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Cheratosi attinica, cos’è e da cosa è provocata

Tutto ciò che bisogna sapere sulla cheratosi attinica: come si verifica, quali sono le cause e i rimedi più diffusi.

La cheratosi attinica si caratterizza per essere una lesione che colpisce la cute. Si tratta di una patologia che comprende tutte quelle parti che sono maggiormente esposte ai raggi del sole e ai raggi ultravioletti. Infatti, la cheratosi attinica è denominata anche cheratosi solare. Queste lesioni della cute, in alcuni casi, possono anche trasformarsi in forme cancerogene, come ad esempio lo spinalioma e basalioma. Il primo è un carcinoma squamo cellulare, mentre il secondo è un carcinoma basocellulare.

Quali sono i sintomi della cheratosi attinica

Nella maggior parte dei casi, queste patologie insorgono andando a colpire il viso (in modo particolare la fronte e i padiglioni auricolari), ma possono manifestarsi anche sulle gambe, sulle braccia, sul dorso delle mani, sul cuoio capelluto (nei soggetti che sono privi di capelli) e in tutte quelle zone che tipicamente sono più esposte ai raggi del sole. La cheratosi attinica si può riconoscere dalla presenza sulla cute di squame eritematose, che hanno una colorazione normale oppure, in qualche caso, hanno dei pigmenti gialli o grigiastri, con un alone rosso tutto intorno. Questo tipo di lesioni sono ancora più facilmente riconoscibili una volta che si toccano, dal momento che le squame sono davvero molto ruvide e l’intera zona comprende delle papule bene in rilievo. In gran parte dei casi, questo tipo di patologia si manifesta senza dare dei particolari segnali. Infatti, a volte possono provocare una leggera sensazione di prurito, ma non ci sono altri sintomi molto evidenti. Le cheratosi attiniche, non si devono però mai confondere con le cheratosi seborroiche, che si caratterizzano per essere, al contrario, delle patologie benigne che in nessun caso possono trasformarsi in neoplasie.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi è fondamentale in questo tipo di patologie, dal momento che c’è il rischio che la lesione della cute possa diventare una forma maligna e cancerogena. È sbagliato, però, considerare la cheratosi attinica un tumore, ma in realtà la definizione è corretta è quella di forma precancerosa. Non è detto, infatti, che possa diventare un vero e proprio tumore, anche se comunque la probabilità c’è. Sarà compito dello specialisti stabilire con esattezza il problema dermatologico del paziente e capire se possa diventare una forma cancerogena. In certe occasioni, la cheratosi attinica può addirittura risolversi in modo spontaneo nel giro di poco tempo.

Qual è l’incidenza della cheratosi attinica

Le stime che riguardano l’incidenza di questa patologia, al momento, mettono in evidenza come oltre 10 milioni di americani ne soffrono. Le persone che presentano una carnagione chiara, i capelli rossi o biondi e gli occhi grigi, verdi e blu sono quelli maggiormente a rischio. Quando? Nel caso in cui ci si esponga per tanto tempo al sole. In questo caso, c’è una notevole probabilità di sviluppare, con il passare degli anni, una o diverse di tali forme di precancerosi. Anche il luogo in cui si abita può essere importante. Infatti, tutte quelle persone che vivono in zone che si trovano maggiormente vicine all’equatore maggiore hanno più alte probabilità di sviluppare la cheratosi attinica. L’incidenza di tale malattia è lievemente superiore negli uomini rispetto alle donne. I primi, infatti, prediligono passare più tempo al sole e fanno un minor utilizzo di filtri solari.

Quali sono le possibili cause

Sono i raggi ultravioletti il motivo che porta allo sviluppo di questo disturbo attinico. Le radiazioni, infatti, hanno la tendenza a rendere più rapido il fotoinvecchiamento della cute. Ecco spiegato il motivo per cui la pelle del soggetto che è stato colpito da cheratosi attinica spesso viene costellate anche da rughe, efelidi, lentiggini solari e neoplasie. Esiste anche un legame particolarmente forte tra cheratosi attinica e immunodepressione. Infatti, il cambiamento dello stato immunitario del paziente potrebbe portare la cheratosi a trasformarsi nel suo stadio più avanzato, ovvero il tumore, provocando anche un aumento di velocità nel passaggio alla forma cancerogena.

Come si può riconoscere una cheratosi attinica?

La prima cosa da fare è quella di controllare a fondo la pelle in modo costante e regolare per poter capire se ci siano delle lesioni o meno. Ad ogni modo, non è certo così facile poter riconoscere delle lesioni del genere. Gran parte delle cheratosi attiniche, infatti, si caratterizzano per avere delle peculiarità diverse dal punto di vista estetico. Ecco spiegato il motivo per cui nel momento in cui si rinviene per qualsiasi ragione una lesione sulla cute non abituale, ci si deve rivolgere ad un dermatologo. Gran parte delle cheratosi attiniche che vanno a colpire il cuoio capelluto si caratterizzano per rappresentare un danno del sole. Nella maggior parte dei casi sono poste in rilievo, ruvide e hanno numerosi punti in comune con le verruche. Le cheratosi che possono tipicamente colpire l’orecchio si caratterizzano per poter essere crostose oppure ruvide. Gran parte delle cheratosi, in realtà, hanno una lieve ruvidità, ma in certi casi possono avere una superficie piuttosto squamo-crostosa. In alcune cheratosi attiniche che vanno a colpire le labbra, ci possono essere delle fissurazioni ricoperte di sangue e delle squame cornee che sormontano una lesione notevole.

A che età può svilupparsi una cheratosi attinica?

Dal momento che il periodo complessivo di esposizione ai raggi del sole incrementa anno dopo anno è bene evidenziare come ci siano maggiori probabilità di vedere comparire le cheratosi attiniche nelle persone anziane. Ad ogni modo, è bene sottolineare come siano stati registrati anche dei casi in cui ad essere colpite sono state persone molto giovane, compresi ventenni. Le cheratosi attiniche, inoltre, hanno raggiunto un grado di diffusione superiore nelle persone che hanno all’incirca 50 anni. Diversi studiosi hanno messo in evidenza come la gran parte delle persone che hanno superato la soglia degli 80 anni presentano un pericolo maggiore di sviluppare tali lesioni sulla pelle. I soggetti che hanno un sistema immunitario che viene reso più debole per via di trattamenti chemioterapici, AIDS, trapianti d’organo o una troppo elevata esposizione ai raggi UV sono maggiormente a rischio. Infatti, hanno una più bassa capacità di proteggersi rispetto all’azione dei raggi del sole. Per tale ragione, vi è una più elevata probabilità di avere a che fare con una cheratosi attinica.

Quali sono le terapie

Dopo aver stabilito una diagnosi, che deve essere espressa da uno specialista o da un dermatologo, è tempo di passare alla terapia per risolvere il problema. Ci sono diverse terapie risolutive: tra le altre dobbiamo ricordare l’asportazione chirurgica, la cura fotodinamica, la crioterapia, la laser-terapia, una terapia farmacologica (che di solito prevede l’uso del diclofenac gel 3%). Nello specifico, la terapia fotodinamica si caratterizza per essere un trattamento innovativo che non prevede alcun tipo di intervento chirurgico. Infatti, l’obiettivo è quello di rimuovere le forme cancerose e anche quelle pre-cancerose che vanno a colpire la pelle. Questa terapia si basa su un procedimento chimico che viene portato a termine mediante una luce, del cui assorbimento si occupa un elemento fotosensibile, che viene applicato direttamente sulla pelle e che porta poi alla creazione del ROS, che va a distruggere la cellula pre-tumorale.

La crioterapia

Si tratta della modalità più diffusa con cui viene curata questa patologia. Nello specifico, viene scelta nel caso in cui ci sia un quantitativo di lesioni non troppo elevato. Questa tecnica non prevede alcun tipo di incisione della cute, ma nemmeno alcuna anestesia. L’applicazione dell’azoto liquido sulle lesioni avviene tramite un batuffolo di cotone che viene collocato su un bastoncino. In alternativa si può usare una bomboletta spray in maniera tale che le lesioni vengano congelate. Successivamente queste ultime assumono un aspetto crostoso e cadono in totale autonomia. In seguito alla terapia possono insorgere rossore e gonfiore momentanei. In alcuni casi determinati pazienti potrebbe restare con un risultato acromico permanente.

L’attività di prevenzione

Di solito, la prevenzione è fondamentale per evitare l’insorgere della cheratosi attinica. Le persone che hanno una predisposizione a livello genetico devono prestare ovviamente maggiore attenzione. In quest’ultimo caso rientrano tutti quei soggetti con un fototipo ridotto, un lavoro a diretto contatto con i raggi del sole, esposizione solari frequenti. Ad ogni modo, si consiglia l’impiego di creme a filtri solari. In modo particolare le persone senza capelli devono mettere il cappello quando si espongono al sole. Nonostante possano sembrare dei consigli molto banali, si tratta di comportamenti che possano garantire un’adeguata prevenzione per evitare questo difficile disturbo.