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Sonnambulismo, un disturbo normale che sparisce con lo sviluppo

Il sonnambulismo è una patologia, o un disturbo del sonno di natura benigna, che consiste nello svolgimento di attività motorie o comportamentali durante il sonno.

Sonnambulismo

Il sonnambulismo è un disturbo di origine benigna del sonno, che tendenzialmente si risolve da solo con il passare del tempo e che tende a manifestarsi nella prima parte della notte, ovvero nelle prime due ore una volta addormentati. Chi soffre di tale disturbo tende a compiere dei movimenti, o dei comportamenti, che possono essere anche complessi senza averne coscienza, infatti il sonnambulo compie determinate attività continuando a dormire. Può capitare durante gli episodi di sonnambulismo, che il soggetto affetto da questo disturbo possa semplicemente sedersi sul letto con gli occhi aperti, mentre nei casi più complessi, tende ad alzarsi e a camminare, compiendo dei comportamenti automatici, come vestirsi, lavarsi, accendere il televisore ed altro ancora, e tutto questo senza alcun ricordo il mattino seguente.

Sonnambulismo

Sonnambulismo: gli episodi

Una volta terminato l’episodio di sonnambulismo, solitamente la persona affetta torna in maniera spontanea a letto a riposare. Tali episodi hanno una durata che varia da 5 ai 20 minuti e molto raramente si prolungano oltre questo tempo indicato. Durante gli episodi di sonnambulismo, il soggetto potrebbe parlare oppure emettere suoni incomprensibili oltre a manifestare comportamenti aggressivi, che tendono a verificarsi se qualcuno cerca di toccare la persona nel tentativo di svegliarla.

Sonnambulismo

Come abbiamo accennato inizialmente, tale disturbo è di origine benigna e tendenzialmente tende a scomparire da solo nell’arco del tempo, ma nonostante questo, bisogna fare attenzioni ai comportamenti che si manifestano durante gli episodi, perché il soggetto non essendo cosciente potrebbe oltre ad essere pericoloso verso gli altri, anche per se stesso.

Sonnambulismo: esordi e cause

Il sonnambulismo ha esordi prevalentemente nell’età evolutiva e gli studiosi ritengono che tale disturbo sia molto comune, infatti si stimano che circa il 30% dei bambini ha almeno una volta sperimentato tale disturbo, mentre il 6% presenta disturbi molto ricorrenti. L’età di insorgenza del sonnambulismo va dai 4 anni ai 12 anni e tendenzialmente tende a scomparire in maniera spontanea con la pubertà. Sono rari i casi in cui il sonnambulismo si manifesta in età adulta infatti l’incidenza in questo caso è pari al 2%.

Sonnambulismo

Una delle principali cause del sonnambulismo deriva dal fattore genetico, e circa la metà delle persone affette da questo disturbo del sonno, hanno avuto almeno un familiare che a sua volta a mostrato tali episodi. Tra i fattori scatenanti non dobbiamo dimenticare di citare i fattori emotivi, come lo stress o il disagio psicologico, oppure i fattori medici come infezioni o febbre alta che fanno aumentare il bisogno di sonno profondo ovvero la fase in cui si manifestano gli episodi, oppure l’utilizzo di droghe e l’abuso di alcool.

Sonnambulismo: bambini e diagnosi

Il sonnambulismo è un disturbo che colpisce prevalentemente i bambini e di conseguenza quando un genitore si trova a scoprire tali manifestazioni deve mantenere la calma, perché tendono a scomparire in maniera naturale. Gli atteggiamenti più frequenti che il bambino tende a manifestare sono: mettersi seduto sul letto continuando a dormire, andare nel letto del genitore o del fratello o sorella, accendere le luci di casa, e lavarsi. Queste attività sopra descritte, vengono compiute dal bambino ad occhi aperti e molto spesso proprio per questo, il genitore che assiste è convinto che il piccolo sia sveglio.

Sonnambulismo
Consigliamo di consultare un medico nel caso in cui si manifestano determinati atteggiamenti che ora andremo ad elencare:

1. Quando gli episodi si manifestano due volte la settimana
2. Se nella notte il bambino manifesta più di un episodio oppure avvengono nell’arco di 1 o 2 ore dopo essersi addormentato, ed in questo caso è possibili che il piccolo sia affetto da epilessia e per questo bisogna ricorrere ad una diagnosi differente.
3. Se il bambino durante tali manifestazioni compie azioni pericolose come scendere e salire le scale più volte o si manifestano episodi di sonnambulismo agitato.
4. Quando il bambino oltre a manifestare sonnambulismo, presenta enuresi ovvero pipì a letto
5. Se il piccolo mostra stati di ansia ed in questo caso specifico bisogna rivolgersi ad uno psicologo per valutare la presenza o meno di problematiche emotive

La giusta diagnosi può essere effettuata anche soltanto tramite il racconto dei genitori o di chi ha assistito agli episodi di sonnambulismo.