Tarassaco: proprietà benefiche, controindicazioni e utilizzo

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tarassaco

Il tarassaco, chiamato anche dente di leone, si caratterizza per essere una pianta particolarmente diffusa in ambito fitoterapico e non solo. Nello specifico, si tratta di una pianta che è notevolmente rinomata per via delle sue proprietà benefiche sul fegato. In realtà, però, non sono le uniche proprietà che presenta questa pianta. Questa pianta si caratterizza per appartenere al nutrito gruppo delle Asteracee e da tantissimi secoli viene impiegata soprattutto per via delle sue proprietà disintossicanti e depurative. Tante popolazioni antiche la consideravano come una delle piante curative più importanti. I principi attivi sono presenti soprattutto all’interno delle foglie e delle radici, ma anche all’interno dei fiori dalla tipica colorazione gialla, che si possono impiegare anche per la realizzazione di ottime tisane e infusi.

Qual è la composizione chimica del tarassaco

Queste piante si caratterizzano per avere il 3,1% di proteine, il 3,6% di zuccheri, l’1,1% di grassi, lo 0,4% di fibre e ben l’87% di acqua. Possiamo trovare anche numerosi minerali, come ad esempio il ferro, magnesio, zinco, potassio, selenio, fosforo, calcio e sodio. All’interno di questa pianta troviamo anche le vitamine: si tratta principalmente di vitamina A, B1, B2, B3, C, E e K. Tra gli altri elementi presenti al suo interno troviamo alfa e beta-carotene, ma anche luteina, zeaxantina e criptoxantina-beta.

Quali sono le principali proprietà benefiche

Il tarassaco si caratterizza per avere numerose proprietà farmacologiche, agendo come diuretico grazie ai suoi elementi amari, come l’inulina e la tarassicina. Questa pianta fa molto bene anche al fegato, dal momento che rende più semplice il tragitto della bile che va dal fegato fino all’intestino. Inoltre, le proprietà antinfiammatorie, quelle purificanti e disintossicanti fanno molto bene al fegato. Interessanti anche le proprietà curative per quanto riguarda l’itterizia. Nel momento in cui il fegato comincia a produrre un maggior quantitativo di bile rispetto alla normalità, allora quest’ultima finisce nel sangue e causa l’itterizia. Il tarassaco, grazie al fatto che consente di gestire la produzione di bile e ne rende più semplice l’espulsione mediante l’urina, può essere molto importante in tal senso.

Questa pianta è importante anche per le ossa, vista la notevole presenza di calcio, senza dimenticare come possa essere d’aiuto per tenere sotto controllo la pressione arteriosa, dati gli effetti diuretici e la buona presenza di potassio. Per quanto riguarda le proprietà digestive, il tarassaco è in grado di produrre un adeguato stimolo sulla secrezione dei succhi gastrici, garantendo un miglior appetito. Inoltre, la fibra alimentare favorisce la motilità dell’intestino, rendendo più semplice il percorso del cibo all’interno dell’intestino e svolgendo di conseguenza un’azione preventiva nei confronti della stitichezza.

Inoltre, può essere utile anche per il trattamento del colesterolo cattivo LDL in eccesso, rendendone più facile l’espulsione tramite le feci. Piuttosto recentemente diverse ricerche hanno messo in evidenza come il tarassaco riesca ad essere d’aiuto anche per la cura dei calcoli biliari, mentre il succo che si ottiene dalle piante può tornare utile per tutti coloro che soffrono di diabete, visto che è in grado di trasmettere un adeguato stimolo nella produzione nel pancreas di insulina, consentendo di conservare in equilibrio i valori di zuccheri all’interno del sangue.

Quali sono le principali controindicazioni

Quali sono le principali controindicazioni

Impiegare troppo di frequente prodotti a base di tale pianta può comportare sicuramente dei problemi a livello gastrico, in particolar modo connessi all’iperacidità. Quindi, si tratta di un rimedio che non deve essere impiegato da tutti coloro che soffrono piuttosto di frequente di problematiche come gastrite oppure ulcera peptica. Ad ogni modo, si consiglia anche di evitare l’impiego di tale rimedio nel corso della gravidanza, così come durante la fase di allattamento. Questa pianta deve essere utilizzata anche con grande attenzione e prudenza nel caso in cui il soggetto stia seguendo una particolare terapia farmacologica: di conseguenza, è sempre meglio chiedere informazioni e delucidazioni al proprio medico di fiducia. Esattamente come tantissimi altri rimedi naturali, anche in questo caso c’è la possibilità che l’assunzione di tarassaco possa comportare delle interazioni sugli effetti garantiti da alcuni tipi di farmaci. Nello specifico le principali interazioni si hanno con i farmaci antidolorifici, così come con quelli che permettono di tenere sotto controllo la glicemia oppure i farmaci diuretici. Inoltre, si consiglia anche di evitare l’impiego di tale rimedio naturale nel caso in cui si abbia un’allergia nei confronti delle piante che fanno parte del gruppo delle Asteracee.

Alcuni possibili effetti collaterali del tarassaco

Nella maggior parte dei casi il tarassaco non presenta particolari reazioni e non ha dei grandi effetti collaterali. In ogni caso, bisogna seguire sempre alcuni suggerimenti utili per un consumo nella norma. Tutti coloro, ad esempio, che soffrono di gastrite oppure di reflusso gastroesofageo devono prestare la massima attenzione nel dosaggio che assumono giornalmente. Questa pianta, infatti, per via della notevole quantità di sostanze amare, potrebbe causare in tali pazienti delle problematiche legate all’acidità gastrica. Inoltre, anche tutti coloro che soffrono di diabete devono prestare particolare attenzione nell’uso di prodotti a base di questa pianta. Infatti, coloro che hanno il diabete sono spesso già in cura con dei farmaci che permettono di tenere sotto controllo e monitorare la glicemia: in questi casi si consiglia di evitare il consumo di tali prodotti, dal momento che potrebbero causare ipoglicemia. Quindi, prima di consumare direttamente il tarassaco o tutti i vari integratori che lo contengono, è bene chiedere un rapido consulto al proprio medico di fiducia.

Alcune utili curiosità da sapere sul tarassaco

Gli estratti a base di questa pianta non vengono unicamente utilizzati singolarmente, ma in alcuni casi vengono associati ad altri preparati naturali per fare in modo di realizzare dei prodotti erboristici che servono più che altro per il trattamento di malattie come ad esempio la cellulite, l’obesità, ma anche il colesterolo alto, delle problematiche a livello intestinale e le intossicazioni alimentari. Il dosaggio che si consiglia di assumere di tali preparati, quindi, è pari a 5-10 grammi ogni giorno (si parla del prodotto essiccato), che si devono assumere in tre somministrazioni nell’arco delle ventiquattro ore. Pensate che 100 grammi di tarassaco equivalgono a circa 45 calorie. Il tarassaco è diventato famoso anche con altri nomi: si tratta, ad esempio, degli appellativi dente di cane, dente di leone, capo di frate, girasole dei prati, cicoria selvatica, stella gialla, piscialetto, cicoria burda, radicchiella e barba del Signore.

Interessante notare come gli effetti benefici di tale pianta siano stati rinvenuti esclusivamente nel corso del 20° secolo. Sembra che il succo piuttosto lattiginoso che si ricava dalle radici di tale pianta abbia la particolare capacità di guarire le verruche: si consiglia un’applicazione pari a tre volte ogni giorno per un trattamento di una settimana come minimo. Le foglie di questa pianta, inoltre, si possono impiegare come vera e propria alternativa rispetto a quelle di gelso per alimentare i bachi da seta. Dobbiamo sottolineare anche come i nativi americani sfruttano le foglie di questa pianta dopo averle bollite in acqua per il trattamento di vari disturbi che colpiscono la pelle, di patologie renali, di problematiche a livello di stomaco e di diversi gonfiori. Nel Vecchio Continente, invece, questa pianta viene spesso impiegata per il trattamento della febbre, ma anche per la cura della diarrea e dei foruncoli.

Come si raccoglie e consumo

Se volete raccogliere le foglie della pianta di tarassaco si suggerisce di farlo esclusivamente in zone non troppo ricche di auto e lontane dalle città, perché altrimenti potrebbero essere notevolmente inquinate. Inoltre, in tanti casi i prati che si trovano nelle campagne vicino alle città subiscono una concimazione con sostanze particolarmente nocive per l’uomo: attenzione a non raccogliere le foglie di questa pianta in tali zone. Nel momento in cui effettuate la raccolta, è fondamentale mettere in evidenza come le foglie più “anziane” e tutte quelle piante che sono spesso esposte al sole, sono quelle maggiormente amare.

Le piante di questa pianta si possono frullare insieme al succo di pomodoro, in modo tale da preparare una bevanda che si deve consumare fredda e che contiene una notevole concentrazione di vitamine. Nel caso in cui non amiate molto il sapore amaro di tali foglie, allora potete lasciarle a bagno in acqua per alcune ore, sostituendola più di una volta. Il decotto di tarassaco è particolarmente utile per rendere più intense ed efficaci le sue proprietà diuretiche. Questo decotto si può preparare utilizzando 15 grammi di radici essiccate e poi farle bollire per almeno cinque minuti all’interno di 200 ml di acqua, facendo in modo che il preparato si riposi per ulteriori cinque minuti. A questo punto potete filtrare e poi bere il decotto.