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Osteoporosi: cos’è, quali sono le cause e come si cura

Che cosa è l’osteoporosi, quali sono le sue caratteristiche principali e come si può intervenire con la migliore terapia per fronteggiarla.

L’osteoporosi è una diffusa condizione che interessa soprattutto i pazienti di età avanzata, e che cela una serie di rischi che sarebbe opportuno prevedere e fronteggiare con consapevolezza. Ma di cosa si tratta?  Come riconoscere l’osteoporosi? Quali sono le sue cause? E in che modo si può trattare al fine di scoraggiare le conseguenze più gravi?

Cos’è l’osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia delle ossa che si verifica quando le ossa perdono di densità  e di resistenza. Quel che succede è che le ossa diventano deboli e possono rompersi in seguito a una caduta o, in casi gravi, anche in seguito a traumi  evidentemente minori, come gli starnuti o i piccoli urti che potrebbero capitare nella quotidianità.

La stessa parola osteoporosi richiama d’altronde alla mente la condizione di “osso poroso“. E non è un caso che, visto al microscopio, l’osso sano sembri quasi come un nido d’ape. Quando si verifica l’osteoporosi, però, i buchi e gli spazi in questo “nido d’ape” diventano molto più grandi rispetto all’osso sano.

Le ossa osteoporotiche perdono densità o massa, e si caratterizzano con una struttura tissutale anormale. Quando le ossa diventano meno dense, si indeboliscono e hanno maggiori probabilità di rottura.

Purtroppo, spesso non ci si accorge di essere affetti da tale condizione fino a quando non avvengono i primi traumi ossei. Proprio per questo motivo, se si ha più di 50 anni e si ha subito la rottura di un osso, sarebbe buona norma richiedere al proprio medico un test di densità ossea, e condividere con lui i risultati.

Quanto è diffusa l’osteoporosi

Quanto è diffusa l’osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia molto comune. Aggiornatissime statistiche ci dicono ad esempio che circa 54 milioni di americani sono affetti da osteoporosi e da una bassa massa ossea, un’altra condizione che li pone ad aumentato rischio di osteoporosi.

Altri studi suggeriscono inoltre che circa una donna su due e fino a uno su quattro uomini di età pari o superiore a 50 anni subiscono la rottura di almeno un osso a causa dell’osteoporosi. Insomma, val la pena non sottovalutare questa condizione liquidandola come qualcosa che non possa interessare, poiché la sua diffusione dimostra quanto sia comune.

Quanto è grave l’osteoporosi

L’osteoporosi è una condizione piuttosto seria, che non andrebbe sottovalutata in ambito medico. La rottura dell’osso è la più grave complicazione dell’osteoporosi, specialmente nei pazienti più anziani. Le fratture ossee osteoporotiche si verificano più frequentemente a livello dell’anca, della colonna vertebrale o del polso, ma anche altre ossa possono rompersi con frequenza più o meno maggiore nei pazienti interessati.

Oltre a causare dolore permanente, l’osteoporosi causa anche la perdita di altezza di alcuni pazienti: quando l’osteoporosi colpisce le vertebre, o le ossa della colonna vertebrale, infatti, spesso la malattia porta a una postura curvata evidentemente nociva per la salute.

L’osteoporosi può inoltre limitare la mobilità delle persone, favorendo così l’emersione di sentimenti di isolamento o di depressione. Inoltre, il venti per cento degli anziani che si rompono un’anca a causa dell’osteoporosi muoiono entro un anno, in seguito alle complicazioni che sono legate allo stesso osso rotto o all’intervento chirurgico per ripararlo. Molti pazienti richiedono cure a domicilio a lungo termine.

Osteoporosi, una malattia silenziosa

Osteoporosi, una malattia silenziosa

Come sopra abbiamo già avuto modo di anticipare, l’osteoporosi è spesso definita una malattia silenziosa. D’altronde, come già rammentato, non si può avvertire l’indebolimento delle ossa, e il paziente finisce con l’accorgersi di essere affetto da osteoporosi solamente quando si rompe un osso, ovvero quando va incontro al primo vero e proprio segno di osteoporosi.

Un’altra manifestazione che potrebbe far insospettire è quando un paziente nota che sta diventando lievemente più basso, o che la parte superiore della schiena si sta curvando in avanti. Pertanto, come intuibile, se si verifica una perdita di altezza o la colonna vertebrale si sta curvando in misura apprezzabile, sarebbe opportuno consultare tempestivamente il proprio medico.

Cause dell’osteoporosi

Ma quali sono le malattie, le condizioni e le procedure mediche che possono causare perdita di massa ossea?

In verità, ci sono numerosi problemi di salute e diverse procedure mediche che aumentano la probabilità di osteoporosi. Se si soffre di una delle seguenti malattie o condizioni, sarebbe pertanto preferibile consultare il proprio medico o lo specialista che presta assistenza sanitaria per sapere cosa si può fare per mantenere le ossa in buona salute:

  • artrite reumatoide (RA);
  • lupus;
  • sclerosi multipla;
  • spondilite anchilosante;
  • celiachia;
  • malattia infiammatoria intestinale (IBD);
  • chirurgia per la perdita di peso;
  • gastrectomia;
  • procedure di bypass gastrointestinale;
  • cancro al seno;
  • cancro alla prostata;
  • leucemia e linfoma;
  • mieloma multiplo;
  • anemia falciforme;
  • ictus;
  • morbo di Parkinson;
  • sclerosi multipla (SM);
  • lesioni del midollo spinale;
  • talassemia;
  • depressione;
  • diabete;
  • iperparatiroidismo;
  • ipertiroidismo;
  • sindrome di Cushing;
  • tireotossicosi;
  • menopausa precoce;
  • mestruazioni irregolari;
  • bassi livelli di testosterone ed estrogeni negli uomini;
  • AIDS / HIV;
  • malattia polmonare ostruttiva cronica (COPD), incluso enfisema;
  • triade di atleta femminile (include la perdita di periodi mestruali, un disturbo alimentare ed esercizio eccessivo);
  • malattia renale cronica;
  • malattia epatica, inclusa cirrosi biliare;
  • trapianto di organi;
  • sindrome polio e post-polio:
  • dieta povera di nutrienti, compresa la malnutrizione;
  • scoliosi;
  • perdita di peso.

Tenete comunque conto che questo elenco potrebbe non includere tutte le malattie e le condizioni che possono causare la perdita di tessuto osseo. Parlate dunque con il vostro medico e domandate se una qualsiasi delle condizioni di cui siete affetti potrebbe o meno causare la perdita di massa ossea e dunque favorire l’osteoporosi.

Farmaci che possono causare la perdita di ossa

Farmaci per curare osteoporosi

Alcuni farmaci possono essere dannosi per le proprie ossa, anche se magari non se ne può fare a meno poiché sono opportuni per poter trattare un’altra patologia. La perdita ossea è generalmente maggiore se si prende il farmaco a dosi elevate o per un lungo periodo di tempo.

Pertanto, anche in questo caso è importante parlare con il medico in merito ai rischi e ai benefici di qualsiasi medicinale assunto, e al modo in cui questo può influire sulle ossa, evitando comunque di interrompere alcun trattamento o modificare la dose dei farmaci a meno che il medico non affermi che è sicuro farlo. Se avete bisogno di assumere un medicinale che causa la perdita di tessuto osseo, condividete con il vostro medico quale sia la dose più bassa che potete assumere per controllare i sintomi.

Per quanto concerne i farmaci che possono favorire una perdita di densità ossea, si può assumere in riferimento il seguente elenco non esaustivo:

  • antiacidi contenenti alluminio;
  • farmaci per l’antisezione (solo alcuni) come Dilantin o Fenobarbital;
  • inibitori come Arimidex, Aromasin e Femara Cancer;
  • chemioterapici come Cyclosporine A e FK506 (Tacrolimus);
  • Gonadotropin;
  • Lupron;
  • Zoladex;
  • inibitori della pompa protonica come Nexium, Prevacid e Prilosec;
  • inibitori selettivi del reuptake della serotonina come Lexapro, Prozac e Zoloft;
  • steroidi (glucocorticoidi) come cortisone e prednisone.

Come intuibile, questo elenco potrebbe non includere tutti i medicinali che possono favorire la perdita di tessuto osseo. Proprio per questo motivo, è opportuno cercare sempre di condividere con il proprio medico tutti gli effetti collaterali dei farmaci che si stanno assumendo.

Come trattare l’osteoporosi

Come intuibile, per trattare l’osteoporosi bisognerà cercare di risalire alla causa della degenerazione della densità ossea. Numerosi sono i trattamenti previsti: considerata la varietà dei casi e la specificità di ogni singolo paziente, è opportuno e preferibile parlarne con il proprio medico di riferimento, tendenzialmente dopo aver effettuato un test della densità ossea.

Pericoli dell’osteoporosi

Le complicazioni più gravi e più frequenti dell’osteoporosi sono indubbiamente rappresentate dalle fratture. A loro volta, le rottura delle ossa colpisce principalmente le vertebre o il femore, poiché proprio tale ossa sostengono maggiormente il corpo (di solito, le fratture avvengono in seguito a una caduta). Sebbene, grazie alle tecniche più moderne, la maggior parte dei pazienti riesca a riprendersi piuttosto bene dalle fratture al femore, occorre rammentare come in alcuni casi le stesse possano divenire invalidanti e, addirittura, poter condurre alla morte gli anziani, a causa di (rare) complicazioni post-operatorie.

Terapia per l’osteoporosi

A questo punto, non ci rimane che compiere un ulteriore approfondimento nell’individuazione della migliore terapia per poter trattare l’osteoporosi. Di norma, i medici consigliano un mix di interventi, come l’attenzione alla dieta, il ricorso a una moderata attività fisica, e una serie di aspetti di sicurezza che servono a prevenire, quanto possibile, cadute e altri traumi che potrebbero determinare fratture.

A volte potrebbero essere necessari trattamenti farmacologici: i medicinali servono a rallentare la perdita di materiale osseo, incrementarne la densità e ridurre, conseguentemente, il rischio di fratture.

Alimentazione per l’osteoporosi

A proposito di osteoporosi e alimentazione, di solito viene raccomandata una dieta sana e bilanciata, ricca di frutta e di verdura, con quantità soddisfacenti di calcio, di vitamine D e di vitamina K. Pertanto, una dieta contro l’osteoporosi potrebbe prevedere maggiori quantità di latticini con pochi grassi, verdure a foglie verde scuro come i broccoli, i cavoli, le cime di rama, le sardine, il salmone, la soia e i suoi derivati. Qualora la dieta non riesca a garantire quantità di calcio sufficienti, potrebbe essere utile ricorrere ad appositi integratori