Listeriosi: sintomi, cause e cura!

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La listeria monocytogenes è il batterio che contamina degli alimenti, che se ingeriti provoca una grave infezione: la listeriosi. Si tratta di una patologia che può colpire tutti indistintamente, ma la casistica mostra che l’infezione è più probabile nei soggetti con un carente sistema immunitario, come possono essere anziani, neonati, donne in gravidanza. Il batterio per sviluppare la listeriosi ha bisogno di un certo periodo che si chiama tempo di incubazione ed è variabile: in media di 3 settimane, ma arriva anche a 70 giorni.

Cause della listerosi

Forse non tutti sanno che il batterio listeria monocytogenes  è largamente diffuso nell’acqua e nel terreno, ciò significa che è facile contrarlo. Infatti, gli animali possono essere portatori del batterio senza ammalarsi di listeriosi, ma possono contaminare gli alimenti destinati all’uomo: carni, prodotti caseari, pollame, pesce possono contenere il batterio. È proprio così che avviene il contagio, consumando alimenti contaminati con questo batterio. Dato il periodo di incubazione, è poi difficile risalire all’alimento incriminato, quindi la causa precisa spesso sfugge.  Anche gli alimenti conservati o confezionati in incerte condizioni igieniche sono causa di listeriosi, come anche le verdure venute a contatto con terra o letame contaminato che è usato come fertilizzante. I neonati, invece, possono contrarre la listeriosi se la madre ha assunto degli alimenti contaminati durante la gestazione. Per questo motivo, chi è incita deve essere molto attenta a cosa mangio, come accede per prevenire la toxoplasmosi e un altro fattore in comune è il fatto che chi si ammala può essere asintomatico. È importante evitare certi alimenti, soprattutto se si è soggetti a rischio.  A differenza di altri, i batteri risposabili della listeriosi non muoiono con le basse temperature, come quella del frigorifero dove può, infatti, crescere. Invece con l’abbattimento a temperature sotto i meno 17 gradi, il batterio muore, quindi gli alimenti conservati nel freezer non presentano questo problema.

Sintomi della listerosi

Anche se il periodo di incubazione è di qualche settimana, i primi sintomi possono comparire già dopo alcuni giorni dall’assunzione del cibo contaminato con il batterio della listeria. In questi casi il paziente lamenta febbre e dolori muscolari, con anche diarrea o altri problemi gastrointestinali, poiché l’organismo tenta di eliminare la causa del malessere. In genere, chi è stato contaminato dal batterio della listeriosi ha un’infezione diffusa anche ad altri organi diversi dall’apparato digerente. Chi è affetto da listeriosi presenta sintomi diversi poiché ogni corpo risponde in modo personale all’infezione. Se la paziente è in stato gravidanza, la contaminazione può diventare molto seria e pericolosa; in principio i sintomi sono paragonabili a uno stato influenzale e quindi la paziente non se ne preoccupa, portando a rischio la situazione del feto. Altri sintomi che si presentano in caso di infezione del batterio della listeriosi sono: mal di testa, torcicollo e perdita dell’equilibrio. Nelle persone anziane e in quelle affette con un sistema immunitario deficitario, dopo il contagio con il batterio possono sorgere patologie come la setticemia e la meningite con una certa frequenza.

Cura e avvertenze

In seguito al contagio, il medico prescrive dei farmaci di tipo antibiotico che uccido il batterio. La cosa migliore è come dice un vecchio detto “prevenire è meglio che curare”, va da sé che la prevenzione è la prima delle cure e bisogna imparare a come evitare il contagio. Ecco che ci sono delle semplici avvertenze da seguire. Innanzitutto, bisogna risciacquate con cura tutti gli alimenti crudi, come frutta e verdura, prima di procedere con la preparazione. Alcuni preferiscono utilizzare anche un additivo da aggiungere alla semplice acqua per eliminare i batteri, come ad esempio il bicarbonato di sodio. Ci sono poi delle regole da seguire per tenere in ordine il frigorifero, dove, come già detto prima, il batterio non muore ma, anzi, trova terreno fertile per proliferare. Tenere lontani carne, pesce, formaggi, pollame etc. da verdure, alimenti cotti e acquistati in gastronomia. Ci si deve lavare le mani come anche tutto quello che entra in contatto con il cibo durante la preparazione come i coltelli, il tagliere e le superfici della cucina. Se si preparano dei cibi crudi e poi si procede con la verdura, è alto il rischio di contaminazione batterica.  Ultima raccomandazione per gli appassionati di sushi che devono assicurarsi che il pesce sia stato abbattuto a temperature fredde, in genere meno 40 gradi.