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Dismorfofobia, una pericolosa fobia di chi non accetta mai il proprio aspetto fisico

La dismorfofobia è una fobia che si contraddistingue per il fatto di comportare una visione totalmente alterata del proprio aspetto fisico.

Dismorfofobia

La classificazione della dismorfofobia come malattia psichiatrica è stata affermata circa un secolo fa e tale conquista si deve allo psicopatologo di origini tedesche Emil Kraepelin, che la inserì tra le varie malattie nevrotiche compulsive. Fu, invece, lo psicologo transalpino Pierre Janet a considerarla un’ossessione per la vergogna del corpo. La dismorfofobia appartiene a quel gruppo particolarmente ampio delle fobie, ma presenta anche uno stretto collegamento con i disturbi somatoformi, che presentano dei sintomi anche senza che vi sia una malattia organica che ne sia la causa scatenante. In poche parole, tale fobia si contraddistingue per il fatto che comporta una visione totalmente alterata del proprio aspetto fisico, provocata soprattutto da un’attenzione e cura maniacali ed eccessivi verso il proprio corpo. L’elemento caratterizzante tale fobia è certamente il senso di preoccupazione che il paziente ha verso uno o diversi difetti dal punto di vista fisico. In alcuni casi, si tratta di difetti che sono stati puramente inventati, mentre altre volte si tratta di piccolissime anomalie che non giustificano in alcun modo un comportamento del genere.

Quali sono le principali cause della dismorfofobia

Dismorfofobia

Le cause, almeno per il momento, non sono conosciute. Attualmente si associa tale fobia con delle patologie depressive o con una storia familiare ricca di episodi di disturbi relativi all’umore o ossessivo-compulsivi. Nei giovani in età adolescenziale, di solito tutto deriva ad una bassa autostima ed un’insicurezza che è tipica di questa età. Infatti, in questi anni si ha spesso la tendenza a valutare non in maniera oggettiva il proprio aspetto fisico, preoccupandosi troppo per alcune parti che possono essere valutate come imperfette piuttosto che deformi. Anche l’immagine estetica che viene imposta e diffusa da parte dei media porta spesso ad aumentare e rendere più cocenti tali preoccupazioni verso qualche difetto del proprio aspetto esteriore.

Quali sono i sintomi più diffusi

Dismorfofobia

I sintomi rimangono di solito entro i confini comportamentali. Quindi, il paziente ha la convinzione di avere dei difetti fisici e ciò si trasforma in una vera e propria ossessione, al punto tale che la quotidianità gira intorno a quell’unico pensiero fisso. Ci sono tante persone giovani, ad esempio, che hanno intenzione di eseguire un’operazione di chirurgia estetica senza avere alcun problema particolare, come ad esempio le rughe, ma solo per via di un aspetto esteriore che non viene considerato all’altezza. In altri casi si può arrivare a pensare di avere una parte del proprio corpo deforme e, per tale ragione, si interrompono tutte quelle attività che possono esporre alla visione pubblica tali difetti.

Quali sono le principali conseguenze

Dismorfofobia

Alcune persone che soffrono di dismorfofobia possono attraversare periodi particolarmente difficili nella vita di tutti i giorni, per colpa di stress emozionale e una sostanziale incapacità di riuscire a intrattenere normali relazioni e rapporti in ogni ambito sociale, per via della preoccupazione imperante che deriva dal difetto, spesso solo presunto, a livello fisico. Il pericolo più grande di tali pazienti è quello di sfociare in una patologia comportamentale ancora più grave, come ad esempio il disturbo evitante di personalità piuttosto che il disturbo antisociale di personalità. in alcuni casi possono svilupparsi delle reazioni al di fuori di ogni logica, oppure certi soggetti possono mettere in atto delle azioni fobico-ossessive che possono portare, anche in questo caso, a disturbi decisamente più gravi e che possono mettere in pericolo anche la vita della persona stessa, come ad esempio l’anoressia oppure la bulimia.

Dismorfofobia

La maggior parte dei pazienti che soffrono di tale disturbo non riesce in alcun modo a gestire questo stato d’ansia, facendosi letteralmente travolgere dalla continua e pressante mole di preoccupazioni. La maggior parte della giornata, infatti, viene trascorsa semplicemente riflettendo di continuo sul proprio difetto fisico e su come poterlo curare o risolvere, staccandosi quasi completamente dalla realtà che li circonda.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia