Superbonus 110%, partono i controlli: cosa rischia chi ha truffato

Via alle verifiche per individuare i soggetti che hanno approfittato della cessione del credito in materia di Superbonus 110%, cosa succede a chi non è in regola.

Un controllo in corso da parte della Guardia di Finanza
Un controllo in corso da parte della Guardia di Finanza (Foto ANSA)

Superbonus 110%, dopo i tanti interventi di modifica intrapresi dal Governo per cercare di azzerare gli episodi di illegalità legati alla relativa cessione del credito, arrivano delle ultime notizie di grande importanza. La cosa riguarda chi ha avuto accesso al provvedimento.

Ma i casi di falsi lavori e di altrettante false fatture sono stati troppi, e questa è una cosa inaccettabile. Per questo si è reso noto il dovere fare qualcosa per limitare gli illeciti che il Superbonus 110% consentiva in maniera inconsapevole con le vecchie regole.

C’è un recente decreto che riporta la data del 15 aprile 2022 e che consente ora lo svolgimento di verifiche e controlli nei confronti di tutti coloro che hanno dichiarato di avere effettuato dei lavori di ristrutturazione o di rifacimento compatibili con l’ottenimento del Superbonus 110%.

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Superbonus 110%, cosa succede a chi non è in regola

Piani e schemi per delle ristrutturazioni
Piani e schemi per delle ristrutturazioni (Freepik)

Ed è ovvio che chi avrà dichiarato il falso ne dovrà ora rispondere, e pagare le conseguenze. Sotto osservazione ci sono i lavori dichiarati con data che decorre a partire dal 1° novembre 2021. Ma questa sarà una occasione buona anche per effettuare delle modifiche in relazioni a situazioni che richiedono delle correzioni e delle integrazioni, compatibilmente a quanto previsto dal Superbonus.

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I controlli del caso poi possono avvenire fino all’intero anno solare che può fare seguito anche a cinque anni da quando è stata emessa la dichiarazione dei redditi nella quale è presente la prima rata di detrazione del Superbonus.

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Per chi avesse compiuto delle irregolarità accertate è prevista la restituzione della somma della quale si è beneficiato all’inizio con il bonus. Più, in aggiunta, i relativi interessi. E per quanto concerne la cessione del credito prevista, ora la stessa può avvenire solamente per un numero limitato di volte. Solamente due, per la precisione, anche se si pensa di estendere questo paletto a tre.

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