuano ad essere basse intorno all’età di 3-6 mesi. Attualmente le cause scatenanti sono ancora sconosciute, anche se si pensa ci sia alla base un fattore ereditario. In casi rari si possono manifestare nel neonato infezioni importanti.

La malattia non è considerata una vera e propria immunodeficienza. Nella maggior parte dei casi i pazienti affetti non mostrano alcuna sintomatologia. Tuttavia alcuni bambini sviluppano infezioni gastrointestinali, meningiti o candidosi.

Per diagnosticare questa malattia transitoria si effettuano i test sierici. Questi devono risultare con almeno 2 deviazioni al di sotto della media. Quando la patologia è transitoria si può fare distinzione da quella permanente, dove non vengono prodotti gli anticorpi specifici. I pazienti che soffrono di ricorrenti infezioni possono essere trattati con farmaci antibiotici. Questa patologia può persistere per mesi o anni, ma solitamente si risolve.

Cosa sono le IgG nella Ipogammaglobulinemia

IgG nella Ipogammaglobulinemia

Le IgG, ovvero le immunoglobuline, sono degli anticorpi. Queste molecole aiutano il nostro organismo nella risposta immunitaria. Vengono sintetizzati dai linfociti B e sono le immunoglobuline più presenti nell’organismo umano. Esse costituiscono infatti circa il 75% del totale delle immunoglobuline che si trovano nel sangue. Ci aiutano a difenderci da attacchi da parte di agenti esterni e da tossine batteriche. Esse sono anche in grado di oltrepassare la placenta della donna nella gestazione per proteggere il feto.

Che funzioni hanno le IgG

Che funzioni hanno le IgG

Gli anticorpi presenti nel nostro organismo sono le sostanze principali dalla nostra immunità. L’IgG è uno dei principali anticorpi che scorre nel sangue e nel fluido extracellulare, e consente di controllare le infezioni dei tessuti.

I meccanismi con il quale difende il nostro organismo sono le seguenti:

  1. Attraverso il legame con agenti patogeni che determinano la immobilizzazione
  2. Attraverso il rivestimento sulla superficie di agenti patogeni, che consente inoltre il loro riconoscimento
  3. Attraverso l’attivazione del sistema complemento, dove vengono prodotte le proteine immunitarie che a loro volta debellano l’agente patogeno
  4. Attraverso il legame che neutralizza le tossine

Le IgG agiscono nella risposta immunitaria secondaria. Esse vengono prodotte in un secondo tempo ma in maniera massiccia, e si contrappongono alle IgM, altri difese immunitarie che svolgono un’azione minore nell’organismo. Le gammaglobuline si legano ai microbi molto velocemente, e di conseguenza favoriscono il riconoscimento da parte dei microbi.

Le gammaglobuline svolgono una funzione molto importante nella protezione del neonato, specialmente nei primi mesi di vita. Un bambino appena nato infatti non è in grado da solo di produrre anticorpi. Essendo in gradi di oltrepassare la placenta, come abbiamo accennato prima, si immettono dal sangue nel feto. Così facendo questo avrà lo stesso repertorio di anticorpi della madre per 6 mesi.

Gli anticorpi vecchi verranno degradati, e così il neonato sarà in grado di difendersi da solo agli attacchi di eventuali agenti patogeni. Una volta nato, la madre continua a fornire al piccolo gli anticorpi tramite l’allattamento al seno. All’interno del latte materno sono presenti grandissime quantità di anticorpi.

Questi passano nell’apparato digerente del neonato e lo proteggono. Le IgA, altre sostenze che difendono l’organismo, si fermano nel canale digerente, mentre le IgG vengono assorbite nell’intestino. Da qui una volta presenti si immettono nel sistema circolatorio del neonato.

Diagnosi

L’esame diagnostico è rappresentato dal dosaggio di immunoglobulina nel sangue, utile per determinare alcune patologie. A livello clinico gli anticorpi che vengono misurati sono considerati indicativi dello stato immunitario. Tramite essi si può comprendere quali sono gli agenti patogeni presenti o meno nell’organismo. Un comune esempio sono le immunità verso il morbillo ad esempio, oppure verso la rosolia e la parotite. Quando si calcola il dosaggio di IgG per il cibo, queste riflettono l’eventuale esposizione nutrizionale. Indicano infatti il ripetuto o eccessivo consumo dei cibi stessi che ingeriamo.