Come prendersi cura della Chamaedorea o palma della fortuna

Come prendersi cura della Chamaedorea? Dalla coltivazione all’annaffiatura, tutti i metodi per garantire lunga vita alla palma della fortuna

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Palma della fortuna (Pexels)

La Chamaedorea o palma della fortuna appartiene alla famiglia delle Arecacee ed è originaria dell’America centro-meridionale. Essa è una pianta rustica, caratterizzata da fusti sottili, leggermente arcuati di color verde chiaro, dai quali poi si estendono fronde e foglie simili a quelle delle palme.

La Chamaedorea  può raggiungere i  10 metri di altezza. La sua crescita è lenta ed è molto longeva. Le palme della fortuna sono ottime piante da appartamento, in quanto sono estremamente resistenti e molto facili da curare.

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Come prendersi cura della Chamaedorea: varietà e specie

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Palma della fortuna (Pexels)

Esistono varie tipologie e varietà di tale pianta, in questa pagina ne elencheremo alcune.

  • Chamaedorea elegans : Ha origine nei paesi a clima tropicale in particolare a Sud del Messico e in Guatemala. Si adatta benissimo anche a condizioni di scarsa luminosità ed alla mancanza di umidità. I suoi steli producono delle foglie lunghe circa 20 cm.
  • Chamaedorea cataractarum : il suo aspetto è elegante e compatto. Ha foglie più scure e grandi rispetto alle altre specie.
  • Chamaedorea elatior : è conosciuta anche come Chamaedorea scandens. È una specie cespitosa e i suoi fusti sono avvolti nella guaina delle foglie. Può essere molto lunga in natura, anche sino a 20 metri, ed è caratterizzata da foglie che arrivano a misurare fino ad un metro.
  • Chamaedorea ernestii-augustii : questa specie presenta un fusto singolo alto fino a 150 cm, con radici avventizie alla base. Le foglie sono semplici, lunghe fino a 50 cm .
  • Chamaedorea oblongata:  originaria del Messico, presenta stelo singolo alto 2-3 m e foglie, lunghe fino a 1 metro, formate da acuminate foglioline di forma allungata.

Come prendersi cura della Chamaedorea: consigli per la sua coltivazione

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Annaffiatoio (Pixabay)

Per essere certi di porre le giuste attenzioni alla nostra pianta e di comprenderne le necessità, bisogna sempre tenere sotto controllo le condizioni del terriccio e ricordare l’importanza di un’esposizione corretta.

Esposizione

La Chamaedorea  ben resiste ad ogni tipo di condizione termica, anche se la sua temperatura ideale si aggira intorno ai 18°. Predilige situazioni di luce moderata, ovvero senza l’esposizione diretta ai raggi solari, che potrebbero danneggiarne la crescita. Inoltre è consigliabile esporla a spostamenti d’aria si, ma non a raffiche e correnti violente. Favorisce temperature miti  ma resiste fino ai -4°.

Terreno

La palma della fortuna predilige il terreno umido, sciolto, ricco di sostanze organica e ben drenato. Il substrato ottimale è composto da terriccio universale mescolato con una parte di argilla espansa. Man mano che le radici della pianta si espandono è necessario effettuare il rinvaso, per garantirle una crescita ottimale e non minarne la sopravvivenza.

Annaffiatura

Generalmente la palma della fortuna non necessita di frequenti annaffiature. È più facile infatti che essa resista ad una carenza di acqua piuttosto che ad un eccesso della stessa. Rimane il fatto che il terreno dovrebbe avere sempre un tasso minimo di umidità. È opportuno, infatti controllare saltuariamente il terriccio con le dita. In estate per questo motivo, l’annaffiatura deve avvenire 2-3 volte a settimana, nebulizzando sulle foglie acqua a temperatura ambiente possibilmente non calcarea.

Concime

La Chamaedorea ha bisogno di un terreno fertile che sia ricco di sostanze nutritive, fondamentali  per lo sviluppo della stessa. In particolare è indicato l’utilizzo di fertilizzanti o concimi liquidi che integrino il terriccio principalmente di azoto, fosforo, potassio e ferro.

Come prendersi cura della Chamaedorea: batteri e parassiti

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Cocciniglia (Pixabay)

Un’annaffiatura eccessiva della palma della fortuna può favorire l’insorgenza di marciumi radicali.  Queste piante inoltre sono estremamente soggette alla cocciniglia cotonosa, parassita tanto infestante e “caparbio” da rappresentare quasi una emergenza tra le piante. Essa è di colore bianco ed ha dimensioni molto ridotte, pari a pochi millimetri e si dispone indistintamente sui rami e sulle foglie delle piante.

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Un’altra minaccia per la palma della fortuna sono i cosiddetti ragnetti rossi. Considerando che lo stato di salute di una pianta è identificabile, soprattutto tramite l’osservazione delle sue foglie, nel caso di infezione da ragnetto rosso, queste ultime si impallidiscono improvvisamente sul margine superiore e assumono una colorazione simile a quella del bronzo. Questo stadio porta al loro disseccamento e alla conseguente caduta precoce.  Per eliminare i ragnetti rossi è consigliabile aumentare l’umidità del terriccio mentre per le cocciniglie è possibile intervenire pulendo direttamente le foglie. (Elisabetta Prunas)

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