Ignatia amara: origine, usi e controindicazioni

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L’ignatia amara è un rimedio omeopatico particolarmente diffuso per i disturbi del sistema nervoso: scopri l’origine, gli usi più comuni, i dosaggi e le possibili controindicazioni.

Origine dell’ignatia amara

L’ignatia amara è un rimedio omeopatico particolarmente diffuso sia nel mondo orientale che in quello occidentale. Il procedimento tramite cui si ottiene il prodotto è particolarmente elaborato e prevede l’utilizzo di una specifica pianta, la Strychnos Ignatia, chiamata anche Fava di Sant’Ignazio. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Loganiaceae originaria delle Isole Filippine ma poi diffusa e coltivata anche in Indonesia, India, Vietnam e in paesi caratterizzati dal clima tropicale. Perché viene chiamata anche Fava di Sant’Ignazio? I semi della pianta furono introdotti in Europa da un esponente gesuita che chiamò la pianta Ignatia in onore del fondatore dell’Ordine religioso dei Gesuiti Sant’Ignazio di Loyola. La pianta produce fiori e poi frutti, ovvero bacche gialle che contengono un grande quantitativo di semi. Sono proprio i semi a contenere alcaloidi (sostanza organica di origine vegetale) come la stricnina e la brucina, fondamentali per i rimedi omeopatici. I semi vengono fatti essiccare, polverizzati e poi utilizzati con diluizioni in soluzioni idroalcoliche per preparare il diffuso prodotto omeopatico.

Principali proprietà dell’ignatia amara

La stricnina ha proprietà eccitanti e stimolanti, ma può essere potenzialmente letale per l’uomo e per gli animali: una volta introdotta in commercio è stata infatti a lungo utilizzata come pesticida per topi e altri animali e utilizzata come vero e proprio veleno per l’uomo. Anche la brucina è potenzialmente tossica e possiede le stesse proprietà della stricnina. L’ignatia amara, realizzata con i semi contenenti stricnina e brucina, possiede però alcune proprietà terapeutiche ed è particolarmente consigliata in caso di disturbi legati al sistema nervoso ma anche per l’apparato respiratorio, urinario e digestivo. L’erba si utilizza per trattare cefalee ed emicranie, vertigini e gonfiore agli occhi, tosse spasmodica ma anche aerofagia, nausea, stipsi e crampi allo stomaco. Particolare attenzione viene posta alla cura della depressione, attacchi di panico e ansia, umore mutevole e insonnia: emotività eccessiva, nevrosi ed episodi isterici sono i principali disturbi del sistema nervoso che possono essere curati con l’ignatia amara.

L’ignatia amara può essere utilizzata per il trattamento di tachicardia e palpitazioni e trova impiego anche per i disturbi dell’apparato urinario, in particolare nei casi di bruciore all’uretra e prurito genitale. Il rimedio omeopatico può essere utilizzato anche in caso di problemi della pelle quali prurito generale, dermatite, ma anche geloni e orticaria.
Alcuni disturbi dell’apparato locomotore possono essere alleggeriti e curati tramite la somministrazione di ignatia amara: in particolare la sensazione di stanchezza fisica (unita a quella mentale e nervosa), dolore alle articolazione, pesantezza delle gambe, crampi ai muscoli e la fastidiosa infiammazione al nervo sciatico.

Ignatia amaria: usi e dosaggi

L’ignatia amaria viene utilizzata come rimedio omeopatico ed è quindi disponibile sul mercato sottoforma di granuli o gocce: prima di procedere con l’assunzione si consiglia di consultare il medico curante o l’omeopata di fiducia che saprà consigliare il giusto dosaggio e somministrazione. Tipiche delle terapie omeopatiche sono i granuli da sciogliere sotto la lingua venti minuti prima dei pasti: a seconda dell’utilizzo e dei disturbi per cui è utilizzata, è inoltre disponibile una diversa diluizione espressa in CH. Nei casi di cefalea e disturbi del sistema nervoso si consiglia l’assunzione di tre granuli una volta al giorno (con diluizione 9CH) mentre nei casi di problemi respiratori o disturbi del sistema urinario è possibile scegliere la diluizione 5CH con assunzione di tre granuli o dieci gocce dalle tre alle sei volte al giorno a seconda dei casi.

Controindicazioni ed effetti collaterali dell’ignatia amara

L’ignatia amara può essere prescritta dal medico curante o dall’omeopata a persone di qualsiasi età o sesso: dai bambini agli anziani, anche se alcuni studi dimostrano come il rimedio abbia maggiore impatto positivo sulle donne. I possibili effetti collaterali possono riscontrarsi nell’aggravamento omeopatico (e quindi parte della terapia omeopatica) e solitamente non superano la durata massima di tre giorni. In caso di dolori acuti e peggioramento dei disturbi per cui si è assunta l’ignatia amara è consigliabile rivolgersi allo specialista di fiducia: non sono stati riscontrati effetti collaterali gravi e non vengono indicati controindicazioni per l’assunzione dell’ignatia amara.