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Angioma vertebrale, un tumore benigno che non sempre è necessario operare

L’angioma vertebrale è un tumore benigno, i cui sintomi sono molto tardivi, anche se in genere la malattia è asintomatica. La parte del corpo coinvolta dalla patologia è chiaramente la colonna vertebrale, e l’angioma ha un tipo di sviluppo decisamente lento. Le sue dimensioni quindi aumentano in modo relativamente costante, in un arco di tempo molto lungo, e solo quando sono considerevoli, il paziente inizia ad accusare una determinata sintomatologia, consistente generalmente in perdita di sensibilità agli arti inferiori, dolori alla colonna e debolezza ai muscoli. Generalmente la terapia prevede le classiche possibilità di operazione chirurgica di rimozione, e la radioterapia, ma in alcuni casi si può utilizzare anche l’embolizzazione.

Angioma vertebrale: a cosa è dovuta

Non ci sono delle cause scatenanti certe per l’angioma vertebrale e i ricercatori sono ancora discordi addirittura se attribuire alcuni motivi ad un’origine ereditaria. Attualmente infatti, si hanno certezze solo sullo sviluppo della malattia, che nasce da un vaso sanguigno in cui si proliferano alcune cellule, miste a vasi sanguigni e grasso. Il loro sviluppo, come detto, è estremamente lento, e l’angioma sfrutta un vaso sanguigno per penetrare in una vertebra e quindi iniziare a colonizzare l’apparato osseo locale e anche il canale spinale. Solo in questo momento l’angioma, dopo lunga evoluzione, inizia a determinare una compressione sia sul midollo che sulle strutture nervose, e quindi a manifestarsi in forma sintomatologica.

Angioma vertebrale: a cosa è dovuta

Il paziente infatti inizia ad accusare, molto spesso, dolori nella zona lombare, con il classico mal di schiena, esattamente nell’area dove l’angioma si sta sviluppando. Chiaramente maggiore sarà lo sviluppo, maggiore sarà l’intensità dei sintomi riscontrati dal soggetto ammalato, e in caso di un mancato intervento da parte del medico, le problematiche potranno estendersi anche agli arti, sia inferiori che superiori. Come detto in precedenza, i sintomi riscontrabili sono anche la perdita di sensibilità su questi arti, oppure una notevole debolezza muscolare, tutti sintomi debilitanti per le normali attività quotidiane.

Il coinvolgimento degli arti, nella sua tempistica, dipenderà anche dalla localizzazione esatta dell’angioma, ma comunque sono generalmente gli arti inferiori ad essere colpiti per primi, con dolori e debolezza alle gambe, e la già citata perdita di sensibilità. Nei casi in cui il paziente non curi questa patologia, i rischi di perdere la funzionalità di alcuni arti, o parti del corpo, aumenta con il passare del tempo. Si tratta chiaramente di casi limite, dove l’ammalato rifiuta qualsiasi terapia e lascia andare il decorso della patologia. Si possono riscontrare anche perdita dell’uso dello sfintere anale e vescicale, con la conseguente mancanza di controllo sulle funzionalità di evacuazione e quindi incontinenza, sia fecale che urinaria. In ultima battuta, il malato potrebbe subire anche una deformazione ossea della propria colonna vertebrale, con danni irreparabili e conseguenti nuove patologie.

Angioma vertebrale: le cure possibili

Angioma vertebrale: le cure possibili

Per quel che riguarda le problematiche estreme sopra elencate, va ben ricordato che l’angioma vertebrale, avendo un decorso lentissimo, non sempre si manifesta, e il paziente spesso convive con la patologia senza nemmeno averne la percezione. In un discreto numero di casi, quando i sintomi non sono ancora comparsi, ma il medico ha già riscontrato la presenza dell’angioma, il consiglio generale è quello di non intervenire, in quanto la terapia potrebbe essere non necessaria e comunque, senza problematiche, le attività quotidiane non sono debilitate.

Il medico decide di iniziare una terapia ed intervenire, quando l’angioma si presenta di dimensioni tali da manifestare i sintomi sopra descritti che iniziano ad incidere sulla qualità della vita del paziente. Questo per rimuovere, chirurgicamente, il tumore benigno che effettua l’atto di compressione sulla colonna vertebrale. Il medico può stabilire anche se associare l’intervento a cicli di radioterapia, ma non è inusuale che questi siano decisi anche senza intervento chirurgico, provando in questo modo a ridurre la massa tumorale.

In altre occasioni, il medico può decidere per un’iniezione di autocoagulanti, che bloccano l’angioma, in una terapia chiamata embolizzazione. Questa terapia può essere preferita dalla vertebroplastica, dove con un’endoscopia si inseriscono delle sostanze che uccidono l’angioma e aiutano a rinforzare la colonna.