Pidocchi, come si contraggono e debellano

Uno dei luoghi comuni più diffusi è che questi minuscoli insetti saltano da una testa all'altra. In realtà possono essere trasmessi solo se vi è un contatto diretto tra un cuoio capelluto e l'altro oppure, dormendo ad esempio sullo stesso cuscino.

Pidocchi

Anche se non sopravvivono molto lontani dai capelli, si parla pur sempre di 2 o 3 giorni e questo permette infatti di passare su una nuova testa. Pensiamo a quando andiamo in alberghi od ostelli dove le federe dei cuscini e le lenzuola non sono state ben lavate. Prenderli è facilissimo anche se, come l’esperienza insegna, sono soprattutto i bambini a portarsi dietro questi sgraditi ospiti.

Le scuole sono infatti il posto perfetto per i pidocchi, qui hanno la possibilità di attaccarsi ai capelli di un altro bambino senza troppi problemi. Pensate che secondo alcune statistiche ogni anno, vengono infestati dai pidocchi bambini con età tra i 4 e gli 11 anni, all’ordine di 6/12 milioni.

Luoghi comuni sui pidocchi

La disinformazione e le credenze popolari incrementano molto la diffusione di luoghi comuni come:

  • I pidocchi saltano. Quindi non ci deve essere un contatto diretto. I pidocchi in realtà non saltano ma possono comunque essere trasmessi senza il contatto diretto tra due cuti, ma grazie ad un oggetto che li veicola come una federa del cuscino, una spazzola, un asciugamano etc.
  • I pidocchi non vivono lontani dal cuoio capelluto. E’ vero che non sopravvivono più di un paio di giorni, ma è un tempo più che sufficiente spesso per trovare un nuovo habitat ideale!
  • I pidocchi si attaccano solo sul capello sporco. Chi si trova la testa infestata dai pidocchi, viene spesso etichettato come una persona con poca igiene personale. In realtà questi fastidiosi parassiti riescono ad aggrapparsi meglio su un capello pulito piuttosto che sporco.
  • Ho preso i pidocchi dal mio cane/gatto. Ciò non è possibile perché ogni specie ha a che fare con i suoi pidocchi. Un uomo non può attaccare il parassita al proprio animale e viceversa.
  • Il pidocchio porta malattie. In realtà il pidocchio della testa non diffonde malattie, mentre quello del corpo si. C’è da fare quindi tale distinzione.
  • I parassiti mi fanno prudere la testa. Questo è il sintomo più evidente ma, non è la loro presenza a far prudrere la testa quanto piuttosto i graffietti che lasciano sul cuoio capelluto e dove poi depositano il liquido pruriginoso.

Quanto vive il pidocchio?

Il suo habitat naturale è il cuoio capelluto, dove c’è umidità, calore e buio. Questo è il luogo perfetto dove riprodursi. Vive sull’uomo fino a 30 giorni, qui depositano le uova dove possono restare per due settimane. Le uova, cioè le lendini, vengono scambiati per granelli di forfora ma al contrario di quest’ultima, rimangono ben ancorate al capello. Si cibano di sangue ogni sei ore circa. La femmina depone circa 300 uova le quali si schiudono poi dopo 6-9 giorni.

Sintomi, complicazioni e test

I genitori iniziano a sentir “odore del pidocchio” quando il bambino si gratta la testa. Subito iniziano a cercare i piccoli parassiti e spesso e volentieri, eccoli proprio li. Altre volte i sintomi sono rossore sul cuoio capelluto, sulle spalle e sul collo. Altre volte appaiono anche rigonfiati, possono avere o non avere croste e liquido che esce.

Si riconoscono poi dalla loro presenza fisica o altre volte dalle lendini, le uova che si attaccano sul fondo del capello e che sono molto difficili da togliere.

Il test è visivo. Non è sempre facile vedere i pidocchi, per questo motivo è importante controllare molto attentamente il cuoio capelluto, molto da vicino e alla luce del sole. Può essere utile anche la lente d’ingrandimento. Le uova solitamente si trovano sulla base del collo e dietro le orecchie, quindi sono zone che vanno controllate molto attentamente.

Come eliminare i pidocchi

Come eliminare i pidocchi

In farmacia vendono creme e schiume adatte allo scopo, sono poco irritanti e adatte a rimuovere il pidocchio dalla testa di un bambino. Vanno seguiti i tempi di applicazione e i metodi di utilizzo. Questi antiparassitari funzionano solo quando non ne viene fatto un uso scorretto. La terapia deve essere intrapresa non appena si nota la presenza del pidocchio o della lendine. I migliori prodotti in commercio per il trattamento dei pidocchi, sono realizzati con uno dei tre principi attivi seguenti: le piretrine naturali, le piretrine di sintesi e i malathion.

Alcune volte le infestazioni sono particolarmente resistenti e perciò il medico può prescrivere alcuni medicinali ad uso orale. I prodotti più usati sono il sulfametossazolo + trimetropim e l’altro è l’ivermectina (in Italia usato però solo a scopo veterinario).

Rimedi naturali contro i pidocchi

  • Ylang-Ylang: questo olio essenziale, come altri, ha proprietà insetticite. Uno studio ha dimostrato che miscelato con noce di cocco e anice, ha un effetto superiore a quello di alcuni medicinali. Ecco perché infatti molti oli come anche quello di lavanda e di timo, fanno già parte di diverse schiume per capelli che contrastano i pidocchi. Gli oli essenziali infatti inducono il parassita in una crisi respiratoria, rendendo più semplice anche il distacco delle uova.
  • Aceto: qualcuno dice che l’aceto non sia efficace ma, l’esperienza di molte mamme insegna come invece sia un ottimo rimedio naturale per debellare i pidocchi! Acqua calda e aceto, ma non bollente, aiuta a liberarsene così come ad alleviare i sintomi.

Come prevenire la loro comparsa

I pidocchi vengono prevenuti quando è effettuato un controllo periodico, in particolar modo ai bambini che frequentano scuole e asili. Quando si scopre che il bambino ha i pidocchi, va immediatamente iniziato il trattamento evitando che entri in contatto con gli altri bambini per far si che non contagi nessun altro.

I capelli vanno pettinati spesso e con pettini a denti stretti, devono essere lavati scrupolosamente e ovviamente, anche i famigliari e chi gli è stato a stretto contatto deve subito controllarsi e nel caso iniziare la terapia. Se i pidocchi non ci sono, trattarli preventivamente non serve a niente ma anzi, potrebbe indurre a una futura resistenza.

Per prevenirli non si deve neanche utilizzare cappelli, pettini, accesori, asciugamani e indumenti con chi ha i pidocchi. Neanche il letto chiaramente.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia