Malva: come si coltiva e tutte le proprietà benefiche di questa pianta così speciale

Si tratta di una pianta officinale, preziosa per le sue molteplici proprietà che però non tutti conoscono. Vediamole tutte, ti stupirai per gli utilizzi che se ne possono fare in cucina. 

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Malva in fiore (Canva) – Inran.it

La malva (Malva sylvestris) è una pianta che forse molti di voi avranno visto in campagna oppure lungo i bordi delle strade meno trafficate, con fiorellini viola o lilla scuro con foglie con cinque-sette lobi arrotondati. Appartiene alla famiglia delle Malvaceae ed è molto diffusa soprattutto nelle zone a clima temperato soprattutto presente tra aprile e ottobre.

Diversamente da quello che forse si piò pensare, questa pianta non è solo un’erba spontanea che invade i giardini, ma possiede anche diverse proprietà benefiche ottime per combattere molti malanni di stagione come mal di gola e tosse ma anche per essere inserita come contorno sfizioso. Questo perchè è ricca di vitamine, minerali, mucillagini, flavonoidi e tannini. In particolare i fiori e le foglie che possiedono proprietà emollienti e antinfiammatorie protettive su pelle e mucose.

La malva in cucina, le proprietà benefiche che fanno bene alla salute

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Tisana alla malva (Canva) – Inran.it

È possibile anche coltivare la malva acquistando le sementi direttamente in fioreria oppure nei negozi specializzati in decorazioni degli spazi esterni. Questa pianta necessita di terreni organici ricchi di vitamine. Quindi potete seminarla sia in giardino che in vaso a condizione che si utilizzino fertilizzanti specifici e terreni non troppo argillosi o sabbiosi. Prediligere anche zone parzialmente soleggiate in cui il sole non è a picco ma arriva raso o solamente per metà giornata per evitare che le foglie si brucino.

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Ricordate che la pianta necessita di non molta acqua quindi non eccedete con troppa innaffiatura, soprattutto in inverno quando basta inumidirla appena una volta la settimana. Se si trova in giardino inoltre è bene coprirla con con dei teli termici per evitare eccessiva esposizione al gelo nelle giornate più gelide dell’inverno.

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Della pianta in piena fioritura si raccolgono generalmente solo i fiori ancora in bocciolo e le foglie più tenere e giovani, che si fanno seccare per preparare decotti e tisane. L’uso della malva è impiegato anche in caso di irritazioni del cavo orale, come gengiviti e fastidiosi ascessi) e dell’esofago. Ma anche contro ulcere gastriche ed intestinali, coliche ed infiammazioni alla vescica e delle parti intime. I medici la consigliano anche contro stipsi lieve, grazie all’azione lenitiva e lassativa delle sue mucillagini in grado di formare una sorta di gel nello stomaco una volta introdotte con l’alimentazione.

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L’infuso/decotto di malva si prepara aggiungendo una manciata (oppure un cucchiaio da minestra) di fiori e foglie essiccati in acqua tiepida, lasciando poi macerate il tutto per una notte. Questo consentirà così di estrarre le mucillagini presenti nella pianta. Trascorso il tempo indicato la tisana va filtrata ed eventualmente riscaldata per pochi minuti per assaporarla al meglio. Da bere durante la giornata come bevanda detox incredibile. La tisana va bene come bevanda ma anche per fare gargarismi e lavande vaginali esterne.

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Le foglie della malva si possono usare però anche crude o scottate, hanno però una consistenza molto viscida per via della presenza di mucillagini. Il consiglio quindi è di non mangiarle da sole ma accompagnate ad altre verdure scottate come spinaci, bieta, tarassaco oppure ortica.

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