Emetofobia: un’ossessiva paura di vomitare

Che cos’è l’emetofobia, quando insorge, quali sono le cause e come si può combattere.

emetofobia

Quando si parla di emetofobia si fa riferimento alla paura di vomitare, ma anche di guardare altre persone che possono rimettere. Si tratta di una fobia che ha ricevuto anche una specifica collocazione, visto che il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali la evidenzia come una paura notevole e continua, che può non aver motivo d’esserci così come può essere eccessiva, che viene causata sia dalla presenza che dall’aspettarsi un oggetto o una particolare condizione. La fobia comporta prima di tutto una componente ansiosa che sfocia in quello che viene chiamato vero e proprio attacco di panico. Chi soffre di emetofobia, così come di altre fobie specifiche, spesso è ben conscio di tale problematica, ma non riesce a liberarsene. Quindi, tali soggetti sono completamente spaventati e impressionati sia dalla possibilità di vomitare in prima persona che di vedere persone che compiono tale gesto: in entrambi i casi, anche quando non vi è alcuna probabilità che ciò si verifichi.

Emetofobia e le sue principali cause

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Per il momento non si è ancora individuata la causa particolare che provoca tale fobia specifica, anche se le motivazioni possono essere le più disparate e trovarle con precisione può essere veramente complicato. Secondo le principali ipotesi tale patologia si può ricollegare a dei traumi subiti nell’infanzia, che non sono stati risolti, così come non sono mai stati presi in considerazione in modo serio e adeguato. Piuttosto di frequente, nel caso in cui tale fobia si sviluppi tra le persone adulte, la causa può essere rappresentata da un episodio di vomito che per il paziente può essere stato traumatico, in cui la paura ha preso il sopravvento. Altre volte sembra che tale patologia sia legata alla volontà di un soggetto di avere sempre il controllo della propria vita così come della propria salute: in questi casi, un episodio di vomito potrebbe portare il paziente ad andare completamente nel panico.

Quali sono i principali sintomi

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In realtà non si tratta di veri e propri sintomi, visto che si tratta più che altre di sensazioni correlate proprio all’emetofobia. Ecco spiegato il motivo per cui tra i principali sintomi troviamo il fatto di consumare un quantitativo ridotto di cibo prima di uscire di casa, così come può evitare di mangiare fuori dalla propria abitazione per il vero e proprio terrore di sentirsi male in situazioni in cui non si è a propria agio oppure nel caso in cui non ci sia un bagno a disposizione. Un altro sintomo è quello legato al consumo attento e selezionato dei vari alimenti, soprattutto per via della paura che possano essere digeriti con difficoltà o, in qualche caso, siano pure scaduti. In alcune occasioni, tali pazienti possono consumare ridotti quantitativi di cibi anche a casa, visto che hanno il timore di vomitare tutto ciò che consumano. Spesso, quindi, la principale conseguenza è legata ad una diminuzione di peso sensibile e anche molto pericolosa. È importante comunque mettere in evidenza una sostanziale differenza che intercorre tra anoressia nervosa ed emetofobia, visto che nel secondo caso i pazienti mangiano poco cibo per via del fatto che hanno paura di vomitare, ma non perché vogliono essere sempre più magri o si vedono spesso grassi.

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Tra le persone che soffrono di tale fobia specifica troviamo anche una certa riluttanza a fare dei viaggi, perché c’è il timore di soffrire del mal d’auto, piuttosto che del mal d’aereo, che può portare a nausea e vomito in alcuni casi. Altre volte, invece, tali persone evitano di prendere qualsiasi farmaco che abbia tra i suoi effetti collaterali la possibilità di sviluppare episodi di vomito, anche nel caso in cui siano medicinali fondamentale per la loro sopravvivenza. In alcuni casi, delle persone di sesso femminile possono anche rinunciare ad avere dei figli, visto che hanno tantissima paura dei sensi di nausea e vomito legati chiaramente alla gravidanza. La patologia che più spaventa tali soggetti corrisponde alla gastroenterite virale.

Quali sono le terapie consigliate

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Capita molto di rado che chi soffre di tale fobia specifica, così come di tante altre, possa chiedere un consulto con uno specialista. Il passo verso il cambiamento di sé e delle proprie paure è probabilmente quello più complicato e arduo da affrontare. La psicoterapia è chiaramente la soluzione migliore, dal momento che permette al soggetto sofferente di mettere in atto delle strategie che servono non solamente per la gestione dell’ansia che spesso è collegata all’emetofobia, ma nello specifico permette di migliorare e rinnovare il clima intorno alla propria persona e nel rapporto con il terapeuta, accettando e comprendendo che queste cure servono esclusivamente a risolvere un problema esiste. Imparare a conoscere meglio il proprio corpo e, di conseguenza, gestire anche meglio le varie situazioni legate al vomito. Il trattamento breve strategico è un approccio che mira a distruggere il nesso tra insorgenza della fobia e comportamento inadatto del paziente, aggravando invece la situazione. Il paziente, di conseguenza, imparerà a guardare con maggiore attenzione e concentrazione verso il presente, cercando di lasciarsi alle spalle gli episodi del passato che hanno scatenato tale fobia. La psicoterapia cognitivo-comportamentale può tornare utile anche per evitare ansia e depressione legate a tale fobia che vadano a incidere nella vita di tutti i giorni, così come possono essere utili anche gli psicofarmaci, ma solamente dopo un’attenta valutazione medica e psichiatrica, soprattutto per la cura del correlato stato ansioso.