Enuresi notturna, quando ci si deve preoccupare se i bambini fanno la pipì a letto?

54

L’enuresi notturna non è una malattia, ma bensì un disturbo che colpisce i bambini di 5 o 6 anni e che si manifesta nella notte con perdite involontarie di urina. Questo è un problema molto frequente che intessa circa il 15% dei bambini e che il più delle volte tende a risolversi da solo nell’arco del tempo. Per enuresi notturna, non si intendono le classiche e sporadiche emissioni di urina durante la notte, ma tale problema deve manifestarsi con frequenza, almeno tre volte la settimana secondo gli esperti, per considerarsi tale.

Enuresi notturna: cause fisiologiche

Enuresi notturna: cause fisiologiche

Le cause fisiologiche principali dell’enuresi notturna sono strettamente legate all’eccesso di urina durante la notte, oppure dovute ad una anomale attività da parte della vescica ovvero iperattività della vescica. Queste due cause, ci permettono di definire le due principali tipologie di enuresi:

Enuresi Monosintomatica: che compare solo ed esclusivamente con il disturbo notturno

Enuresi non-monosistematica: che compare con meno frequenza ed è associata a disturbi urinari notturni

Nel primo caso elencato è stato possibile ipotizzare un’alterazione del ritmo giorno-notte da parte dell’ormone antidiuretico e dall’asse ipotalamo-ipofisario, con la conseguente produzione eccessiva di urina durante la notte. Quando invece tale disturbo è associato ad altre patologie diurne come ad esempio lo stimolo frequente e l’urgenza di andare ad urinare talvolta accompagnata da piccole fughe di pipì, ci troviamo difronte ad un ritardo della maturazione vescicale che si trasforma in iperattività con contrazioni frequenti. Prima di sottoporre i bambini ad una terapia specifica, è necessario individuare il fattore scatenante prendendo in considerazione tutti quelli che potrebbero essere le cause.

Enuresi notturna: cause psicologiche

Innanzitutto i genitori non devono allarmarsi, perché come sappiamo, capita molto spesso che i bambini durante la notte si bagnino. La vescica del piccolo non ha ancora acquisito in maniera completa il controllo del processo contenitivo ed è per questo che fino ai 6 anni circa, qualche episodio di pipì al letto può manifestarsi. Quando il fenomeno si ripete con una certa frequenza, solo in quel caso si potrà parlare di un vero e proprio disturbo, ma se capita sporadicamente, non c’è da preoccuparsi.

Enuresi notturna: cause psicologiche

Se l’enuresi notturna si prolunga per circa tre mesi nei bambini al di sopra dei 6 anni, i genitori dovranno fare tutti gli accertamenti del caso, per valutare se ci sono o meno problematiche di origine fisiologica, rivolgendosi al proprio pediatra oppure all’urologo. In assenza di problematiche importanti organiche, si dovrà intraprendere un’altra strada, e prendere in considerazione che alla base ci possa essere un disagio psicologico. L’enuresi di origine non organica è considerata un “disturbo comportamentale ed emozionale” che inizia dall’infanzia e prosegue nell’adolescenza. Un manuale di classificazione di tali disturbi psichici e comportamentali li ha suddivisi in questa maniera:

– Enuresi solo notturna che si riscontra nella pratica clinica

– Enuresi solo diurna, che si riscontra nella pratica clinica con meno frequenza

– Enuresi notturna ed Enuresi diurna

In tutti questi casi elencati, tale problema può essere di natura primaria, ovvero presente sin dalla nascita, oppure di natura secondaria, che può manifestarsi dopo che il bambino ha raggiunto il controllo della vescicale. Tendenzialmente quando si manifestano tali episodi di pipì notturna, questi vengono associati ad un disturbo comportamentale o emozionale. Questi fenomeni possono essere transitori e legati ad eventi che hanno disturbato il piccolo, andando ad intaccare la stabilità e la sicurezza del suo apparato, come lo stress o fattori ansiogeni.

Anche i cambiamenti possono interferire, come la nascita di un fratello, un lutto, un trasferimento di abitazione o di città oppure la separazione dei genitori ed anche le richieste eccessive delle prestazioni scolastiche. I bambini che soffrono di tali disturbi, anche se variano da soggetto a soggetto, sono molto sensibili e possono manifestarsi delle difficoltà per gestire i loro impulsi, come l’aggressività che simboleggia la capacità di esprime appieno se stessi, di affermarsi in qualsiasi ambito e di essere capaci a difendersi dai conflitti tra coetanei.