Cos’è l’alessitimia, l’incapacità di provare sentimenti

L’alessitimia è un disturbo psicologico molto curioso, dove la persona “soffre” di incapacità di provare sentimenti. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

cos'è l'alessitimia
Doppia faccia (Unsplash)

L’alessitimia, chiamata anche analfabetismo emotivo,  è un disturbo dove la persona non riesce a distinguere e riconoscere le emozioni sia proprie sia altrui. In realtà più che una condizione patologica deve essere considerata come un tratto caratteristico della persona. Queste persone sembrano vivere in una psiche tutta loro caratterizzata da apatia, inibizione e rigidità. Ovviamente, si adattano perfettamente al contesto sociale ma si muovono come fossero ombre, nel senso che non si fanno mai notare a causa dell’incapacità emozionale che li opprime.

I primi tratti di questa condizione sono stati per la prima volta individuati negli anni ’70 dai psichiatri John Nemiah e Peter Sifneos. L’alessitimia possiede tre caratteristiche principali:

  1. Sofferenza fisica data dalla molteplicità di disturbi psicosomatici;
  2. Alterazione delle funzioni empatiche e sociali della comunicazione;
  3. Poca consapevolezza di se stessi, sia psichica che corporea.

Chi soffre di analfabetismo emotivo, esprime in modo astratto e limitato le proprie emozioni. Ha un vocabolario emotivo povero e stereotipato e tende a ripetere le stesse espressioni. Presenta una certa rigidità nella postura e nella mimica facciale e, benché si adatti allo stile di vita di tutti i giorni, ha poche relazioni sociali significative. Questo succede perché la condizione comporta allo stesso tempo nella carenza dell’auto-percezione emotiva e nella difficoltà di identificare e interpretare in modo corretto le manifestazioni emotive di chi lo circonda.

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Come vive chi soffre di incapacità di provare sentimenti?

In questo paragrafo si spiega come è vista la condizione dal punto di vista di una persona che non prova emozioni, e come cerca di trovarle attraverso comportamenti pericolosi.

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Solitudine (Pixabay)

L’analfabetismo emotivo di conseguenza provoca una specie di disorientamento della personalità. Essa produce nella persona stati di profonda infelicità, difficili da decifrare per chi ne soffre, che possono provocare esplosioni emotive involontarie e comportamenti imprevedibili. Alcune persone alessitimiche reagisco alla mancanza di sentimenti attraverso la ricerca di esperienze che possano anche solo per un momento dare loro quella scintilla, come per esempio l’abuso di alcol e droghe, gli sport estremi, la guida spericolata, o altri comportamenti pericolosi. Nel tempo è stata sottolineata una correlazione tra alessitimia e molti altri disturbi: la depressione, l’ansia, il panico e la dipendenza di qualsiasi forma essa sia, sino a quella affettiva.

Una persona alessitimica, vive le relazioni tra evitamento e dipendenza senza continuità. Nella ricerca delle emozioni, il soggetto può sviluppare una propria personalità rigorosamente conformista e affrontare l’amore come un momento recitativo, inconsapevole inconsapevole di quanto effettivamente valgano i sentimenti e le parole. In questa condizione un “Ti amo” e un “Ti odio” sono indifferenti poiché non si comprende il loro reale peso emotivo.

Cause e terapia dell’alessitimia

Come tutte le condizioni, anche quella dell’incapacità di provare sentimenti ha una propria diagnosi specifica e una terapia possibile. In questo paragrafo si spiegheranno questi due punti in particolare.

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Psicoterapia (AdobeStock)

Un elemento centrale di questa condizione della personalità consiste nello proiettare le emozioni sul corpo in forma di sintomi, talvolta molto forti e appaiono senza un’apparente motivazione. Questo fa sì che le situazioni o le persone che suscitano un emozione si ritraducono in condizioni fisiche che ostacolano l’esperienza affettiva. L’analfabetismo affettivo riguarda circa il 10% della popolazione e sembra avere molteplici radici: genetica, cultura, educazione severa nell’infanzia, trascuratezza o abuso fisico e/o psicologico durante l’infanzia.

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In quanto tratto della personalità, molti professionisti credono che l’alessitimia difficilmente sia trattabile in psicoterapia. La difficoltà starebbe proprio nel instaurare un rapporto con il paziente attraverso il dialogo terapeutico. La persona, infatti può risultare impenetrabile e vivere le sedute con frustrazione e con un senso di inutilità. Tuttavia, una pianificazione personalizzata della psicoterapia può effettivamente dare miglioramenti significativi e favorire la crescita di un vocabolario emozionale e di un’auto-consapevolezza più marcata. Tutto questo poi si traduce in una migliore qualità della vita della persona e dei suoi cari.

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