Musica contro la demenza: infila le cuffie e premi on

Musica contro la demenza: infila le cuffie e premi on. Studi recenti dimostrano tutta l’efficacia di questo metodo apparentemente semplice

Musica benefici
Musica (Pixabay)

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La musica è un’arte. Esiste infatti dalla nascita dell’uomo, e da sempre l’ha accompagnato: la musica accompagna un essere umano da sempre, in tutti i momenti. E’ musica quella che si sente durante le cerimonie religiose, è musica quella che ha accompagnato i rituali, è musica lo scandire di una poesia, o anche un suono così piacevole da divenirlo. Può esserci musicalità in ogni cosa che facciamo.

Essa, inoltre, può diventare uno strumento estremamente versatile e potente: possiamo ballare sulle note sfrenate di una canzone, possiamo usarla per concentrarci o per canticchiare un pochino. Insomma, da sempre questa espressione è stata specchio non solo dell’individuo, ma anche della comunità che l’accoglie.

Pensiamo a come essa sia cambiata nel tempo e per quanto si dica “ai miei tempi sì che era musica”, ogni genere, in quanto veicolo di un gruppo sociale, merita lo stesso rispetto.

Musica contro la demenza: ecco come una canzone può fare tutta la differenza

Effetti della musica
Spartito (Pixabay)

Vogliamo però andare oltre.  La musica ha un suo potere curativo molto forte e grande. Non si parla solo di cura dell’anima, ma anche di una cura più fisica e reale. Uno studio recente ha dimostrato che la musica può aiutare i pazienti affetti da demenza.

La demenza infatti com’è risaputo altera le principali funzioni cognitive e ostacola lo svolgimento di una vita normale. Eppure lo studio della Musical Bridges to Memory pubblicato sulla rivista Alzheimer Disease and Associated Disorders ha dimostrato che la musica aiuta a costruire ponti veri e propri, come tanto bene sa fare.

I pazienti affetti da disturbi comunicativi infatti riescono comunque a recepire e a creare musica. Di conseguenza, l’espressione – di solito più complessa- viene aiutata e supportata dalla musica, dal canto o dallo strumento musicale. E per instaurare una relazione efficace tra caregiver e paziente la comunicazione è il primo passo.

Inoltre, come se non bastasse,  ascoltare la musica attiva aree del cervello e di conseguenza ci aiuta a mantenerci più attivi. Questo vale in special modo per generi specifici, come la musica classica.

 

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