Fedez s’infuria dopo l’ennesima denuncia dal Codacons

Fedez s’infuria dopo che il Codacons prende di mira la raccolta fondi a favore dei lavoratori dello spettacolo che il rapper ha organizzato. Cos’è successo.

Fedez Codacons
(Getty Images)

“Perseguitato dal Codacons, non ne posso più”, queste le parole di Fedez che dal suo profilo Instagram si scaglia per l’ennesima volta contro il Codacons. L’associazione ha spedito l’ennesima raccomandata al rapper denunciando la raccolta fondi da lui organizzata, a favore dei lavoratori dello spettacolo. Nella lettera, si paragona la raccolta di Fedez a quella di Malika, asserendo dunque che si tratti di una truffa e che si proceda all’immediato sequestro della somma.

La denuncia del Codacons alla raccolta fondi di Fedez, cos’è successo

Di ritorno da un processo attuato dal Codacons per diffamazione, Fedez si ritrova a casa un’altra raccomandata. Questa volta l’Associazione dei consumatori ha preso di mira “Scena unita”, la raccolta fondi a favore dei lavoratori dello spettacolo organizzata da Fedez durante la quarantena per Covid nel 2020. Sospettosi degli ultimi avvenimenti che hanno riguardato la truffa di Malika, ragazza omosessuale cacciata via di casa dai genitori per i quali sono stati raccolti dei soldi, hanno deciso di indagare sulla somma ottenuta dal rapper.

Fedez
(Getty Images)

Fedez si dice indignato ed è infuriato che si paragoni la sua raccolta fondi alla truffa di Malika. La giovane ha infatti acquistato, con i soldi raccolti, una Mercedes e il Codacons richiede a Fedez l’immediato sequestro e trasparenza dei bonifici di “Scena unita”. “Fate schifo, è’ incredibile che nessuno faccia niente per controllare voi. So quello che fate, come lo fate“, conclude il marito di Chiara Ferragni.

La dura replica del Codacons

Il Codacons avanza, secondo quanto riportato, una richiesta più che lecita al giovane rapper. L’Associazione dei consumatori infatti si occupa della tutela di raccolte fondi come quelle organizzate da Fedez, in modo tale da garantirne la completa trasparenza. La richiesta di tracciare i bonifici e la somma raccolta è dovuta ad un senso di correttezza nei confronti dei donatori circa l’utilizzo del denaro ottenuto. Questa raccomandata è scaturita dai recenti fatti di cronaca che hanno visto la truffa di Malika in prima pagina, minando la fiducia dei cittadini verso le raccolte di beneficenza. L’Associazione ritiene di non aver assolutamente paragonato le due iniziative, come invece dichiara Fedez.

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“Evidentemente Fedez non ha letto la nostra istanza, e se l’ha letta non l’ha capita, dimostrando leggerezza e superficialità”, sostiene il Codacons accusandolo di diffamazione per l’ennesima volta. Violenza e insulti inaccettabili nei confronti dell’Associazione contro cui Fedez combatte legalmente da anni. La denuncia si conclude con una nota ironica rivolta al rapper in cui il Codacons afferma che avrebbe pagato ben volentieri un insegnante di italiano per far comprendere a Fedez il testo della raccomandata. E’ ancora scontro aperto tra il rapper e l’Associazione dei consumatori.

Sophia Melfi

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