Asma e allergie: aumentano il rischio di malattie cardiache

Alcuni studi hanno evidenziato come l’asma e altre allergie possano aumentare il rischio di malattie cardiache, ma vediamo tutti i dettagli.

asma rischio
Inalatore (Pixabay)

Nuovi studi si sono concentrati su cosa comporta per una persona soffrire di asma o di altri tipi di allergie. L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree caratterizzata dall’ostruzione dei bronchi, in genere reversibile.

Chi soffre di asma o di altre allergie può avvertire difficoltà nel respirare, tosse, senso di oppressione al torace, un respiro fischiante. Naturalmente sono condizioni che hanno dei trattamenti specifici e per questo è necessario rivolgersi ad uno specialista. Con i medicinali giusti la situazione si può migliorare. Alcuni studiosi, però, hanno individuato alcuni rischi a lungo termine per la salute.

POTRESTI LEGGERE ANCHE >>> Chi soffre d’asma ha meno possibilità di avere un tumore al cervello

In particolare, si parla di un rischio di sviluppare malattie cardiache. Ma vediamo qui di seguito gli studi che sono stati fatti e le conclusioni che hanno dimostrato i ricercatori su questo argomento.

Chi soffre d’asma rischia di sviluppare malattie cardiache: lo studio

Prendersi cura del cuore (AdobeStock)

In questi anni i ricercatori del  National Health Interview Survey (NHIS) hanno esaminato i dati di oltre 34.000 persone. Tra queste oltre 10.000 avevano avuto problemi con asma o altri tipi di allergie respiratorie e cutanee. L’età media dei partecipanti era di 49 anni.

Alla fine è emerso che chi aveva una storia di asma e allergie aveva anche un rischio maggiore di sviluppare ipertensione pari al 45% e un 48% di rischio in più di sviluppare una malattia coronarica. In particolare, sembra che le allergie portino ad un aumento del rischio di pressione sanguigna elevata, mentre l’asma delle malattie coronariche. Queste informazioni sono molto importanti perchè nelle malattie che riguardano il cuore c’è spesso silenzio in tutte le fasi della malattia fino ad arrivare ad un infarto.

Tuttavia, questi dati non sono stati confermati da altri studi effettuati altrove e questi stessi risultati non sono stati pubblicati su una rivista scientifica perchè stanno aspettando di essere riesaminati da altri scienziati indipendenti.

POTRESTI LEGGERE ANCHE >>> Proteggere il cuore e prevenire l’infarto: ecco gli esercizi da fare

Ad ogni modo, è sempre bene tenersi informati su questo tipo di studi che vanno avanti e che portano a maggiore consapevolezza delle malattie, soprattutto se queste ci riguardano da vicino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *