Varicella: cosa succede e cosa fare se un adulto prende questo virus

La varicella è una malattia infettiva molto contagiosa, provocata dal virus Vzv, e colpisce soprattutto i bambini: cosa fare se è una persona adulta a prenderla.

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Collo di donna colmo di bolle (Canva)

Solitamente, la varicella infetta in età infantile, tra i 5 e i 10 anni, ed è molto frequente in questa fascia di età. Dopo un’incubazione di un paio di settimane, la malattia esordisce tempestando la cute di bollicine. Inoltre, altri sintomi sono febbre, leggero malessere e mal di testa. Le bollicine prudono parecchio, per almeno una settimana, e compaiono su tutto il corpo.

Nel giro di pochi giorni, le bollicine si trasformando in pustole, infine in crosticine, per poi scomparire. La varicella è una malattia benigna che non comporta grossi problemi. Il decorso è di una decina di giorni, ma può essere più aggressivo se attacca adolescenti e persone adulte. Se nei bambini le complicanze sono rarissime, negli adulti si osserva una maggiore incidenza di polmoniti.

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Come comportarsi se una persona adulta prende la varicella

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Adulto con varicella (Canva)

Per le persone immunodepresse, le conseguenze possono essere molto gravi, perciò bisogna fare attenzione, nel caso non l’avessero ancora avuta. Tuttavia, il virus non scompare dall’organismo, ma rimane latente per tutta la vita. Soltanto nel 10% dei casi, il virus si risveglia, e un soggetto può nuovamente essere colpito dalla malattia. Ciò avviene dopo 40 o 50 anni dal primo virus, dando luogo al fuoco di Sant’Antonio.

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Se la varicella è contratta da una donna in gravidanza, è possibile che venga trasmessa al feto, rischiando di causare una embriopatia, ossia una varicella congenita. I bambini esposti a embriopatia, possono sviluppare una varicella asintomatica e successivamente il fuoco di Sant’Antonio in modo precoce. Se la mamma ha la varicella nei giorni del parto, il rischio di mortalità del feto è maggiore, fino al 30% dei casi.

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Mani piene di bollicine da varicella (Canva)

Il virus del Vzv è molto infettivo e si trasmette da persona a persona per via aerea, oppure tramite contatto diretto. Per tutto il periodo della malattia si è contagiosi. Nei casi più difficili, cioè per persone con complicanze o con malattie respiratorie, si può ricorrere a farmaci antivirali. Nei pazienti immunodepressi si consiglia la terapia antivirale per via venosa.

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Le persone colpite dal virus devono restare a casa ed evitare contatti. Dal 1995 è disponibile il vaccino, che riduce i sintomi anche del 90%. La vaccinazione si somministra in due fasi, la prima a un anno di età, la seconda attorno ai 5 anni. La vaccinazione è indicata anche agli adulti che non abbiano mai contratto la malattia.

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