Perché mangiare quinoa riduce il rischio di diabete

La quinoa ha proprietà di riduzione della glicemia, come rivela un nuovo studio. Tutti i dettagli.

Semi quinoa
Semi quinoa (Pixabay)

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Il consumo regolare di quinoa può aiutare a prevenire il diabete di tipo 2, secondo uno studio guidato da Diana Díaz Rizzolo, docente presso la Facoltà di Scienze della Salute dell’UOC e ricercatrice dell’Istituto di Ricerca Biomedica August Pi i Sunyer (IDIBAPS). La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nutrients.

Mangiare quinoa contro il diabete di tipo 2: tutti i benefici

La quinoa è uno pseudocereale di origine andina dall’eccezionale valore nutrizionale. È ricco di vitamine B, C ed E, oltre che di minerali come calcio, magnesio e ferro. Sebbene si sospettasse che questo cereale potesse essere benefico nella lotta contro le malattie cardiovascolari, finora non c’erano studi scientifici che lo certificassero. Dopo aver esplorato diverse teorie sull’argomento, Diana Díaz Rizzolo e il suo team si sono messi al lavoro per realizzare lo studio.

Quinoa
Quinoa (Pexels)

Utilizzando i topi come base per la ricerca, i ricercatori hanno deciso di testare cosa sarebbe successo se avessero eliminato dalla loro dieta altri alimenti ricchi di carboidrati che potevano causare un aumento più rapido dei livelli di glucosio nel sangue e li avessero sostituiti con quinoa e alimenti a base di pseudocereali.

Il test su alcuni pazienti e i risultati

L’idea era di verificare se questa sostituzione potesse avere un impatto positivo sulla prevenzione del diabete di tipo 2 nelle persone ad alto rischio di sviluppare la malattia in futuro.

Il diabete di tipo 2 è una delle maggiori cause di morte prematura al mondo se non viene diagnosticato correttamente. I ricercatori hanno reclutato pazienti pre-diabetici di 65 anni per sottoporli a un monitoraggio approfondito per un mese.

Nello studio i ricercatori hanno chiesto di annotare ciò che mangiavano in un determinato momento. Inoltre hanno dotato i pazienti di un sensore di monitoraggio che ha tenuto sotto controllo i loro livelli di glucosio in ogni momento.

Dopo un mese, sono stati svezzati dagli alimenti ricchi di carboidrati complessi, come cereali, legumi e tuberi, a favore della quinoa e degli alimenti a base di quinoa. Gli scienziati hanno scoperto che quando i partecipanti allo studio ingerivano quinoa, il picco di glucosio era più basso rispetto alla dieta abituale.

Diana Díaz ha riassunto il fenomeno: “È fondamentale perché questi picchi di glicemia dopo i pasti sono determinanti nell’evoluzione del diabete di tipo 2”. Inoltre, i lavori medici hanno concluso che la quinoa può essere utile per controllare l’ipercolesterolemia e altri fattori legati al rischio cardiaco.

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