Accorato addio a “Erriquez”, leader dei Bandabardò

Addio a “Erriquez, all’anagrafe Enrico Greppi, leader del gruppo musicale Bandabardò. 60 anni compiuti e un’intera vita dedicata alla musica: da tempo combatteva contro una malattia che, purtroppo, non gli ha lasciato scampo

Bandabardò
Bandabardò, gruppo musicale fiorentino folk rock (Instagram)

Il leader dei Bandabardò Enrico Greppi, in arte “Erriquez”, si è spento questa mattina nella sua abitazione di Fiesole. Il triste annuncio è arrivato dal manager Francesco Barbaro, al suo fianco sin dagli esordi. Addio, quindi, al frontman 60enne del gruppo musicale fiorentino folk rock  che da tempo combatteva con un brutto male, avvolto nel mistero data la sua proverbiale riservatezza. La band, il cui nome è un omaggio all’attrice e cantante Brigitte Bardot, era nata l’8 marzo del 1993 e da poco aveva festeggiato i 25 anni di carriera con un prestigioso evento al “Mandela Forum” di Firenze. La triste scomparsa del cantante lascia attoniti, soprattutto coloro che si identificano con il suo scanzonato spirito. «Vado dove porterà/ La mia forza e la voglia di vivere – cantava – Ma ho qualcosa che non va se mi fermo a pensare/ Cos’è la libertà?».

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«Salutiamo con gratitudine un guerriero generoso» hanno dichiarato i familiari di Enrico Greppi, «grande Poeta» nato nel ’60 a Firenze e spentosi nella mattinata odierna. Riservato, solare e impegnato nel sociale, ha detto addio a parenti, amici e soprattutto ai compagni di avventura di una vita. Sono proprio gli altri membri della band, Orla (chitarra elettrica e tastiera), Donbachi (basso e contrabbasso) e il giovane Nuto (batteria), a salutarlo con maggior patimento e dolore. Il “quartetto”, secondo lo scrittore Carlo Lucarelli, aveva dato origine al più «scalcinato e improbabile accrocchio di musicisti irriverenti». Fuori da qualsiasi legge di mercato e tecnica di marketing, il gruppo rock ha raccolto tantissimi successi: «Non si deve fare musica per entrare in una specie di olimpo – annunciava con enfasi il frontman– ma per rispondere ad un bisogno reale e sincero».

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L’album d’esordio del 1996 Il circo mangione è solo l’inizio di una brillante carriera artistica.  Iniziali Bì-Bì, Barbaro tour, Se mi rilasso… collasso cederanno presto il posto a capolavori come Mojito Football Club e Bondo! Bondo!, che consacrerà la fama del gruppo a livello internazionale. Senza dimenticare Tre passi avanti e il ritorno discografico della band fiorentina con Fuori Orario, Ottavio, Allegro ma non troppo, Sette x uno e Scaccianuvole . Un gruppo e un artista rimasti sempre fedeli agli originari ideali “di sinistra”, diventando un punto di riferimento per diverse generazioni. «Dobbiamo ricordare le lotte e quello che abbiamo conquistato sul lavoro – dichiarava Erriquez – Noi musicisti dobbiamo batterci per non trasformare l’Italia in una grande sacca in cui prendere lavoratori quando servono e ridarli indietro quando non servono più».

 

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