Come curare il bambino che è in noi: consigli pratici

Come curare il bambino che è in noi: consigli pratici su come ci si debba comportare in certe occasioni per stare bene con noi

Contatto bambino interiore
Dita (Pixabay)

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Chi pensi che la strada per conoscere sé sia una strada semplice cade in un errore bello grande. E’ da quando Freud intuì che non siamo solo quello che pensiamo di essere ma anche altro che le cose si sono fatte via via sempre più complesse e difficili da definire. Freud, il padre della psicanalisi, parlò di uno strato che non arriva allo stato di coscienza e che quindi si muove in noi che rimaniamo inconsapevoli della sua esistenza.

E’ come se in noi si agitasse un altro io che noi non conosciamo e che però ci condiziona nel modo di fare e di essere. L’inconscio, molto più grande e potente rispetto al conscio, è l’insieme dei ricordi, dei nostri traumi, delle paure e dei pensieri non elaborati. E della nostra infanzia.

Come curare un bambino interiore: mai stato così semplice

Bambino che è in te
Giochi di infanzia (Pixaay)

Nel nostro inconscio riposa anche un bambino; il bambino che siamo stati, nonostante non traspaia ormai più nei nostri lineamenti da adulti, è ancora in noi. E fa sentire la sua voce in molti modi, molti più di quelli che immaginiamo. La maggior parte dei modi di essere, le nostre paure e varie ed eventuali si formano proprio durante la nostra infanzia.

E’ il motivo per cui si parla di bambino interiore: quello che siamo dipende da lui. Ad esempio, un bambino cresciuto in un ambiente familiare disfunzionale potrebbe divenire un adulto ferito. Le ferite legate al passato si manifestano con un’ampia varietà di patologie: ferita narcisistica, vittimismo, aggressività, incapacità di intraprendere relazioni interpersonali soddisfacenti.

Per guarire queste ferite, è necessario sedersi ad ascoltare. Proprio come faremmo con un bambino: quali bisogni sta manifestando comportandosi in una determinata maniera? E’ spaventato, ha bisogno di essere rassicurato? Siamo noi gli adulti che devono badargli.

Bisogna essere pazienti: ricordate che i bambini sono facili al capriccio e spesso non comprendono un linguaggio adulto. Facciamo ciò che al nostro bambino piace: disegnare, correre, guardare un cartone. Potrebbe essere un po’ difficile all’inzio trovare un contatto,

 

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