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Unixime: un medicinale usato per il trattamento delle infezioni

Che cos’è Unixime, un medicinale che può essere utilizzato per il trattamento delle infezioni, e quali sono le sue principali caratteristiche.

Unixime è un antibiotico appartenente alla classe delle cefalosporine. Questo farmaco è usato in caso di infezioni sostenute da microorganismi sensibili alla cefixima, in particolare la Faringite, la tonsillite, la polmonite, la bronchite, l’otite e le infezioni dei reni e delle vie urinarie.

Dosi, modo d’uso e tempo di somministrazione

Unixime va assunto negli adulti seguendo queste indicazioni: 400 milligrammi (mg), pari a 1 compressa di Unixime 400 mg compresse rivestite o di Unixime 400 mg compresse dispersibili, per via orale una volta al giorno.

La compressa rivestita di Unixime 400 mg va deglutita; la compressa dispersibile di Unixime 400 mg può essere disciolta in poca acqua e poi bevuta, oppure deglutita anch’essa.

L’assunzione di Unixime compresse dispersibili, previa dissoluzione in acqua, è particolarmente adatta in quei pazienti che presentano difficoltà a deglutire.

Nei bambini invece va somministra una dose di 0,4 millilitri (ml) di sospensione per ogni chilo (kg) di peso corporeo, pari a 8 mg/kg, una volta al giorno.

Alla confezione di Unixime granulato è incluso un misurino ed una siringa tarati per consentire al paziente il corretto dosaggio del farmaco sia nei bambini più grandi (misurino) che in quelli più piccoli (siringa dosatrice).

L’uso di Unixime può avvenire sia in prossimità che lontano dai pasti. È consigliabile però assumere il farmaco all’orario prestabilito, al fine di mantenere nell’organismo concentrazioni inalterate.

Il trattamento di ogni antibiotico deve proseguire a pieno dosaggio per almeno 5 giorni, prima di considerarli inutili a risolvere l’infezione.

Riguardo a Unixime è approvato che 7 giorni di terapia possono essere sufficienti a curare la maggior parte delle patologie. Tuttavia in casi specifici il medico potrebbe indicare dei tempi più lunghi, anche di 14 giorni.

Cosa fare in caso di sovradosaggio

Non bisogna assumere più di 2 grammi al giorno, equivalenti a 5 compresse da 400 mg o all’intero flacone di granulato, Unixime ha presentato, in persone con condizioni di salute sana, la stessa tollerabilità osservata in quei pazienti trattati con dosi terapeutiche consigliate. Ciò nonostante, se si dovesse ingerire o assumere accidentalmente una dose eccessiva di Unixime, è meglio chiamare subito il medico o rivolgersi al più vicino pronto soccorso.

Istruzioni su come aprire un flacone di Unixime

Per aprire l’apposito flacone, bisogna premere con forza il tappo e ruotare simultaneamente in senso antiorario.

Una volta aperto il flacone bisogna aggiungere al granulato dell’acqua fino al livello indicato dalla freccia. Dopo l’aggiunta dell’acqua, agitare bene fino a completa dispersione del granulato e attendere qualche minuto.

Qualora si dovesse mettere in evidenza un livello di sospensione inferiore a quello indicato dalla freccia, si consiglia di aggiungere altra acqua, in modo da riportare il livello fino a quello indicato dalla freccia. Poi, agitare ancora energicamente.

La sospensione così preparata può essere conservata a temperatura ambiente fino a 14 giorni e non oltre, durante i quali la propria attività resta invariata. Prima dell’uso agitare sempre il flacone.

Possibili effetti indesiderati durante il trattamento con Unixime

Prima di proseguire con la cura a base di Unixime è opportuno leggere attentamente il foglio illustrativo contenuto all’interno della confezione e in caso di dubbi contattare il medico o il farmacista.

Anche Unixime come la gran parte dei farmaci in commercio presenta dei possibili effetti indesiderati durante il trattamento. Va detto però che non tutti i pazienti che hanno fatto uso di Unixime li hanno dimostrati.

Con le cefalosporine i disturbi sono limitati a livello gastrointestinali e, occasionalmente, a fenomeni di ipersensibilità. La possibilità di comparsa di questi ultimi è maggiore in soggetti che in precedenza hanno manifestato reazioni di ipersensibilità ed in quelli con precedenti di allergia. Per esempio, febbre da fieno, orticaria ed asma di natura allergica.

Durante la terapia con cefixima sono state segnalate le seguenti reazioni:

  • patologie gastrointestinali come glossite, nausea, vomito, pirosi, dolori addominali, diarrea e difficoltà digestiva;
  • possibili malattie del sistema immunitario, reazione simile alla malattia da siero, anafilassi, dolori articolari (artralgia), febbre da farmaci ed edema facciale;
  • problemi renali, del transitorio aumento dell’azotemia e delle concentrazioni sieriche di creatinina;
  • difficoltà respiratorie;
  • cefalea e vertigini;
  • patologie legate alla cute e al tessuto sottocutaneo: orticaria, eruzioni cutanee (rash), prurito, eritema multiforme, sindrome di Steven-Johnson, necrolisi epidermica tossica, eritema cutaneo da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS);
  • febbre, anoressia e vaginite da candida.

Si ricorda che l’elenco riportato in questo paragrafo potrebbe escludere degli eventuali effetti indesiderati. Pertanto, come già scritto nelle precedenti righe, è sempre opportuno leggere il foglio illustrativo prima d’intraprendere un’eventuale cura.