Mostrarci vulnerabili ci rende più simpatici: lo studio

Non sempre mostrarci vulnerabili è negativo: secondo i risultati di una ricerca, manifestare la propria fragilità ci rende più simpatici.

Vulnerabilità simpatia
Tenere le mani dando conforto (Adobe Stock)

Spesso tendiamo a mascherare il nostro reale stato d’animo, volendo apparire forti a tutti i costi. Non solo, però, questo atteggiamento ci logora interiormente perché ci impedisce di esprimere le nostre reali emozioni, ma ci allontana anche da chi abbiamo accanto. Mostrarsi vulnerabili, al contrario, può farci risultare più simpatici: ecco perché.

Manifestare la nostra fragilità fa bene: lo studio

Un team di scienziati ha indagato la relazione tra simpatia e fragilità.

Ispirare simpatia
Donna che tende la mano (Adobe Stock)

I ricercatori hanno condotto un esperimento durante il quale è stato chiesto a un gruppo di volontari di sottoporsi a una situazione leggermente stressante: sottoporsi a un colloquio di lavoro, preparandosi con un anticipo di soli 3 minuti, per poi effettuare un impegnativo test di matematica.

Durante le prove, i partecipanti sono stati filmati per monitorare le loro reazioni. Il loro comportamento, poi, è stato analizzato da un altro gruppo di volontari, ai quali è stato chiesto di valutare il livello di stress sulla base dei comportamenti osservati.

Come si esprime l’ansia? Naturalmente, non è solo una questione verbale: il linguaggio del corpo, infatti, può tradire uno stato di agitazione mediante numerosi segnali, tra cui:

  • Mordicchiarsi le unghie;
  • Gesticolare in maniera esagerata;
  • Giocare ossessivamente con le ciocche dei capelli;
  • Toccarsi il viso.

Non a caso, i partecipanti allo studio hanno ipotizzato il tasso di stress dei volontari che si sono sottoposti alle prove proprio sulla base di questi comportamenti.

Insomma, più una persona manifestava quelli atteggiamenti, più veniva considerata agitata. Questo rivela l’abilità degli esemplari della nostra specie di riuscire a captare lo stato d’animo di chi abbiamo davanti, anche se non lo abbiamo mai visto prima, mediante una serie di segnali ben precisi.

La ricerca, però, si è conclusa qui: gli studiosi, infatti, hanno scoperto che coloro che avevano valutato il livello di stress dei partecipanti all’esperimento consideravano più simpatici tutti coloro che avevano manifestato una maggiore vulnerabilità.

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Perché mostrarci vulnerabili ci rende più simpatici?

Qual è il nesso tra fragilità e simpatia? Per le altre specie, lo stress è considerato un fattore negativo: mostrarsi vulnerabili o in preda alla paura, espone gli animali ad attacchi e tentativi di sopraffazione da parte di esemplari più forti.

Donna vulnerabile
(Adobe Stock)

Per gli esseri umani, invece, la questione si ribalta completamente: mostrarci vulnerabili ci rende più simpatici. Vi state chiedendo quale sia la ragione?

Siamo creature che tendono ad instaurare spiccati rapporti di collaborazione gli uni con gli altri. Per questo, se notiamo che qualcuno è in difficoltà tendiamo ad immedesimarci nelle sue paure e a volerlo aiutare, anziché dominare.

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Di questa particolare caratteristica dell’essere umano sono responsabili i neuroni specchio: fondamentali per lo sviluppo dell’empatia. Questi particolari neuroni, infatti, si attivano non solo quando siamo noi ad agire in prima persona, ma anche quando lo fanno gli altri.

Per questo, ci permettono di comprendere le emozioni e gli stati d’animo che prova chi abbiamo accanto, mettendoci nei suoi panni. Ecco spiegata la ragione per cui manifestare le proprie debolezze non è affatto negativo: potremmo scoprire che gli altri sono pronti a tenderci la mano.

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