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Integratori di ferro: perché assumerli, quale scegliere e quali gli effetti collaterali

Le donne in particolare sono spesso carenti di ferro nel sangue e questo va ad influire sul metabolismo e sulle energie necessarie per reggere la giornata.

Il ferro è un elemento che in parte abbiamo già nel nostro sangue ed è fondamentale per il nostro organismo. Questa componente importantissima, che si lega alle proteine fondamentali dell’emoglobina e della mioglobina, partecipa quindi proprio per questo all’interno del nostro corpo a diverse vitali funzioni come il trasporto dell’ossigeno ai tessuti e ai muscoli, il supporto di alcuni enzimi necessari nel trasporto degli elettroni e nel funzionamento metabolico, nel corretto sviluppo di unghie e capelli.

Nell’organismo umano il ferro è contenuto naturalmente e si divide in tre tipologie: il ferro cosiddetto attivo, associato all’emoglobina e agli enzimi respiratori; il ferro di trasporto, ubicato nel sangue; il ferro di riserva, depositato e custodito preziosamente dal nostro corpo nei tessuti. Da qui il ferro viene costantemente recuperato e usato dal corpo per le sue funzioni, proprio per questo, per una vita in salute, è opportuno che queste riserve vengano costantemente rifornite quotidianamente anche se in dosi moderate. Il corpo umano, di suo, produce circa 4 grammi di ferro che troviamo concentrati nel fegato, nella milza, nel midollo osseo, nel sangue.

Quali sono i cibi naturali integratori di ferro

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Il ferro è contenuto naturalmente in alcuni alimenti della nostra cucina come carni e pesci, legumi e in alcuni vegetali. Vediamo con precisione in quali. I cibi che hanno una maggiore concentrazione di ferro sono la carne, in particolare le carni rosse e soprattutto nelle interiora (milza, fegato) e nei pesci in particolare nei frutti di mare come vongole, ostriche e cozze. Il ferro è contenuto anche in buona percentuale nella frutta secca come nocciole, pistacchi, arachidi e nelle verdure a foglie verdi larghe come il radicchio verde, i broccoli e gli spinaci.

Tuttavia visto e considerato che in molti casi, soprattutto a seguito della cottura, il quantitativo di ferro assorbito dagli alimenti non è adeguato alle necessità è una buona idea assumere degli integratori di ferro (li trovate in bustina, in compresse, in gocce) e prevenire patologie legate a questa mancanza come per esempio l’anemia o per compensare determinati stati in cui possono venire a mancare: periodo delle mestruazioni, se abbondanti, o in caso di emorragie di altra natura (emorroidi, ulcere, vermi intestinali etc.), diete vegetariane, attività sportive molto intense (il ferro va perso anche attraverso il sudore), gravidanza e allattamento.

Il fabbisogno quotidiano dipende dall’età del soggetto, dal suo sesso e dalla conformità fisica, ma in linea di massima possiamo dire che il quantitativo si aggira sui 20 mg di ferro da assumere al giorno, aumentando in donne e bambini.

Effetti collaterali che gli integratori di ferro possono dare: una sostanza a doppio taglio

Effetti collaterali che gli integratori di ferro possono dare

L’assunzione di ferro tramite integratori non è comunque da prendere alla leggera perché ha anche talvolta degli effetti collaterali e di conseguenza è bene sia stato il medico a prescriverli (c’è da dire che gli integratori molto concentrati sono solo quelli acquistabili su prescrizione medica). Gli integratori di ferro sono da assumere lontano dai pasti in modo da favorirne l’assorbimento, salvo casi di intolleranza gastrica degli stessi che in questo caso vanno quindi accompagnati dai pasti. Gli effetti collaterali di una massiccia assunzione di ferro, benché rari, possono essere disturbi dell’apparato gastrointestinale e quindi diarrea o al contrario stitichezza, nausea accompagnata da vomito, crampi, dolori allo stomaco e feci dalla colorazione eccezionalmente molto scura-nera. Per ovviare a questi effetti collaterali solitamente si introducono gli integratori di ferro in maniera graduale per abituare l’organismo ed evitare effetti traumatici per lo stesso. Un eccessivo quantitativo e continuativo di ferro nel sangue può inoltre generare patologie gravi: favorisce lo sviluppo del diabete, creare disturbi al fegato, al sistema cardiaco, a quello articolare, cirrosi, cancro e disfunzioni a livello della tiroide.

Dal momento che il ferro è un’arma a doppio taglio perché se da un lato non se ne può avere carenza, dall’altro rischia di dare i suddetti effetti collaterali, è bene valutare bene la decisione di assumere degli integratori di ferro. Un primo preventivo passo potrebbe essere piuttosto quello di introdurlo attraverso gli alimenti. Legumi secchi, ceci, semi di zucca, carne (il fegato soprattutto), pesce ne sono ricchi, così come alcuni vegetali. Per favorire l’assorbimento del ferro di origine vegetale prestate attenzione a consumare nello stesso pasto cibi contenenti molta vitamina C.