Rinite allergica, caratteristiche e cura

La rinite allergica è una patologia piuttosto diffusa, rappresentata dall’infiammazione della mucosa nasale, provocata dall’esposizione ad alcune sostanze. Si tratta – come appena ricordato in sede di apertura del nostro presente approfondimento – di una patologia estremamente nota e presente in tutta la popolazione, rappresentando, dunque, la patologia cronica più diffusa nell’adulto e nel bambino. Ma quali sono i fattori di rischio e i sintomi? E come fronteggiare questa condizione?

Fattori di rischio della rinite allergica

Numerosi sono i fattori di rischio della rinite allergica. Tra i più diffusi c’è l’inquinamento ambientale, allergie familiari, asma, esposizione precoce a sostanze allergeniche domestiche (si pensi agli acari), svezzamento precoce, elevati valori di immunoglobuline IgE nel sangue, e così via. Ne deriva che ad essere maggiormente a rischio sono coloro che hanno familiarità per alcune allergie, sono nati nella stagione dei pollini e vivono in aree molto inquinate.

Come trattare la rinite allergica

Come trattare la rinite allergica

Come risulta facilmente intuibile, la misura più immediata per poter controllare questa diffusa malattia è basata sulla necessità di allontanare la sostanza allergenica e, di contro, cercare di trattare farmacologicamente il disturbo, limitando l’attività dell’istamina, che è il mediatore dell’infiammazione. Per questo motivo nella rinite allergica non grave si possono utilizzare degli antistaminici moderni, che rappresentano certamente la prima opzione terapeutica.

Ad ogni modo, quel che vi consigliamo è parlarne con il vostro medico, per poter individuare la terapia più efficace. L’obiettivo sarà quello di garantire un’ottima soglia di sicurezza e di benessere, equilibrando i pro e i contro.

Come classificare la rinite allergica

La rinite allergica è oggi facilmente classificata in diverse tipologia. Si suole parlare di rinite allergica intermittente quando i sintomi sono presenti per meno di quattro giorni alla settimana o meno di quattro settimane l’anno. Si parla invece di rinite allergica persistente quando i sintomi sono presenti più di quattro giorni a settimana e per più di quattro settimane l’anno.

Ancora, si può parlare di rinite allergica lieve se non vi sono disturbi collegati come quelli al sonno, o l’interferenza con la vita professionale o con le attività quotidiane. Si parla invece di rinite allergica moderata o severa se tra i sintomi vengono annoverati i disturbi del sonno o l’interferenza con la vita quotidiana.

Rinite e sinusite

Rinite allergica e sinusite

Molte persone confondono la rinite con la sinusite. In realtà, si tratta di due aspetti abbastanza diversi, che spesso però vengono ricollegati tra di loro (chi soffre di rinite può dunque soffrire del sintomo della sinusite). Con sinusite si intende un’ostruzione piuttosto evidente delle fosse nasali, che si contraddistingue per l’infiammazione dei seni frontali, mascellari o etmoidali. In particolare, a causa di ciò è possibile che i seni paranasali possano verificare la chiusura dei condotti che sboccano nelle cavità nasali, determinando un ristagno delle secrezioni. Di qui la possibile comparsa della rinosunisite, che può a sua volta essere acuta o cronica.

Come prevenire la rinite allergica

La rinite allergica può essere prevenuta allontanando l’allergene. Dunque, negli ambienti chiusi può essere utile rimuovere gli acari della polvere, la forfora degli animali. Bene inoltre ridurre al minimo le muffe e prevenire l’infestazione di scarafaggi. All’esterno, è utile dedicarsi ad attività sportive solo quando i livelli di concentrazione dei pollini sono bassi, ed evitare di uscire all’aria aperta per lunghi periodi di prima mattina, quando i livelli di concentrazione dei pollini sono più elevati.

Durante i tragitti in auto tenere chiusi i finestrini, e sostituire spesso i filtri dell’impianto di condizionamento. Fare la doccia ogni giorno, cambiare gli abiti al rientro in casa, evitare il contatto con l’erba appena tagliata, fare asciugare il bucato in casa e non all’aria aperta, costituiscono altre buone pratiche anti-rinite.

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