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Laparocele: una sgradevole complicanza post-operatoria

Nel 2% dei casi a seguito di un’operazione si verifica il laparocele, cioè un tipo di ernia particolare che vede la fuoriuscita delle viscere attraverso la parete addominale.

Che cos’è il laparocele

Il laparocele è sostanzialmente una complicanza post operatoria che determina una fuoriuscita delle viscere (per viscere si intende qualunque organo interno) e dei tessuti adiacenti (di solito adiposi) dalla cavità addominale, avvenuta attraverso una breccia della parete in fase di consolidamento cicatriziale a livello di una ferita laparotomia, un’operazione a cielo aperto (da cui deriva il termine laparocele: cele significa ernia). In questo si differenzia dall’ernia, che invece è sempre una fuoriuscita però avvenuta attraverso orifizi o canali preesistenti. Questo fenomeno interessa il 2% delle laparotomie e in particolare riguarda le ferite longitudinali. In generale comunque si definisce il laparocele come una particolare ernia.

All’origine di episodi di questo tipo c’è un fallimento nell’operazione e precisamente del processo di chiusura della cicatrice effettuata per farla. Il laparocele appare come una protrusione in corrispondenza  della zona in cui si trova la cicatrice. Tra le complicanze cui può condurre il laparocele vi è l’occlusione intestinale (se nelle viscere che escono c’è l’intestino) e la strozzatura dell’ernia. Il trattamento di questa complicazione post-operatoria è chirurgica e consiste nel ricollocamento delle parti molle, cioè delle viscere, nella loro sede d’origine e nel rinforzo della parete addominale, per evitare il ripresentarsi del problema una seconda volta.

Quando compare e perché

Il laparocele è una complicanza chirurgica che insorge dopo diversi mesi, in alcuni casi anche anni dall’intervento che ha comportato una laparotomia, cioè un taglio addominale per un intervento a cielo aperto. Il laparocele è quindi una complicazione chirurgica a lungo termine. Al termine di un intervento chirurgico di laparotomia, il medico mette dei punti di sutura sull’incisione a livello dell’addome, così da consentire la chiusura corretta del taglio. Se per qualche ragione questo processo è errato o fallisce si avrà il laparocele dopo un po’ di tempo.

Le cause non sono del tutto chiare perché dipendono dal caso, di certo comunque il processo di chiusura è inappropriato e fallisce: la chiusura mancata dell’incisione dell’addome priva la struttura della parete muscolare, fondamentale perché è responsabile di contenere i visceri sottostanti. L’azione di contenimento del supporto addominale è compromessa e le viscere fuoriescono, creando un’evidente rigonfiamento sottopelle.

Fattori di rischio

Le statistiche hanno evidenziato che il laparocele è un fenomeno più frequente in alcuni soggetti, quali:

  • Persone che sono in sovrappeso
  • Persone anziane
  • Soggetti con tosse cronica, come bronco pneumopatia cronica ostruttiva, costipazione, ostruzione urinaria e ascite. La tosse aumenta la pressione intra-addominale favorendo la fuoriuscita delle viscere dove c’è un indebolimento della parete muscolare contenitiva.
  • Soggetti che usano, o hanno fatto uso, di farmaci antinfiammatori steroidei.
  • Individui cui si è sviluppata un’infezione a livello della ferita addominale.
  • Chi ha subito più laparotomie.

Tutti i tipi di incisione laparotomia possono provocare questa complicanza, tuttavia di solito il rischio aumenta se le incisioni sono longitudinali, quindi le incisioni che vanno dallo sterno fino all’area pubica. Non è ancora ben chiara la motivazione.

Fattori di rischio

Sintomi del laparocele

Il laparocele è caratterizzato da una protrusione o un evidente rigonfiamento che si trova proprio all’altezza della cicatrice chirurgica. Il rigonfiamento è morbido al tatto e tende a ingrandirsi quando il soggetto affetto compie sforzi fisici. La protrusione indica la fuoriuscita delle viscere dalla loro sede nella cavità addominale. I sintomi associati al rigonfiamento dipendono da soggetto a soggetto ed è variabile anche l’intensità. I tipici sintomi comunque, quando presenti, sono:

  • malessere a livello della pancia
  • dolore addominale
  • nausea
  • vomito

Complicanze

Se la gravità del laparocele è lieve o media, com’è nella maggioranza dei casi fortunatamente, il rigonfiamento è avvolto dalla pelle, quindi a sfaldarsi è stata la parete muscolare interna. Se la gravità è alta e molto grave è probabile che la protrusione manchi anche dell’avvolgimento della pelle. In questi casi si è interrotta la continuità quindi della parete addominale muscolare e anche quella della pelle.

Il laparocele diventa pericoloso per la vita specialmente in due casi:

  • Se a fuoriuscire dalla cavità addominale è una parte di intestino, perché la porzione potrebbe subire occlusione. Questa impedisce al contenuto dello stesso di avanzare come di norma e questo determina sintomi come: vomito, nausea, dolori e crampi allo stomaco.
  • Quando il viscere fuoriuscito subisce una strozzatura, ovvero quando il tratto non riceve più correttamente il sangue. Senza il rifornimento di sangue, le cellule della parte fuoriuscita,senza ossigeno né nutrimento, vanno incontro a necrosi. La strozzatura è una complicanza che consiste in un’emergenza medica da trattare tempestivamente. In questo caso il paziente avverte dolori molto forti alla zona dell’ernia.

Diagnosi e trattamento

Per diagnosticare il laparocele è fondamentale effettuare:

  • un esame obiettivo,
  • un’ecografia addominale,
  • l’anamnesi,
  • una tomografia assiale computerizzata (TAC)
  • una risonanza magnetica (RMN).

Questi ultimi due esami servono in particolare per capire che tipo di ernia si ha davanti, il punto in cui la parete si è aperta e le viscere interessate. L’esame obiettivo viene effettuato dal medico per capire se c’è una situazione anomala, nel caso del laparocele il medico osservando l’addome, fa tossire il paziente per vedere se emerge qualche protuberanza ambigua. L’anamnesi consiste in un’analisi dei dati raccolti dal paziente, dalla visita e dai familiari in alcuni casi. Nel caso di questa complicanza è importante sapere se e quanti interventi di laparotomia vi sono stati.

Il trattamento è chirurgico: si rimettono in sede le viscere, si fissano e si richiude l’addome applicando se necessario una maglia metallica contenitiva.