Gas all’Italia, Gazprom prima chiude poi riapre: “Ripresi i flussi”

La situazione che riguarda il passaggio di gas all’Italia dalla Russia risulta alquanto schizofrenica. Ora ci sono nuovi aggiornamenti.

Un impianto del gas
Un impianto del gas (Foto Pixabay)

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Gas all’Italia, ci sono due situazioni discordanti. L’Eni aveva comunicato, lo scorso 2 ottobre 2022, come le forniture proveniente dalla Russia tramite le infrastrutture installate sul Tarvisio siano risultate pari a zero. Facendo pensare che questa situazione, imposta dalla principale società di energia russa, la Gazprom, sarebbe dovuta essere permanente.

Eni ha parlato, a proposito del gas all’Italia, di come Gazprom si sia detta non capace di potere confermare la trasmissione dei volumi di combustibile fossile mediante le tubature che attraversano l’Austria, e che fanno da ponte con il nostro Paese. La motivazione ufficiale riportata da Eni riporta quanto segue:

“Gazprom si è detta impossibilitata a rispettare gli obblighi necessari per ottenere il servizio di dispacciamento di gas in Austria dove dovrebbe consegnarlo”. Anche se comunque in Austria il gas russo ci arriva, ad oggi. Tra l’altro eravamo giunti ad una situazione per la quale il gas all’Italia messo a disposizione dalla Russia era pari a meno del 10% del quantitativo massimo possibile. Quantitativo che era sempre stato di più di 20 miliardi di metri cubi ogni anno.

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Una canna del gas aperta
Una canna del gas aperta (Foto Pixabay)

L’Italia già da tempo ha rafforzato delle partnership con altri Paesi fornitori di gas, come l’Algeria, l’Egitto, il Qatar, ed alcuni Stati africani. Il piano di Eni riferisce di come l’inverno 2022/2023 porterà in dote con sé 10 miliardi di metri cubi, che diventeranno 17 mld per l’inverno 2023/2024 e 22 mld nel 2024/2025.

A distanza di qualche giorno però Gazprom è tornata sui propri passi, comunicando che le forniture sono riprese. I problemi sorti con l’Austria sono stati rapidamente risolti e quindi ora il nostro Paese può contare sul transito di Vienna per ricevere quanto stabilito.

C’è una buona notizia intanto, comunicata dal Ministero per la Transizione Energetica. E cioè che le scorte di gas italiane possono contare su stoccaggi per il 90% del totale. Tra l’altro con l’Algeria sono triplicate le forniture nuove.

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