Brachiterapia: cos’è e quando di esegue

Una guida alla brachiterapia e alle sue caratteristiche antitumorali.

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Brachiterapia

La brachiterapia, spesso conosciuta anche con il nome di radioterapia interna, è una pratica che consiste nel porre una sorgente radioattiva a diretto contatto con il tumore: un trattamento invasivo che tuttavia ha il vantaggio non indifferente di esporre alle radiazioni solamente la zona del corpo che è interessata dal tumore, risparmiando così i tessuti sani che possono trovarsi nelle circostanze. In aggiunta a ciò, la brachiterapia può realizzarsi in tempi piuttosto rapidi e con ristrette sedute di terapia.

Cos’è la brachiterapia

La brachiterapia è una varietà di radioterapia in cui – come abbiamo già anticipato – è previsto il posizionamento di materiale radioattivo all’interno del corpo umano. La sede sarà scelta dallo specialista ma, ovviamente, sarà in prossimità del tumore da curare.

Il funzionamento di cui sopra – che determina anche il motivo per cui la brachiterapia possa definirsi altersì come radioterapia interna – prevede l’utilizzo di radioisotopi. Questi ultimi possono essere applicati a supporti di varia forma e dimensione (la scelta dipenderà naturalmente dalle esigenze del paziente). In un secondo momento sono successivamente impiantati nella sede che lo specialista riterrà come più opportuna per poter agire da sorgente interna di radiazioni.

Vantaggi della brachiterapia

Vantaggi della brachiterapia

Brevemente introdotti nelle righe che precedono, possiamo ora concentrarci su individuare quelli che sono a tutti gli effetti i principali punti di forza principali della brachiterapia.

In primo luogo, il beneficio più rilevante può essere ricondotto a esporre i tessuti sani alle radiazioni solo in maniera limitata. Si tratta di un vantaggio notevole, che consente di separare ciò che succede rispetto a quanto accade con la radioterapia esterna. Il secondo vantaggio – collegato al primo – è rappresentato dalla possibilità di incrementare la dose di radioattività emessa dalla sorgente, che viene diretta solamente contro la massa tumorale.

Il terzo beneficio è infine concernente la rapidità del trattamento. Se infatti con la radioterapia esterna il paziente deve essere sottoposto a molte sedute, la brachiterapia è invece immediata e di rapida esecuzione.

Quando si esegue la brachiterapia

La radioterapia interna può essere applicata per la cura di una lunga serie di tumori, che possono colpire – a titolo non esaustivo – seno, endometrio, cervello, polmone e apparato respiratorio in generale, prostata e pene, tessuti molli vari, e non solo.

Inoltre, come altri trattamenti radioterapici esterni, la brachiterapia può essere praticata da sola o in associazione con altre iniziative antitumorali, come la rimozione chirurgica o la già rammentata radioterapia esterna.

Effetti collaterali della brachiterapia

Anche se inferiori, anche la brachiterapia espone l’organismo umano a radiazioni, potendo così produrre anche degli effetti collaterali, di tipo generale e di tipo specifico.

Tra i primi, una sensazione di gonfiore e di dolore in corrispondenza dell’area in cui si è posizionata la sorgente radioattiva, mentre tra i secondi annoveriamo una serie di pregiudizi che dipendono principalmente dal tumore e dalla zona interessata.

Preparazione alla brachiterapia

Prima di iniziare la brachiterapia, generalmente il paziente viene sottoposto a diversi esami diagnostici, come la TAC e la RMN. L’obiettivo è, intuibilmente, quello di individuare la sede e le dimensioni del tumore. Successivamente, una volta che sarà in grado di analizzare tali dati, il radioterapista oncologo pianificherà il percorso terapeutico più adeguato.

Esecuzione della brachiterapia

La brachiterapia è un’azione che prevede il posizionamento di una sorgente radioattiva in prossimità del tumore, attraverso varie tecniche che dipenderanno da sede e dimensione del tumore, e dallo stato di salute del paziente.

In particolare, sulla base di dove si inserisce il materiale radioattivo, la brachiterapia può essere interstiziale o di contatto. Nella interstiziale le sorgenti radioattive sono inserite direttamente all’interno del tessuto umorale. In quella di contatto le sorgenti radioattive sono inserite negli spazi vicini ai tessuti tumorali.

In base alla dose di radioisotopi rilasciata dalle sorgenti, invece, la radioterapia interna può definirsi come brachiterapia ad alta dose di radioattività o brachiterapia a bassa dose di radioattività. Nel primo caso è previsto il posizionamento di sorgenti radioattive molto potenti. La durata di esposizione è però estremamente limitata (10-20 minuti). Inoltre, le ripetizioni sono al massimo per due volte al giorno, per pochi giorni o alcune settimane. Non viene previsto un vero e proprio ricovero ospedaliero del paziente. E’ infatti previsto un suo isolamento in stanza apposita del centro di cura, per l’intera durata di esposizione al materiale radioattivo.

Nel caso di brachiterapia a bassa dose di radioattività, si ricorre invece di solito all’inserimento di sorgenti poco potenti. L’esposizione è prolungata per molte ore o alcuni giorni. In questo caso, dunque, il paziente va ricoverato e tenuto il più possibile isolato. Di solito, in stanze apposite dove il malato può sentirsi a suo agio grazie alla previsione di appositi comfort.

Quanto dura la brachiterapia

Quanto dura la brachiterapia

La durata della brachiterapia è naturalmente variabile, a seconda delle esigenze del trattamento. Si tenga conto che, in particolare, le sorgenti radioattive possono essere lasciate in sede in modo stabile, oppure possono essere rimosse e sostituite a intervalli regolari.

Nel primo caso, si parla di radioterapia interna permanente e, dunque, si tratta dell’inserimento di piccoli contenitori radioattivi a bassa radioattività, che vengono lasciati in sede anche dopo il loro decadimento. Non si tratta di elementi nocivi per il paziente, e la dose di materiale radioattivo è così bassa che non rappresenta alcun pericolo per le persone che lo circondano ogni giorno.

Nel secondo caso si parlerà di brachiterapia temporanea: si tratta dell’inserimento, della sostituzione e della rimozione definitiva delle sorgenti radioattive. In questa ipotesi la dose di radioattività può essere bassa o alta a seconda delle esigenze di cura. La durata del trattamento oscilla tra poche ore a un massimo di 24 ore, sulla base del potere radioattivo delle sorgenti innestate.

Risultati della brachiterapia

I risultati e l’efficacia della radioterapia interna, così come peraltro è riferibile a ogni terapia antitumorale, non potrà che costituire una incognita per il paziente e per il medico curante. Di fatti, la risposta alla cura sarà molto differente, e dipenderà dalle caratteristiche del tumore e delle condizioni di salute del paziente. Per poter comprendere quali sono stati i benefici dopo la brachiterapia, il paziente sarà sottoposto a esami diagnostici come la TAC o la RMN.