Come salvare un’orchidea 🌺 senza più le radici: non è ancora troppo tardi se fai così

La tua orchidea è senza radici oppure quelle rimaste sono indebolite o secche? Non preoccuparti, ci sono delle operazioni da poter compiere per rimettere a nuovo la pianta e salvarla da morte certa. 

Orchidea bianca come prendersene cura
Orchidea bianca (Canva – Inran.it)

Forse tra le piante “domestiche” è una di quelle più difficili da coltivare in casa. L’orchidea è bellissima , fa arredamento e rende ogni angolo davvero chic con la sua grazie ed eleganza intrinseca. Eppure riuscire ad averla sempre verde ed in perfetta salute non è per tutti, serve una grande passione per accudirle, oltre che condizioni climatiche specifiche, terriccio appropriato le giuste misure di acqua.  Anche solo piccole dimenticanze o errori comportano la sofferenza della pianta oltre che la caduta di foglie, boccioli o addirittura la sua morte precoce. Serve quindi prestare attenzione ad ogni loro minino segnale di cambiamento, compreso quello delle radici che invece spesso sono trascurate da chi non è molto pratico con questa pianta.

Le orchidee sono piante epifite, questo significa che per crescere e svilupparsi non hanno bisogno di terriccio o di essere piantate a terra. Ricordiamo che sono originarie delle zone tropicali e qui il loro apparato radicale cresce vicino alle radice degli alberi e ad essere si ancorano, assorbendo l’acqua direttamente dall’umidità circostante grazie le grandi foglie di cui sono composte.

Orchidea senza radici? Non buttarla, basta fare così!

Orchidea secca senza radici
Tagliare le radici secche dell’orchidea (AdobeStock – Inran.it)

Abbiamo già visto come si deve annaffiare correttamente questa pianta. Per innaffiare le orchidee l’acqua deve sempre essere tiepida e mai congelata, meglio se vaporizzata sulle foglie e mai aggiunta direttamente nel sottovaso o sulla terra. Questo errore potrebbe far marcire le foglie e le stesse radici. Le radici però se iniziano a diventare secche e deboli oltre che a staccarsi lentamente dalla pianta, potrebbero anche indicare che alla base vi è la presenza di una malattia fungina.

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Quando si hanno muffo nell’apparato radicale questo si secca e lentamente muore intaccando poco alla volta anche il resto della pianta. In questo caso specifico quindi potrebbero esservi uova o spore nella corteccia del substrato, che in questo caso quindi va tolto e sostituito con uno nuovo con ph neutro. Non serve quindi gettare la pianta, ecco come fare per ridarle nuova vita proprio partendo da quelle radici lesionate.

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La prima cosa da fare è quella di tagliare con una forbice da vite le radici ormai secche e morte cercando di pulire l’apparato radicale lesionato. Una volta tolta dal vaso va ora rinvasata con un terriccio non universale ma specifico che si chiama bark. Il bark – acquistabile in tutti i negozi per la casa o nelle serre – è composto sostanzialmente da corteccia e torba, utile per trattenere l’umidità e consentire il corretto sviluppo delle orchidee.

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Alla base del nuovo vaso vanno però messi dei sassolini e insieme alla terra uniamo anche della sabbia da costruzione. Questa rinvigorirà la pianta e consentirà nel giro di circa 2 mesi di riaverla nel pieno vigore e non radici nuove e ben sviluppate. La sabbia funge da isolante termico e trattiene l’umidità necessaria alla pianta per avere quel microclima interno ideale.

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Infine ricordate di posizionare l’orchidea rinvasata in zone della casa ben illuminate dal sole tutto il giorno. Non ci deve però essere la luce diretta nelle giornate eccessivamente calde perché si rischierebbe di bruciarla, e nemmeno i termosifoni sono la scelta migliore.

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