Acido ossalico: attenzione che può favorire i calcoli renali

Acido ossalico e spinaci

L’acido ossalico è una sostanza nociva che troviamo in molti alimenti di origine vegetale di uso comune. Proprio per questo motivo è bene cercare di ridurre nella propria dieta gli ossalati di calcio.

Che cos’è

L’acido ossalico, indicato dalla formula C2O4H2 , è un acido bicarbossilico. Esso è il più forte acido carbossilico non alogenato che esista. L’ acido ossalico a temperatura ambiente appare come un insieme di granuli bianchi solidi e inodore, o in alternativa come cristalli trasparenti e incolori, con una struttura mococlina. Questa sostanza è nociva per l’uomo. Essa è presente in diversi alimenti vegetali comunemente consumati. Questa sostanza è considerata un fattore antinutrizionale. Essa infatti riduce i minerali ingeriti, evitandone l’assorbimento da parte dell’organismo.

Perché è nocivo: nemico del calcio

Questa sostanza è un acido piuttosto forte che irrita le pareti dell’intestino e che può essere anche letale, in caso di ingestione in dosi elevate. Il quantitativo minimo per cui diventa dannoso e tossico è 25 grammi per un soggetto di 65 kg. In sostanza 375 mg per chilo di peso del soggetto. In caso di assunzione massiccia, gli ossalati si vanno a legare al calcio sierico una volta assorbiti dall’intestino tenue. La concentrazione del minerale nel sangue diminuisce rapidamente e causa disturbi acuti nel soggetto: contrazioni involontarie dei muscoli, crampi, tremori, crisi tetaniche.

Quando ingerito, l’ acido ossalico si lega a diversi minerali (tra cui calcio, magnesio, ferro), costituendo gli ossalati. La sostanza quindi ne impedisce il normale assorbimento nell’intestino. La combinazione con gli ioni metallici (come il calcio), rende questo acido un pericolo per intestino e reni. Quando queste formazioni cristalline e dure diventano grandi, possono insorgere disturbi e irritazioni alle vie urinarie, ematuria (cioè sangue nelle urine) e altri danni ai reni.

L’azione dell’ acido ossalico può quindi esporre il corpo umano a diversi disturbi. Inoltre unendosi in cristalli di ossalato, può favorire l’insorgere di calcoli renali a lungo andare. Proprio in conseguenza di questo cattivo assorbimento di calcio di cui è causa l’ acido ossalico,  si possono determinare carenze alimentari e possono insorgere patologie anche gravi. Per esempio anemie, osteoporosi etc.

Ridurre gli ossalati di calcio nella dieta

Ridurre l’assunzione di ossalati di calcio nell’alimentazione è possibile, bastano pochi accorgimenti. Fra gli alimenti che contengono questo elemento antinutrizionale:

  • Vegetali: come bietole, spinaci, cavoli, rabarbaro, melanzane, peperoni, barbabietole, patate dolci, rape;
  • cereali integrali;
  • cacao amaro e cioccolato;
  • alimenti a base di soia non fermentata;
  • noci e semi ad esclusione del lino;
  • the nero.

Questi cibi hanno biodisponibilità di calcio e sono noti proprio per questo. Tuttavia, la presenza di questa sostanza, che ne impedisce l’assorbimento, li rende una cattiva fonte di minerale. Ad eccezione di queste sostanze, le altre verdure sono ottime fonti di questo minerale, ottimo per la salute delle ossa del corpo.

Questo discorso vale inoltre per gli alimenti elencati consumati crudi. É sufficiente la cottura a vapore o la bollitura per limitare gli ossalati di calcio che sono contenuti. Per chi segue un regime vegan o vegetariano, è sufficiente non esagerare nell’assumere bietole e spinaci. Non bisogna quindi evitare in assoluto di assumere questi alimenti, è sufficiente non fare di questi l’unico apporto di calcio della propria dieta. Altri vegetali ne sono ricchi: le verdure a foglia verde, broccoli, rape, lattuga, rucola, radicchio. L’acqua minerale può anche apportare calcio nella dieta. Mettendo inoltre in ammollo i cereali si può contribuire a ridurne la presenza.

Nell’industria

L’ acido ossalico si prepara industrialmente a partire da formiato di sodio, idrossido di sodio e borace. Questa sostanza viene utilizzata in ambito industriale per la sua acidità e ossidabilità. Esso viene utilizzato per produrre prodotti antiruggine, sbiancanti, lucidanti prevalentemente. In molte lavorazioni del legno si utilizza anche per trattare le superfici. Nell’industria chimica è usatissimo come purificante. In quella tessile e conciaria come stabilizzante per l’acido cianidrico. Questo acido si usa anche per fabbricare inchiostri, detersivi, gomma. Nel mondo dell’allevamento delle api, questo acido si utilizza nel trattamento della varroa distructor in autunno.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia