Fotovoltaico notturno, svolta sull’utilizzo dei pannelli solari al buio

Alcuni ricercatori hanno compiuto dei progressi significativi sviluppando il cosiddetto fotovoltaico notturno. Il Sole? Non serve.

Un impianto fotovoltaico di notte
Un impianto fotovoltaico di notte (Pixabay)

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Fotovoltaico notturno, c’è una ricerca condotta dalla statunitense Stanford University che mette in risalto un aspetto molto importante. Come noto, la fruizione dell’energia prodotta dai pannelli solari comporta una serie di vantaggi specialmente nel lungo periodo per quanto riguarda il rientro dei costi, ed immediato invece in termini di impatto ambientale.

Proprio su questo aspetto punta la Commissione Europea, che ha decretato l’obbligatorietà della presenza di impianti di produzione di energia solare entro il 2029 su tutti gli edifici esistenti allora oltre che di futura realizzazione. In questo aspetto rientra anche il ruolo che potrà giocare il fotovoltaico notturno.

Ci si chiede anzitutto come potrà funzionare lo stesso fotovoltaico notturno, dal momento che, per definizione, c’è bisogno dei raggi diurni del Sole per la creazione di energia da utilizzare in sostituzione della corrente elettrica. Una risposta ce la dà la stessa Stanford University, la quale ha ideato una tecnologia capace di creare energia solare pure di notte.

Fotovoltaico notturno, come funziona

Un impianto fotovoltaico al tramonto
Un impianto fotovoltaico al tramonto (Pixabay)

Il funzionamento avviene grazie al calore disperso nel corso della notte dalle celle di energia che vanno a costituire i pannelli solari. Viene quindi sfruttato un principio di energia termica passiva, con questo calore che viene formato di notte tale da potere fare da base per la produzione di elettricità.

Questa tecnologia, chiamata TEG, è costituita da un generatore di energia termoelettrica unitamente alle celle che formano i vari pannelli solari. L’energia viene catturata agli infrarossi e tramutata in corrente elettrica pronta all’uso. Questo generatore va applicato quando manca la luce, in modo tale che il lavoro di un impianto passa dal convogliare raggi solari al recepire il calore che circonda i pannelli stessi dopo il consueto lavoro diurno.

I suddetti pannelli è quindi come se diventassero dei radiatori, la cui energia sprigionata viene catturata ed impiegata per la produzione energetica ad impatto zero. Per ora siamo solo ad uno stato neanche di prototipo, ma non si esclude di potere adottare una tecnologia simile in futuro. Intanto si discute anche su quale sia la effettiva utilità dei pannelli solari anche in giornate in cui il Sole è assente.

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