Da febbraio il prezzo di più di 800 farmaci rincara.

Risale a ieri l’ultimo intervento di Federfarma, la federazione nazionale rappresentante i titolari delle farmacie, circa le notizie, a tratti imprecise, dell’aumento, definito fuorviante, di molti farmaci in commercio.

Come descritto sul sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) mentre i prezzi dei farmaci senza obbligo di ricetta medica possono essere decisi in piena autonomia da ogni esercizio commerciale, i prezzi dei farmaci di classe C sono soggetti a vigilanza e possono essere aumentati dalle case farmaceutiche dei singoli farmaci purché non superino l’inflazione programmata. Tenendo conto della legge n. 326 del 24 novembre 2003 che regolamenta l’“Individuazione dei criteri per la contrattazione del prezzo dei farmaci” in base alla classe di rimborsabilità e del decreto legge 87/2005 (decreto Storace) si definiscono:

“FARMACI di CLASSE C: non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale; il prezzo è liberamente fissato dall’Azienda farmaceutica e può essere aumentato ogni 2 anni, negli anni dispari […]”

Questo avrebbe lo scopo di dare una garanzia al cittadino affinché non si verifichino aumenti incontrollati, trattandosi di farmaci importanti e comunque più delicati di quelli che non richiedono la ricetta medica.

Dal 1° Febbraio 2019 partirà dunque il rincaro con un aumento medio del 5,7% sui prezzi stabiliti due anni fa e di quindi quasi 1 euro per confezione.

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Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia