Cosa vuol dire fare un pellegrinaggio e perché fa bene alla salute

Camminare è diventata per alcuni di noi una vera e propria terapia per la salute, c’è chi però ha deciso di spingersi oltre e di compiere un pellegrinaggio. Ovvero? Scopriamolo insieme.

camminare benefici
Pellegrina (Pixabay)

Dopo aver sperimentato che cosa vuol dire rimanere in casa per più giorni, addirittura settimane, il solo fatto di uscire e di camminare si è rivelato liberatorio, un vero e proprio toccasana per mente e corpo. D’altronde camminare ha sempre fatto bene alla salute, ma in casi eccezionali come i lockdown che abbiamo vissuto a seguito della pandemia da Covid-19, questo esercizio ha ricoperto un ruolo ulteriore, poiché ci ha permesso di evadere dalle nostre quattro mura e di assaporare la libertà.

C’è chi però ha sempre camminato, e non solo facendo il giro dell’isolato oppure girovagando per la propria città. C’è chi ha deciso di mettersi in marcia per raggiungere una destinazione che dalla testa è passata al cuore. Un luogo da raggiungere per ritrovare se stessi o la fede, ma anche per lasciare andare qualcosa o qualcuno. In questi casi si può parlare di pellegrinaggio, che a quanto pare ha degli effetti benefici sulla salute. Scopriamoli insieme.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE —> Camminare in montagna e tutti i benefici sulla salute

Perché fare un pellegrinaggio fa bene alla salute

Il turismo lento (o slow tourism) si sta diffondendo sempre più e fa della lentezza un privilegio. Perché è solamente prendendosi  il tempo di cui si ha bisogno che è possibile visitare al meglio un luogo, abbandonando la frenesia che ci circonda ogni giorno. Si tratta dunque di un nuovo modo di viaggiare che sta spopolando sempre più e che ci permette di rilassarci e di scoprire posti nuovi in modo del tutto sostenibile. Chi sceglie il turismo lento è dunque un turista a tutti gli effetti; chi invece decide di compiere un pellegrinaggio è un pellegrino. E chi sarà mai questa figura mistica?

pellegrini Santiago de Compostela
Pellegrini giunti a destinazione (Pexels)

Si tratta di un viaggiatore, uno straniero, un viandante. Il pellegrino è colui che si sposta a piedi (ma anche in bicicletta o a cavallo) da un luogo all’altro, e in molti casi la meta finale coincide con un luogo sacro. E il pellegrinaggio è appunto il viaggio verso questo luogo. Un viaggio compiuto per una propria ricerca spirituale, per devozione o penitenza.

Il pellegrinaggio per eccellenza è quello verso Santiago, del cui Cammino ne ho parlato nell’articolo Cammino di Santiago: la strada che conduce alla felicità, ma esistono molti altri percorsi più vicini, come ad esempio la Via Francigena nel nostro Bel Paese, che partendo da Canterbury e passando per la Francia e la Svizzera attraversa ben 7 regioni italiane. Ma perché vale la pena fare un pellegrinaggio?

Perché ti permette di aprire la mente

Compiere un cammino non è solo una sfida con se stessi, ma vuol dire anche aprire la mente verso nuove vedute. Si tratta di un’esperienza forte e coinvolgente che ti catapulta in un mondo diverso da quello a cui sei abituato. Ogni giorno sei colto da nuovi stimoli e fai esperienze diverse insieme a persone che come te sono alla ricerca di qualcosa. Persone che magari vedrai un giorno e poi mai più, ma con cui avrai condiviso momenti importanti, anche solo stando in silenzio.

Si tratta di una vera e propria esperienza di vita che ti costringe a riconsiderare tutte le tue priorità, aprendo la mente verso nuove considerazioni, verso nuovi modi di vedere le cose e di pensare. Ecco perché un giorno di pellegrinaggio vale più di una settimana durante la tua vita normale.

Ti permette di capire chi sei

C’è chi compie il cammino perché si è perso. E di solito finisce per ritrovarsi lungo la strada. Magari non da solo ma con l’aiuto delle persone che incontra sul proprio percorso. Compiere un cammino vuol dire ascoltarsi, cosa che nella vita quotidiana molto spesso non riusciamo a fare. Vuol dire prendersi cura di sé e capire quando è necessario fermarsi o semplicemente rallentare. Quando vale la pena condividere il percorso con qualcuno e quando invece è meglio andare al proprio passo.

Ti permette di condividere esperienze

Non esistono nazionalità o fedi diverse sul cammino. Durante un pellegrinaggio si è tutti uguali perché si condivide insieme qualcosa che va ben oltre il colore della pelle o la venerazione di un certo Dio. Sul cammino le persone condividono desideri e preoccupazioni, consapevoli del fatto che chi sta dall’altra parte saprà comprenderli.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE —> Camminare ti allunga la vita: bastano 10 minuti in più al giorno

Questi sono solo alcuni dei benefici che potrai trovare lungo la strada, ma sappi che fare un pellegrinaggio di sicuro ti cambierà la vita. Perché quando tornerai non sarai mai la persona che eri quando sei partito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *