Gli ANA sono presenti in moltissime persone che godono di buona salute ovviamente in bassa quantità, mentre i valori sono notevoli in pazienti soggetti a malattie autoimmuni quali la Connettivite – malattie che si manifestano con l’infiammazione del tessuto connettivo sia muscolare che anche epiteliale – e il Lupus Eritematoso Sistemico – relativa ad una serie di sintomi infiammatori che si verificano su tutto il corpo, es. ulcere nel cavo orale, macchie rosse sulla pelle, polmonite, sangue nelle urine, anemia, pressione alta… queste sono solo alcune delle patologie legate al Lupus.

Questi anticorpi antinucleo sono proteine “impazzite” che scambiano, una cellula, un organo e più in generale un componente fisico assolutamente sano, per un ospite indesiderato e di conseguenza lo attaccano, dando vita ad una serie di conseguenze fisiche anche evidenti.

La loro presenza, o meglio i livelli alti, sono un campanello d’allarme in quanto sono indice della divulgazione di una patologia. Il test ANA non è considerato di screening quindi è un esame che viene prescritto dal medico, una volta effettuata la visita. In base al tipo di malessere accusato dalla persona il personale medico deciderà la diagnosi da eseguire.

ANA gli Anticorpi antinucleo

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Valori

Dopo essersi sottoposti all’esame verranno riscontrati i risultati, i valori degli anticorpi antinucleo:

  • I valori ANA superiori a 1:40 oppure con una concentrazione di 5 UI/ml, sono i livelli normali presenti in un soggetto sano;

  • I valori ANA superiore a 1:160 oppure con una concentrazione di 20 UI/ml, sono invece indice della manifestazione di una delle malattie autoimmuni sistemiche;

  • I valori ANA inferiori a 1:40 indicano l’assenza degli anticorpi, quindi se il paziente non accusa malessere, allora non è soggetto alle patologie sopra indicate;

  • I valori ANA superiori a 1:40 ma inferiori a 1:160 vengono percepiti come bassi positivi e cioè il soggetto non a rischio elevato di malattie autoimmuni, ma dovrà sottoporsi ad un monitoraggio programmato;

  • I valori ANA uguali o superiori a 1:160 indicano l’assoluta positività agli anticorpi antinucleo, di conseguenza, la persona, deve asserire ad una profilassi più profonda per rilevare una delle malattie autoimmuni di cui abbiamo parlato.

Patologie autoimmuni

  • Artrite idiopatica giovanile

  • Lupus eritematoso sistemico

  • Sclerodermia sistemica

  • Dermatomiosite

  • Epatite autoimmune

  • Lupus indotto da farmaci

  • Sindrome di Sjogren

  • Connettivite mista

Cause

Cause

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Le principali cause che contribuiscono all’innalzamento dei valori degli anticorpi antinucleo sono diversi, anche se il fattore del livello non sempre indica la patologia vera e propria. Alcuni indici infatti sono presenti in persone sane, in altri casi sono presenti ma in basso dosaggio e quindi le persone non sono affette da precisi sintomi che avvalorino la tesi della patologia autoimmune, il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio medico, solo la sua esperienza è in grado di valutare il quadro clinico del paziente e di eseguire una diagnosi più coerente.

Esistono però alcuni stati che sono stati designati come propulsori dell’evolversi degli ANA, vediamo quali sono:

  • I soggetti che hanno in corso una delle malattie autoimmuni: epatite, artrite reumatoide, polimiosite, psoriasi, sclerodermia, arterite di Horton, sclerosi multipla e molte altre ancora (alcune già enunciate nei paragrafi precedenti);

  • I soggetti sani: in età avanzata e con una forte incisione di sesso femminile;

  • I soggetti che soffrono di malattie autoimmuni sistemiche (MAS): sclerosi sistemica, lupus eritematoso sistemico, sindrome da anticorpi anti fosfolipidi, vasculiti sistemiche tra cui la sindrome di Behcet e la sindrome di Churg-Strauss. Sono tutte patologie che richiedono una serie di esami analitici per adeguare poi la cura da seguire.

  • I soggetti portatori di malattie infettive: tra cui epatite C, tubercolosi, endocardite batterica subacuta;

  • I soggetti che hanno subito ustioni sul corpo;

  • I soggetti che sono sottoposti a particolari diagnosi che prevedono l’assunzione di farmaci come anticonvulsivanti, metildopa, penicillamina, procainamide, clorpromazina, idralazina.

La migliore prevenzione è quella di rivolgersi ai professionisti del settore e di non prendere mai sottogamba nessun sintomo, neanche quello più banale, anzi, uno scrupolo in più impedisce l’evolversi di conseguenze assai più rilevanti.

Fonti e bibliografie

  • Rugarli. Medicina interna sistematica. Estratto: Immunopatologia e reumatologia. Claudio Rugarli, Gianfranco Ferraccioli, Ranuccio Nuti; Ed. Edra; 2016
  • Malattie reumatiche. Silvano Todesco, P. Franca Gambari; Ed. McGraw-Hill Education; 2007
  • Sensitivity and specificity of ANA and anti-dsDNA in the diagnosis of systemic lupus erythematosus: A comparison using control sera obtained from healthy individuals and patients with multiple medical problems. Ramjai Wichainun, Nuntana Kasitanon, Suparaporn Wangkaew, Sith Hongsongkiat, Waraporn Sukitawut and Worawit Louthrenoo; Division of Rheumatology; 2012

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia