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Herpes simplex: cos’è, sintomi, cause e cura

L’herpes simplex si caratterizza per essere un’infezione virale che prevede l’insorgenza di vescicole piuttosto dolore sulla pelle oppure sulla mucosa. L’herpex simplex viene provocato da parte di un virus che fa parte della famiglia “Herpesvirus”. Tale virus viene diffuso tramite via interumana diretta, sia tramite la saliva (si tratta dell’Herpes labiale) sia mediante un rapporto sessuale (si tratta dell’Herpes genitale). Ci sono essenzialmente due tipologie di Herpes simplex, ovvero HSV1 e HSV2. L’HSV1 si caratterizza per essere la tipologia più comune e si manifesta in modo particolare nella parte superiore del corpo, visto che può colpire nello specifico la mucosa orofaringea e viene trasmesso sia mediante la saliva che tramite delle lesioni erpetiche attive. L’HSV2, invece, si manifesta soprattutto nelle aree dell’ano e dei genitali e viene trasmesso soprattutto tramite rapporti sessuali.

I sintomi di tale patologia insorgono in maniera abbastanza schematica. Prima appare l’infezione primaria, poi la latenza e, infine, possono manifestarsi anche delle infezioni ricorrenti di diversa natura. L’infezione primaria è quella provocata dall’HSV1 e si tratta della gengivo-stomatite erpetica acuta, che va a colpire in modo i bambini che hanno meno di tre anni. L’incubazione della malattia dura qualcosa come sei giorni, per poi manifestarsi con dolori alle mucose e scialorrea, dolore alle gengive, rossore e sanguinamento frequente. Sia sul mento che sulle labbra (e qualche volta anche sulle guance) possono apparire le vescicole a grappolo che sono caratteristiche di tale patologia. Un altro sintomo comune all’herpes simplex è la febbre alta e stanchezza, con un periodo di guarigione che si aggira tra dieci e quindici giorni.

Sintomi

L’Herpes simplex si manifesta con le tipiche vescicole che compaiono sulla pelle oppure vanno ad attaccare le mucose. L’herpes labiale è quello che va a colpire le labbra, narici, guance e la parte all’interno della bocca (in qualche raro caso anche gli occhi). Tra i sintomi maggiormente diffusi dell’herpes labiale troviamo bruciore, formicolio, prurito, poi l’insorgere dell’eritema e delle vescicole, colme di liquide, che sviluppano una bolla. Nella maggior parte dei casi, tali croste e bolle scompaiono nel giro di una settimana o dieci giorni. L’herpes genitale, invece, presenta come sintomo principale delle bollicine di piccole dimensioni dalla colorazione biancastra che insorgono soprattutto nella zona genitale. Le vescicole possono comparire sul pene, ma anche sullo scroto e nei pressi dell’ano negli uomini, mentre nelle donne le vescicole possono manifestarsi vicino e all’interno della vagina, sulle piccole e grandi labbra, ma possono colpire anche il clitoride e l’ano.

Diagnosi

La diagnosi dell’infezione derivante dall’Herpes Simplex si può ottenere semplicemente con una visita dermatologica oppure una visita medica generale. Nella maggior parte dei casi, infatti, è sufficiente un’occhiata alla zona che è stata colpita dall’infezione per valutare positivamente la presenza dell’herpes. Quando vi sia qualsiasi tipo di dubbio, la scelta più affidabile è quella di usare la sierologia.

La prima manifestazione dell’herpes labiale

La prima manifestazione dell’herpes labiale

La prima manifestazione di tale patologia, in realtà, può verificarsi anche dopo diverso tempo rispetto al momento del contagio. Nella maggior parte insorge in maniera decisamente grave e molto evidente, in modo specifico nei bambini, con la tipica comparsa di gengivostomatite-epatica. Tra i sintomi più frequenti legati alla prima manifestazione dell’herpes labiale troviamo mal di gola, ingrossamento dei linfonodi, vescicole in bocca, incremento della produzione salivare. Non solo, anche irritazione e gonfiore delle gengive, alitosi, nausea e mal di testa. Anche la durata risulta essere di maggiore lunghezza in confronto alle riacutizzazioni e può essere compresa spesso tra 7 e 14 giorni.

L’esame da eseguire

Tante volte, però, serve anche un esame per l’identificazione dell’herpes simplex, soprattutto per poter individuare l’infezione acuta oppure trovare gli anticorpi dell’herpes. I test HSV maggiormente impiegati per i pazienti che soffrono di ulcere genitali sono la coltura virale e il rilevamento del DNA virale tramite una reazione a catena della polimerasi (PCR). Nel caso della coltura bisogna effettuare la raccolta di un campione dalle vescicole. Dopo la replicazione virale ci sarà la possibilità di accertare la presenza del virus e, nel caso, anche la sua tipologia (ovvero HSV-1 o HSV-2). Si tratta di un metodo, però, che presenta lo svantaggio di avere una sensibilità particolarmente bassa. Inoltre, è legato notevolmente alla fase in cui viene effettuato il prelievo. È questa la ragione per cui possono manifestarsi dei falsi negativi nel caso in cui all’interno del campione non ci sia un quantitativo adeguato di virus attivo. Una delle principali cause potrebbe derivare dal fatto che la coltura viene portata a termine oltre due giorni dopo dall’insorgere dei sintomi.

L’esame PCR

Si tratta di un metodo diagnostico decisamente più sensibile, che porta a dei risultati maggiormente veloci e precisi. Si tratta di un esame che riscontra il materiale genetico del virus dell’herpes labiale all’interno di un campione di fluido delle vesciche, oppure di sangue o altri fluidi. Nel caso in cui la coltura dia esito negativo, il medico può prescrivere questo tipo di esame, soprattutto nel caso in cui abbia il sospetto che ci sia effettivamente l’herpes. Oppure se il paziente aveva già seguito un trattamento per la cura dell’herpes labiale. L’esame PCR è migliore rispetto alla coltura soprattutto per identificare il virus quando si trova in quantità molto basse, oppure quando l’insorgere dei sintomi risale a diversi giorni prima. Si tratta di un metodo molto utile anche per identificare la meningite, la cheratite oppure l’encefalite. Gli esami sierologici hanno la capacità di individuare in maniera diretta gli anticorpi contro il virus dell’herpes.

Come si devono interpretare gli esiti

Come si devono interpretare gli esiti

Nel caso in cui l’esame colturale o quello del DNA dell’HSV dia esito positivo, allora significa che il paziente soffre di un’infezione da HSV-1 o HSV-2. Nel caso in cui, al contrario, l’esito sia negativo, ciò vuol dire semplicemente che il virus dell’herpes simplex non è stato rilevato, ma non che sia assente del tutto. Ciò si può verificare quando all’interno del campione non vi sia un quantitativo minimo di virus attivo. Invece, la presenza delle immunoglobuline M può indicare sia la presenza di un’infezione attiva che di un’infezione recente. Le immunoglobuline G, invece, stanno ad indicare come il paziente ne abbia sofferto in passato. Quando queste ultime aumentano in modo significativo, allora vuol dire che l’infezione è ancora attiva o è molto recente.

Quindi, cerchiamo di ricapitolare:

  • IgM negativo e IgG positivo  infezione passata
  • IgM negativo e IgG negativo  no esposizione
  • IgM positivo e IgG negativo  infezione molto recente
  • IgM positivo e IgG positivo  infezione in atto

Quali sono i fattori scatenanti dell’herpes labiale

Dopo che il paziente ha subito il contagio da questo virus, quest’ultimo si nasconde nei gangli nervosi della pelle. Successivamente, ad intervalli periodici, comincia a riattivarsi, insorgendo con lo sviluppo delle tipiche vescicole. Una riacutizzazione di questo problema può derivare da diversi fattori. In primis il fatto di avere un’altra infezione in corso, come ad esempio influenza oppure raffreddore o un altro malessere. Tra i vari fattori scatenanti troviamo la stanchezza, lo stress a livello psicologico, l’esposizione al sole o al vento. Inoltre, tra gli elementi responsabili troviamo anche il trauma sul punto colpito dall’infezione, mestruazioni o vari cambiamenti ormonali e un abbassamento delle difese immunitarie. Capita, però, sempre più di frequente che i sintomi insorgano senza una motivazione, quantomeno apparente.

Herpes simplex trattamenti

Il trattamento efficace dell’Herpes simplex non prevede l’impiego di un farmaco in particolare che abbia le caratteristiche necessarie per debellare in modo definitivo la malattia. Per questa ragione, tutte le forme primarie di tale patologia vengono curate con un’attività antivirale. Sicuramente quest’ultima permette di ricavare miglioramenti rapidi, ma non ha la capacità per eliminare definitivamente il virus. In tutte le forme secondarie dell’Herpes simplex, invece, ovvero quelle che si manifestano sul viso, il consiglio è quello di usare delle creme antivirali ben determinate. Queste ultime si dovranno mettere esattamente sulla parte che è stata colpita dall’infezione e in cui stanno prendendo piede le cosiddette vescicole. Le creme devono essere applicate non appena si manifestano i primi sintomi, per poi proseguire il trattamento con una crema antibiotica oppure una crema cicatrizzante. In tutte le forme secondarie di natura genitale dell’Herpes simplex si consiglia anche di adottare una cura sistemica antivirale. Per quanto riguarda l’herpes labiale, invece, il consiglio è quello di garantire un’adeguata protezione nei confronti delle labbra utilizzando un filtro solare durante la stagione estiva, così come anche cercare di non mangiare cibi particolarmente caldi o freddi, che possono andare a disturbare le zone infette.

Herpes simplex e la cura farmacologica

Iniziare immediatamente la cura per contrastare l’herpes simplex è fondamentale, in modo tale da evitare che i sintomi possano peggiorare. Tra i vari principi attivi impiegati a livello farmacologico per combattere questo problema troviamo sicuramente Aciclovir. Si tratta di un inibitore della sintesi del DNA di virus erpetici. Viene indicato in modo particolare per la cura delle infezioni che vanno a colpire la pelle e le mucose derivanti da Herpes labiale. La crema al 5% deve essere applicata a livello locale cinque volte al giorno per un trattamento di quattro giorni. Tale principio attivo viene proposto anche come compresse da 200 mg. Si assumono per via orale nel seguente dosaggio: una compressa ogni 4 ore per una decina di giorni. Altrimenti, nel caso di recidiva, una compressa da 400 mg tre volte al giorno per una settimana-dieci giorni, secondo quanto disposto dal medico curante.

Prevenzione

L’Herpes simplex si caratterizza per essere una malattia notevolmente contagiosa: meglio evitare il contatto con le zone in cui si sono sviluppate le vescicole, così come è meglio evitare di usare oggetti in condivisione con la persona colpita dal virus. Per quanto riguarda l’Herpes genitale, l’unico sistema per garantire un’adeguata prevenzione è sicuramente quello di utilizzare sempre il profilattico.