Trauma cranico, tante volte è necessario il ricovero in ospedale

trauma cranico

Il trauma cranico, chiamato in inglese come danno cerebrale traumatico, si può considerare una lesione intracranica o, in ogni caso, una lesione della testa che si verifica nel momento in cui un trauma del tutto improvviso provoca un danno cerebrale. I traumi cerebrali possono derivare da una lesione chiusa alla testa oppure da una lesione di carattere penetrante: in entrambi i casi si tratta di lesioni cerebrali acquisite, mentre l’altra categoria è rappresentata dalle lesioni cerebrali non traumatiche, come ad esempio l’anossia, l’ictus e la meningite). Alcune zone del cervello possono subire dei danni: tra le aree maggiormente coinvolte troviamo certamente il cervelletto, il midollo spinale e gli emisferi cerebrali. I sintomi possono essere piuttosto lievi, in altri casi moderati, ma anche molto gravi con delle conseguenze pericolosissime sul cervello.

Quali sono le principali cause del trauma cranico

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Il trauma cranico è legato, in ogni caso, ad un impatto particolarmente violento sulla testa. Le cause possono essere chiaramente le più disparate e sono strettamente correlato agli incidenti stradali, cadute di natura accidentale, incidenti durante attività sportive, incidenti sul lavoro e aggressioni. Gli incidenti stradali corrispondono alla causa più diffusa di trauma cranico, visto che superano il 48% dei casi, mentre quelli accidentali sono rappresentati soprattutto dagli incidenti domestici. Nelle attività sportive, sono in modo particolare quelle marziali a poter rappresentare una fonte di rischio per tali danni, come ad esempio la boxe oppure le arti marziali. Gli incidenti sul lavoro rappresentano un’altra causa molto diffusa, così come le aggressioni, in cui il soggetto può riportare una caduta accidentale a terra, oppure sbattere violentemente la testa contro il terreno o, ancora, essere colpito da un oggetto contundente.

Le tipologie più diffuse di trauma cranico

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Tra le principali tipologie di trauma cranico troviamo la commozione cerebrale, che viene provocata dallo scuotimento del cervello per via di un urto e, nella maggior parte dei casi, la conseguenza più importante è rappresentata dalla perdita di conoscenza per qualche minuto. Tutti coloro che subiscono tale trauma possono sentirsi molto storditi e riscontrare delle problematiche nella vista, così come di equilibrio e di coordinazione motoria. Un altro tipo è la contusione cerebrale, che corrisponde ad una lesione che colpisce il cervello e comporta una ridotta fuoriuscita del sangue che va a confondersi con il tessuto cerebrale provocando anche del gonfiore. La frattura del cranio provoca la rottura delle ossa che proteggono la testa: in alcuni casi, i bordi di tale ossa possono finire addirittura dentro il cranio provocando un’emorragia oppure altre tipologie di danni. L’ematoma, invece, corrisponde ad un versamento emorragico all’interno del cervello che finisce per ristagnare, provocando un deposito molto grande. Se qualche volta, perlomeno inizialmente, tali disturbi possono anche non dare sintomi, con il passare del tempo possono causare diverse problematiche al soggetto colpito, come ad esempio mal di testa, confusione, problemi di equilibrio e vomito. Con il passare del tempo, l’ematoma può comportare una pressione tale da portare il cervello verso il basso, spingendolo sempre di più e provocando la formazione di un’ernia cerebrale. Quest’ultima non è altro che una protrusione del tutto anomala che coinvolge il tessuto cerebrale infiltrandosi tra le varie sezioni che formano il cervello. Questa situazione può portare spesso al coma e, nei casi più gravi, anche alla morte del paziente, soprattutto nel momento in cui la pressione sul tronco cerebrale aumenta in modo insopportabile.

Quali sono i principali sintomi del trauma cranico

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I vari sintomi che possono essere legati al trauma cranico sono numerosi, ma dipendono essenzialmente dalla gravità dal danno e dalla zona del cervello che è stata colpita. In alcuni casi, infatti, i sintomi possono insorgere subito, mentre altre volte possono manifestarsi dopo diversi giorni o anche dopo qualche settimana. La perdita di conoscenza non è in ogni caso legata a degli incidenti particolarmente gravi. I sintomi più tipici di un trauma cranico, di entità medio-lieve, sono il mal di testa, vertigini, visione confusionaria, ronzio all’interno delle orecchie, dolori al collo, stanchezza, sonnolenza, problematiche del sonno, percepire un gusto amaro in bocca, disturbi dell’umore e del comportamento, perdita di memoria, sensibilità notevole ai rumori piuttosto che alla luce, nausea e vomito. Nei traumi di maggiore gravità troviamo sintomi chiaramente più pesanti e che possono portare anche alla morte del soggetto che è stato colpito.

Quali sono le cure più diffuse

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Non in tutti i casi bisogna mantenere sveglio un soggetto che è stato da poco colpito da un trauma al cranio, mentre in alcuni casi, quando viene ritenuto fondamentale dal medico, il paziente può essere ricoverato. In alcuni casi molto lievi, infatti, il paziente può tornare subito a casa, soprattutto se dimostra di essere particolarmente sveglio e vigile. Con un trauma cranico lieve la terapia più comune è quella a base di analgesici, come ad esempio il paracetamolo, per dare sollievo contro il dolore alla testa, mentre invece si sconsiglia l’impiego dell’aspirina o di farmaci FANS, dato che potrebbero rendere più gravi eventuali emorragie craniche oppure cerebrali. In questi casi, la cura migliore è quella del riposo, dato che serve un po’ di tempo per poter arrivare ad una completa guarigione. Quando i traumi sono più seri, invece, il paziente viene fatto ricoverare in ospedale e poi sarà soggetto a tutta una serie di diagnosi per giungere ad una diagnosi il più completa possibile. In modo particolare, successivamente alla prima diagnosi sarà fondamentale approfondire eventuali tagli esterni presenti sul cranio e l’asportazione di corpi estranei che potrebbero essere eventualmente presenti. Nel caso in cui venisse rilevata anche un’emorragia all’interno della calotta cranica, allora si renderebbe necessaria un’operazione chirurgica, per fare in modo che non si verifichi un incremento della pressione intracranica e che il paziente possa subire dei danni permanenti. Successivamente il paziente verrà tenuto sotto stretto controllo sia nelle ore immediatamente successive all’evento che nei giorni seguenti. Il percorso riabilitativo, come si può facilmente intuire, sarà piuttosto lungo e vedrà all’opera svariati specialisti, che collaboreranno per garantire un recupero totale dal punto di vista fisico (sotto il profilo dei movimenti, della forza coordinazione e flessibilità), nello svolgimento delle attività di tutti i giorni, sotto il profilo psicologico e professionale, ma anche per ritornare ad avere un linguaggio corretto e fluente.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia