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L’ipospadia, una anomalia conformativa dell’uretra.

L’ ipospadia è annoverabile tra le anomalie congenite dell’uretra, alterandone la struttura.

In coloro che soffrono di ipospadia il canale dell’uretra ha una lunghezza minore di quella fisiologica e quindi sfocia non più alla punta del pene bensì prima, nella sua faccia inferiore.

L’ipospadia è la causa di alcuni disturbi sia per quanto concerne l’eiaculazione che per quanto concerne la minzione. I casi di maggior gravità vanno trattati con una particolare attenzione poiché essi vengono associati, in genere, ad alcune malformazioni dell’organo riproduttivo maschile.

La soluzione a questo problema congenito, l’ ipospadia, è, di norma, un’operazione chirurgica, la quale consiste in una ricostruzione del tratto distale dell’uretra al fine di riposizionarne l’apertura verso l’esterno in posizione fisiologica, sulla punta del membro.

L’intervento è delicato, ma le percentuali di successo sono buone. E’ bene eseguirlo durante i primissimi anni di vita del bambino.

Ipospadia: cos’è?

Questo disturbo, l’ ipospadia, è una delle anomalie anatomiche del pene, e si caratterizza per l’alterazione della struttura uretrale la quale fa sì che lo sbocco esterno dell’uretra non si collochi alla punta del membro, in quanto l’uretra stessa è più corta del dovuto non arrivando allo sbocco in posizione fisiologica. Il canale è quindi meno lungo del normale ed il meato urinario (termine scientifico che indica lo sbocco esterno dell’uretra), si trova nel lato inferiore (fascia ventrale) del pene. L’ ipospadia è un disturbo riscontrabile fin dalla nascita, si dice, cioè, che è di natura congenita.

L’ ipospadia e le sue diverse forme

Di ipospadia ne esistono diverse forme che si distinguono tra loro per la posizione del meato urinario:

  1. Ipospadia di tipo anteriore – E’ la forma di minor gravità, in quanto il meato urinario si trova solo leggermente spostato rispetto alla posizione fisiologica, in questo caso si trova tra la porzione cosiddetta subcoronale ed il glande;
  2. Ipospadia di tipo medio – E’ una forma di ipospadia la cui gravità può definirsi di medio livello. In questo caso il meato urinario può trovarsi tra la porzione subcoronale e la sacca scrotale.
  3. Ipospadia ti tipo posteriore – Rappresenta una forma assai grave di ipospadia ed in questo caso il meato urinario può trovarsi tra lo scroto e, addirittura, il perineo.

Ipospadia: un’anomalia anatomica che potrebbe associarsi alla intersessualità

Qualche forma più grave di ipospadia in genere si accompagna con qualche altra anomalia anatomica a carico del pene o di qualche altra sezione dell’apparato urinario. Una di queste, ed anche quella maggiormente riscontrata è quella definita “pene ricurvo congenito”. Ma non dimentichiamoci delle malformazioni a carico dei reni, dell’ernia inguinale, dell’idrocele e del criptorchidismo.

Queste anomalie associate, se si riscontrano, non vanno assolutamente sottovalutate perché potrebbero trovarsi anche in associazione con una condizione cosiddetta di “intersessualità”, vale a dire una situazione in cui un soggetto presenta tanto i caratteri del sesso maschile quanto quelli del sesso femminile. Queste anomalie sono dovute frequentemente ad alterazione cromosomiche e/o ormonali.

L’ipospadia e la sua epidemiologia

Non si conosce la esatta incidenza dell’ ipospadia, qualcuno sostiene che si presenti un caso ogni trecento nuovi nati di sesso maschile, qualche studio statistico, invece, parla addirittura di 2 o 3 casi ogni trecento nuovi mati di sesso maschile.

Le tre forme di questa malattia non si verificano con la medesima frequenza, ad esempio la forma meno grave, l’ ipospadia anteriore, ricopre ben il settanta percento dei casi. La forma più grave, quella posteriore, invece, rappresenta circa due casi su dieci (in genere associata a pene ricurvo congenito), mentre l’ipospadia media si riscontra in circa un caso su dieci di ipospadia.

Cause di ipospadia

Non conosciamo, ad oggi, le cause esatte di questo disturbo congenito. Si sono formulate delle ipotesi, di cui le più probabile, sono due; una è relativa all’ormone testosterone ed allo sviluppo del feto, mentre l’altra viene rapportata alla familiarità.

L’ipospadia, lo sviluppo del feto ed il testosterone

Taluni ormoni sessuali nel maschio, e particolarmente il testosterone, sono alla base, durante lo sviluppo del feto, della formazione di pene ed uretra in modo corretto. Nei casi di ipospadia questo fondamentale processo avviene in modo non fisiologico o non avviene proprio: sembra che ci sia una minore produzione

Questa prima ipotesi potrebbe anche spiegare i motivi per i quali in certi casi l’ipospadia si accompagna alla intersessualità.

L’ipospadia e la familiarità

Esistono alcune indagini statistiche che affermano che circa il venti percento dei casi di ipospadia si verificano in individui i quali abbiano almeno un caso dello stesso problema nella propria famiglia, e, pertanto, questo tipo di componente potrebbe rivestire un ruolo da non trascurare.

Altri fattori di rischio

Analizzando i dati delle statistiche si è venuti, però, a conoscenza di qualche altro fattore di rischio. Più che altro in relazione alla madre del nascituro, possibile malato di questa anomalia anatomica. Se la madre è una ultraquarantenne, fuma, oppure è stata o si espone all’azione di alcuni agenti chimici (pesticidi, ad esempio), oppure assume del progesterone di natura sintetica, allora il rischio che il feto sviluppi questo disturbo aumenta.

Segni, sintomatologia ed eventuali complicanze

I segni principali che caratterizzano questo difetto congenito sono riguardanti, come già scritto, l’uretra: il meato urinario si alloca in una posizione anomala, non sulla punta del pene ma in corrispondenza della sua fascia ventrale. La sintomatologia tipica di questo disturbo comprende:

  1. Difficoltà nella minzione;
  2. Eiaculazione precoce e, comunque, difficoltosa;
  3. Problemi di natura psicologica.

In più accade spesso che il soggetto associ alla ipospadia anche il pene ricurvo congenito. I due problemi, insieme, determinano:

  1. Erezione difficoltosa;
  2. Incompletezza del prepuzio.

Diagnosi

L’unica diagnosi possibile risiede in un esame di natura fisica del membro maschile. Solo così lo specialista (un urologo) potrà valutare il posizionamento del meato urinario e l’eventuale associazione di altri disturbi, quali potrebbero essere il criptorchidismo ed il pene ricurvo congenito.

Questa anomalia non è rarissimo che passi inosservata, per accorgersene in tempo è necessario un esame attento ed accurato del neonato. E la diagnosi precoce è molto importante in quanto con un intervento tempestivo eviteremo i problemi fisici ed anche psicologici che spessissimo affliggono l’adulto con ipospadia.

Terapia

La malattia si cura esclusivamente con una operazione chirurgica, la quale è fondamentale per tre ordini di motivi;

  1. Il motivo funzionale: si rimuovono le difficolta di minzione con l’esatto riposizionamento del meato urinario;
  2. Il motivo di natura sessuale: soprattutto se all’ipospadia si associa il pene ricurvo congenito solo con l’intervento il pene potrà avere le sue normali erezioni;
  3. Il motivo legato all’estetica (ed alla psicologia): Un pene anormale spesso infonde nel soggetto una grave insicurezza, soprattutto, com’è ovvio, nei rapporti tra partner: il ritrovare un normale aspetto del pene ed eliminare i deficit di tipo sessuale infonde sicurezza e migliora la qualità di vita.

Non esistono età alle quali non si può più effettuare l’intervento, ma sicuramente si consiglia di effettuarlo tra il quarto ed il diciottesimo mese di vita del bambino. Il decorso postoperatorio per i neonati presenta meno traumi (e non vi saranno ricordi legati ad esso), e, inoltre, si eviteranno quelle fastidiose e spiacevoli complicanze cui vanno incontro gli adulti affetti da questa anomalia.