Emergenza carta igienica, costi alle stelle per rotoli sempre più piccoli

Stiamo andando incontro ad una conclamata emergenza carta igienica, con delle conseguenze estremamente negative: cosa sta succedendo.

Quattro rotoli di carta igienica
Quattro rotoli di carta igienica (Pixabay)

Emergenza carta igienica, il problema sembra stia diventando sempre più concreto. L’allarme arriva dalla Francia, dove in molti stanno manifestando grande preoccupazione come conseguenza di quello che è l’attuale quadro politico internazionale, contraddistinto da grosse tensioni tra potenze fra loro contrapposte.

La Copacel, ovvero l’Unione francese delle Industrie del cartone, ha parlato espressamente di emergenza carta igienica per via di un aspetto in particolare. Ed ora c’è il timore che possano esserci delle ripercussioni ai danni di tutti noi, sia in Italia che nel resto dell’Unione Europea.

Alla base di questa emergenza carta igienica c’è, come è facile intuire, una penuria di materie prime lavorabili da impiegare per la produzione di questo bene a dir poco indispensabile. Il conflitto in Europa centro-orientale ovviamente ha il suo peso su tutto ciò.

Emergenza carta igienica, perché siamo arrivati a questo punto

Ma a questo scenario negativo si aggiungono anche i pesanti rincari che da mesi ormai stanno contrassegnando in negativo l’economia ed i consumi. Per quanto riguarda la scarsità di carta igienica, a mancare rispetto al passato è la polpa di carta, estratta dalle fibre del legno e che serve per produrre di tutto e di più in fatto di carta, cartone e derivati.

Tra cui anche la carta igienica. Che ora subisce il blocco dei porti, l’aumento dei costi di produzione e dei conteiner ed arriva adesso a subire una minore presenza per quanto riguarda la vendita diretta al pubblico, con un contemporaneo aumento del prezzo di acquisto che dobbiamo sostenere.

Le cartiere ed i centri produttivi dedicati già nel corso degli scorsi mesi hanno dovuto fermare la loro produzione, anche per quanto riguarda la realizzazione di fazzoletti e tovaglioli. Tuttavia, fino ad ora, almeno per quanto riguarda l’Italia, c’è comunque un saldo positivo sia di produzione che di fatturato, per quanto riguarda questo settore.

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Lo shrinkflation colpisce anche questo settore: e noi paghiamo

Ma c’è un aspetto negativo che ha il suo peso e che è rappresentato dal fatto che i prodotti in questione risultano essere di formato ridotto. Le unità offerte e le dimensioni sono più piccole di numero e di peso, mentre il prezzo di vendita resta lo stesso. Questo è il fenomeno dello shrinkflation, che molte volte sfiora la messa in pratica di pratiche commerciali illegali e non conformi alle regole.

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Questa cosa avviene con i beni alimentari sia primari che non, quali pasta, patatine in buste, biscotti e simili. E nel caso della carta igienica si riscontra con rotoli meno corposi e con un minore numero di strappi disponibili. L’unico modo per uscire dalla crisi è cercare di adattarsi alle fonti rinnovabili da applicare ai processi industriali.

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In questo modo almeno la spesa energetica per la produzione potrà essere attuata. Una cosa che già avviene, per quanto riguarda l’Italia, con uno stabilimento presente in Sicilia. Entro il 2029 tutti gli edifici sia di vecchia che di nuova costruzione presenti sul territorio dell’Unione Europea dovranno munirsi di pannelli solari ed anche di altri dispositivi volti a produrre energia rinnovabile.

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