Quando rifare l’ISEE per non perdere agevolazioni e bonus: mancano pochi giorni

Le indicazioni preziose da sapere su quando rifare l’ISEE per non risultare penalizzati nell’anno nuovo. La scadenza è molto prossima.

L'entrata di un ufficio INPS
L’entrata di un ufficio INPS (Foto Canva – Inran.it)

Quando rifare l’ISEE? La cosa è molto importante e c’è una scadenza da rispettare allo scopo di non andare incontro a delle conseguenze impreviste. Per farlo è necessario produrre quella che è la DSU, ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica relativa alla propria situazione patrimoniale.

La DSU ha validità per ogni anno civile, assumendo validità dal momento in cui viene generata e fino al 31 dicembre di ogni anno. E contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali in merito a quello che è il proprio nucleo familiare di appartenenza.

Abbiamo quindi già una prima indicazione su quando rifare l’ISEE, ovvero il 1° gennaio di ogni anno. Ed è bene attenersi il prima possibile a questo appuntamento, dal momento che ci sono molti bonus statali ed anche erogati dai singoli Comuni di residenza che presuppongono proprio la presenza dell’ISEE.

Quando rifare l’ISEE, quando scade ed i documenti necessari

Una documentazione DSU
Una documentazione DSU (Foto Canva – Inran.it)

Come noto, la produzione di questo documento viene calcolata in relazione al reddito ed al patrimonio dei due anni immediatamente precedenti: quindi stipendio dei componenti che lavorano in quel nucleo familiare ed altri tipi di entrate, e beni mobili ed immobili posseduti. Per cui nel 2023 sarà necessario, quando arriverà il momento di rifare l’ISEE, presentare quello del 2021.

Occorrerà quindi produrre la DSU, dalla quale viene automaticamente estrapolato l’ISEE. Per la DSU servono:

  • codice fiscale e documenti di identità del dichiarante;
  • codice fiscale di tutti i componenti;
  • contratto d’affitto e copia dell’ultimo canone versato, in caso di affitto.

E poi documenti che attestano i redditi percepiti nell’ultimo anno disponibile, ovvero:

  • Modello 730 o Modello Unico e Modelli CUD;
  • certificazioni od alto tipi di documenti che dimostrino tutti i compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini IRPEF, redditi prodotti all’estero, borse e/o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli effettivi;
  • dichiarazione IRAP per imprenditori agricoli;
  • documenti che riguardano il patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto al 31 dicembre 2020 (depositi bancari o postali, libretti di deposito, titoli di stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi di investimento, forme assicurative di risparmio e qualsiasi altra forma di gestione del patrimonio mobiliare anche detenuto all’estero);
  • tipologia e numero identificativo del rapporto patrimoniale, codice fiscale dell’istituto bancario o società di gestione del patrimonio, date di riferimento dei rapporti patrimoniali;
  • giacenza media annua di depositi bancari e/o postali;
  • patrimonio netto che risulta dall’ultimo bilancio presentato ovvero la somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti, solo per lavoratori autonomi e società;
  • certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni, e/o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero (fabbricati, terreni agricoli, aree edificabili). Valore IVIE degli immobili detenuti all’estero;
  • atto notarile di donazione di immobili, per le richieste di prestazioni sociosanitarie residenziali);
  • certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto e/o la costruzione degli immobili di proprietà;
  • targa o estremi di registrazione al PRA e/o al RID di autoveicoli e motoveicoli con una cilindrata pari o superiore a 500cc, di navi e imbarcazioni da diporto, posseduti alla data di presentazione della dichiarazione.

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A chi va presentata la documentazione per l’ISEE

Con uno o più membri di famiglia che riportano disabilità bisogna anche allegare:

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  • certificati di invalidità;
  • spese pagate per il ricovero in strutture residenziali e per l’assistenza personale;
  • DSU Integrale 2021.

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La DSU va quindi presentata:

  • all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata;
  • al proprio Comune;
  • ad un Centro di Assistenza Fiscale;
  • all’INPS mediante il suo sito web ufficiale www.inps.it oppure portando la relativa documentazione ad una delle sedi presenti sul proprio territorio di residenza. Entro una decina di giorni arriverà quindi il modello ISEE per l’anno di riferimento.

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Ed è anche possibile chiedere delle indicazioni ad un Patronato CAF. Sul sito dell’INPS poi esiste anche una sezione dedicata all’ISEE precompilato, che è uno strumento ancora più semplice per ottenere tale documento. Si tratta di ricavare una DSU PRECOMPILATA che contiene dati autodichiarati dal cittadino e altri precompilati forniti sia dalla Agenzia delle Entrate che dall’INPS

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