Aracnofobia: si può superare la paura dei ragni, ti bastano poche mosse

Che cosa comporta la aracnofobia e come la si riconosce. Si tratta di una fobia molto diffusa e che può avere dei risvolti addirittura drammatici per chi ne è colpito.

Una giovane spaventata da una tarantola
Una giovane spaventata da una tarantola (Foto Canva – Inran.it)

Aracnofobia, con tutta probabilità si tratta di una delle paure più diffuse al mondo. La vista dei ragni può suscitare in alcune persone delle reazioni del tutto irrazionali. Addirittura tali da portarle a gridare in preda a puro terrore. Mentre in realtà, specialmente alle nostre latitudini, questi esserini sono del tutto innocui.

Poi è ben diverso il discorso qualora ci si trovi in località esotiche. Lì si che c’è da temere i ragni, che si presentano di dimensioni grossissime e che sono pure velenosi. Ma in tutti i casi non bisogna dimenticare che i ragni attaccano l’uomo solamente come reazione, dopo che si sono sentiti minacciati. Con loro, come con qualsiasi altro insetto e simili, per andare sul sicuro basta ignorarli e non farli innervosire.

L’aracnofobia è più diffusa tra le donne che tra gli uomini e si manifesta a qualsiasi età. In diversi casi può sorgere già nel corso dell’infanzia e permanere per il resto della vita. In altri si manifesta anche solo in età matura.

Aracnofobia, cause e sintomi

Una tarantola in un ambiente poco illuminato
Una tarantola in un ambiente poco illuminato (Foto Canva – Inran.it)

Contrariamente a quanto alcuni possono credere, l’aracnofobia può manifestarsi anche con delle semplici immagini di ragni ed anche scarafaggi, blatte e simili. Non è necessario trovarsi faccia a faccia con questi esserini (che comunque, è bene saperlo, svolgono un importante ruolo in natura, n.d.r.) ed è sufficiente anche solo vederne delle immagini foto o video per sentire scorrere dentro di se la paura.

I sintomi più noti della aracnofobia sono:

  • tachicardia;
  • sudorazione;
  • nausea;
  • tremore;
  • disturbi gastrointestinali;
  • giramenti di testa;
  • vertigini;
  • respiro affannoso od iperventilazione;
  • attacchi di panico;
  • ansia;
  • totale incapacità nel controllare i propri strilli di paura.

Tutte cose che possono avvenire addirittura anche se chi soffre di questa paura si dovesse trovare davanti ad un minuscolo ragnetto. Un aspetto curioso e che ha destato parecchia curiosità in sede scientifica è che coloro che soffrono di tale fobia hanno la tendenza a vedere i ragni più grandi di come siano in realtà.

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Una cosa che è emersa proprio in seguito ad un esperimento nel corso del quale ad alcuni soggetti che avevano paura dei ragni erano state sottoposte delle foto di tarantole di varia grandezza. Queste persone dovevano fornire una stima delle loro dimensioni ed in tutti i casi è risultato che le indicazioni fornite superassero quella che era la stazza effettiva delle tarantole.

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I risultati di studi su soggetti aracnofobici sorprendono

Non bisogna sottovalutare gli effetti di questa fobia, che nei suoi casi più gravi può anche portare una persona a modificare del tutto comportamenti e stili di vita. Per esempio può spingere chi vive in zone di campagna a spostarsi in città, per l’esasperazione. Nel corso degli anni sono sorte diverse ipotesi in merito al perché la aracnofobia sia sorta, anche sfruttando delle osservazioni in laboratorio.

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Come quella avvenuta su dei neonati di sei mesi che avevano mostrato evidenti segni di ansia alla vista di ragni, risultando invece molto più a loro agio quando sottoposti alla visione di fiori e di pesci.

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Qualche antropologo ritiene che la paura dei ragni derivi dai primi contatti avvenuti nella preistoria tra questi esseri ed i nostri antenati, con la cosa che si è poi conservata nel corso dei millenni. La cura di questa paura non conosce alternative se non la psicoterapia, che porta un individuo affetto ad affrontare le proprie fobie per superarle.

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