Papilloma vescicale: sintomi, cause e terapia

Siamo abituati a considerare i polipi come tumori benigni, che raramente si tramutano in maligni. Questo è vero soprattutto per quelli nasali e altri tipi di polipi. Il papilloma vescicale invece spesso degenera nella forma maligna. E’ importante infatti intervenire il prima possibile per rimuoverli ed evitare complicazioni molto serie. Purtroppo però, non sempre hanno sintomi evidenti. Non …

Papilloma vescicale

Siamo abituati a considerare i polipi come tumori benigni, che raramente si tramutano in maligni. Questo è vero soprattutto per quelli nasali e altri tipi di polipi. Il papilloma vescicale invece spesso degenera nella forma maligna. E’ importante infatti intervenire il prima possibile per rimuoverli ed evitare complicazioni molto serie. Purtroppo però, non sempre hanno sintomi evidenti. Non a caso tante persone si accorgono di averli solo perché si sono sottoposti ad analisi per motivi differenti da quello in questione.

Passando al discorso fisiologico, alcune volte si formano singolarmente, altre invece formano dei gruppi simili a grappoli d’uva. La dimensione varia da pochi millimetri a centimetri, chiaramente più sono grandi, più problemi causano. I sintomi diventano sempre più insistenti con la crescita del polipo.

Cause del papilloma vescicale

Non c’è una causa specifica e perciò il papilloma vescicale è difficile da prevenire. Sembra comunque che ci sia una correlazione piuttosto stretta tra il consumo di tabacco e i polipi alla vescica. Chi fuma quindi è più esposto al problema, così come coloro che vivono in zone molto inquinate.

Altre correlazioni più o meno forti sono state individuate tra il papilloma vescicale e coloro che lavorano come minatori, parrucchieri, nel campo del cuoio e dell’industria tessile. Questo perché tali lavoratori sono a contatto con alcune sostanze che ne stimolano la nascita.

Infine, anche il parassita Schistosoma haematobium sembra coinvolto. Esso quando raggiunge l’età adulta alberga nel plesso vescicale e depone le uova vicino alla parete della vescica. Nel primo stadio si può riscontrare la presenza di un polipo. Quando la causa è questa, è più facile che il papilloma degeneri in tumore maligno.

Secondo alcune statistiche, l’uomo è esposto più della donna al problema (1 donna per ogni 2 uomini) e l’età media è intorno ai 57 anni. Si tratta comunque di una condizione più rara rispetto ai polipi nasali, i polipi uterini o quelli intestinali.

Cause del papilloma vescicale

Sintomi del papilloma vescicale

Il polipo vescicale alcune volte è asintomatico, altre volte sintomatico. Non tutti i pazienti infatti si rendono conto di avere un polipo sulla vescica. Nella maggior parte dei casi comunque si presentano accompagnati dal sangue nelle urine, una minzione frequente e dolorosa, dolore su un fianco. Alcune volte questi sintomi si presentano contemporaneamente altre volte no.

Questi sintomi però non devono servire per un auto diagnosi. Sono infatti piuttosto comuni anche ad altri problemi come l’ipertrofia prostatica benigna, le malattie veneree, i calcoli urinari etc.

Come viene diagnosticato

Spesso vengono scoperti durante un test di routine oppure dopo un accertamento per via di alcuni sintomi più o meno fastidiosi. Il test più attendibile per diagnosticare la presenza del papilloma vescicale è la cistoscopia, effettuato in urologia. Va effettuata un’anestesia locale all’uretra e dopo viene introdotto l’endoscopio così da ispezionare la vescica.

Quando nella vescica è effettivamente presente il polipo, il medico preleva grazie alla biopsia una traccia di tessuti, così da effettuare un’indagine citologica. Il campione di cellule può essere preso anche grazie al lavaggio della vescica, grazie al catetere.

Il medico può decidere di sottoporre il paziente anche all’esame delle urine per capire se vi è traccia del tumore alla vescica.

Come trattare il papilloma vescicale

Il medico di solito valuta insieme al paziente se rimuovere o meno un polipo ma, nel caso di quelli vescicali, è fortemente consigliato rimuoverli subito perché nel tempo possono tramutarsi in maligni. E’ necessario quindi intervenire chirurgicamente.

Solitamente vengono rimossi attraverso il resettore endoscopico. Questo strumento metallico rimuove il polipo a frammenti, grazie anche al passaggio di corrente elettrica. Viene inserito direttamente nell’uretra per raggiungere la cavità vescicale. Alcune volte viene effettuata in anestesia locale, altre in anestesia generale.

Se invece il polipo viene diagnosticato in uno stadio avanzato, cioè quando è già maligno, alcune volte viene ritenuta possibile l’asportazione della vescica. Tenendo di conto che il polipo ha un alto rischio di progredire verso gli stadi maligni, è importante davanti alla prognosi del papilloma vescicale intervenire subito per evitare complicazioni gravi che mettono anche a repentaglio la vita del paziente.

Le principali tipologie

Il tipo più diffuso di tumore alla vescica è il carcinoma a cellule di transizione, che insorge nel 90% dei casi. Tra le altre tipologie, meno frequenti, troviamo l’adenocarcinoma e il carcinoma squamoso primitivo. Di solito, questo tumore va a colpire le pareti laterali della vescica ed ha un aspetto papillare in tre casi su quattro. Il papilloma si distingue dal tumore maligno perché è molto meno aggressivo. Una delle principali tendenze di entrambi, però, è quello di essere recidivanti, ovvero ripresentarsi con il passare del tempo. I papillomi transazionali sono spesso a ridotto grado con il 70% di tasso di recidiva. Nel 25% dei casi possono evolvere in forme più gravi. Invece, i tumori con un aspetto misto o nodulare sono quelli più maligni e rischiosi per la vita del paziente.

La diffusione di questo tumore e la sua evoluzione

Il papilloma vescicale copre il 3% di tutti i tumori, mentre in ambito urologico è dietro solo al tumore alla prostata. Colpisce di più uomini, spesso ad un’età compresa tra 60 e 70 anni. Circa il 70% dei pazienti colpiti da questo tumore hanno un’aspettativa di sopravvivenza a cinque anni che supera il 70%.  Sono quattro gli stadi in cui si può suddividere l’avanzamento di questo tumore, basati sul sistema TNM.

La prevenzione

La prevenzione

Per ora non ci sono programmi di screening o sistemi di diagnosi precoce sicuri e affidabili. I falsi negativi sono possibili anche con la citologia urinaria, quando le cellule tumorali sono facilmente confondibili con le cellule sane. La prevenzione è legata ai comportamenti quotidiani: evitare il fumo e seguire una dieta corretta ed equilibrata.

Gli sforzi dei ricercatori vanno nell’individuazione di biomarcatori tumorali all’interno delle urine. Un po’ come si verifica con il PSA del sangue in relazione al tumore della prostata. Una ricerca inglese ne ha recentemente trovati due, che si limitano ad avere, però, valore prognostico. Di conseguenza non si possono utilizzare per cominciare un trattamento più o meno intenso.

Quali sono i principali fattori di rischio

Tra i più importanti fattori di rischio per il papilloma vescicale troviamo il fumo, esposizione frequente ad amine aromatiche e nitrosamine. Ci sono anche cure farmacologiche con ciclofosfamide e ifosfamide, radioterapie alle pelvi e infezione da parassiti. Anche a livello alimentare ci sono dei rischi: un consumo frequente di grassi e fritti aumenta il pericolo di soffrire di questo tumore. Chi soffre di disturbi cronici della vescica (come infezioni e calcoli urinari) ha una probabilità doppia di contrarre tale carcinoma. In ultimo, ci sono evidenze scientifiche legate ad una predisposizione genetica.

Papilloma vescicale e fumo di sigaretta

È ormai conclamato il legame tra tabagismo e tumore alla vescica. Secondo alcuni è il fattore di rischio primario. Nei soggetti fumatori, rispetto a tutti gli altri, il pericolo di contrarre tale carcinoma è più alto di 3-5 volte. Il rischio è ancora superiore nelle persone che fumano sigarette con un’elevata concentrazione di amine aromatiche. Nei soggetti che hanno smesso di fumare, il rischio si riduce con il passare del tempo. Dopo dieci anni di lontananza dal fumo, si allinea a quello che caratterizza i non-fumatori.