Marcatori tumorali, servono realmente nello screening dei tumori?

I marcatori tumorali anomali dunque, sono un indizio medica per la presenza del cancro nei pazienti in cui vengono riscontrati, e dunque sono delle sostanze molto importanti nell’oncologia.

A seconda del marcatore di cui è stata riscontrata l’anomalia, si possono iniziare le indagini su specifici tumori o neoplasie, portando così ad un’accelerazione della diagnosi.

Il marcatore tumorale è prodotto sia da cellule malate di tumore, che da cellule sane, in particolare le epatocite, come reazione alla esistenza di un tumore. A seconda di quale sarà il tumore, vi sarà una risposta produttiva di marcatori o dalle cellule sane, o da quelle malate.

I marcatori tumorali cosa sono esattamente?

La definizione che si è sempre data ai marcatori tumorali ha indotto pazienti ed anche medici ad attribuire a questo esame un valore di natura diagnostica per tantissimo tempo. Ed anche al giorno d’oggi ed in molte situazioni, si misurano i marcatori in soggetti sani al fine di verificare sei siano o meno ammalati di cancro. Questo modo di approcciare ai marcatori tumorali è totalmente errato poiché danno ai marcatori tumorali una specificità di tipo tumorale che nella realtà essi non hanno. Attualmente si può affermare che non esistano marcatori tumorali che siano presenti solamente se è presente anche un carcinoma, ma esistono, invece, solamente dei cosiddetti bio-marcatori che vengono usati in oncologia.

Quando, e stiamo parlando di più di trenta anni or sono, si identificarono e misurarono nel sangue le prime molecole associabili alla esistenza di carcinomi, fu generata la speranza della disponibilità di un segnale misurabile in modo precoce e molto specifico. Attualmente, nella realtà dei fatti, si sa che tali molecole, che prendono il nome di marcatori tumorali, non vengono generate esclusivamente da tessuti di natura tumorale, ma anche da tessuti privi di patologia alcuna o colpiti da una patologia anche di natura benigna. Le differenze si riscontrano solo nella quantità, vale a dire che le cellule di un carcinoma generano ed immettono nel loro ambiente circostante delle quantità molto superiori di marcatori tumorali rispetto alle cellule normali o relative a tessuti colpiti da altre patologie.

Più genericamente una qualsiasi sostanza presente nel sangue (o in qualche altro liquido corporeo), che sia possibile misurare e possa essere associata alla presenza di un carcinoma può essere annoverata tra i marcatori tumorali. La concentrazione sanguigna dei marcatori tumorali può dipendere da parecchi fattori:

I marcatori tumorali cosa sono esattamente?

  • Dalla capacità di metabolizzazione ed eliminazione dei marcatori tumorali del rene e del fegato.
  • Dalla diluizione dei marcatori tumorali nei liquidi corporei;
  • Dalla esistenza nel sangue di qualche sostanza che possa interferire con i sistemi di misurazione;
  • Dalla produzione di marcatori tumorali da parte di tessuti o organi in condizioni fisiologiche o affetti da malattie di natura non maligna;
  • Dalla capacità di generare e rilasciare i marcatori tumorali da parte delle cellule tumorali;

Di conseguenza i cosiddetti marcatori tumorali possono rilasciare informazioni che, in realtà, costituiscono l’interagire di parecchie variabili e, si può affermare, che un tumore maligno sia soltanto una possibile variabile tra queste.

Questa realtà che i marcatori tumorali possano essere generati anche da tessuti non cancerosi fa si che i valori di marcatori tumorali nel sangue “oltre la norma” possano essere generati anche per cause diverse da un tumore maligno. Nel dettaglio le situazioni “non cancerose” che possono comunque essere la causa di un aumento dei marcatori tumorali nel sangue, si possono raggruppare in e distinte categorie:

  • Intervento diagnostico e terapeutico.
  • Malattia benigna;
  • Abitudini di vita e condizioni di normalità: eventi cosiddetti fisiologici;

Non è assolutamente infrequente rilevare una di queste situazioni, per cui coloro che si sottopongono a dosaggi di marcatori tumorali dovrebbero sapere che a volte livelli elevati di questi marcatori non necessariamente sono un segnale certo della presenza di un carcinoma. Resta evidente come un valore che possiamo definire “falsamente positivo” sia una causa di ansia e preoccupazioni ma non solo, sovente anche di un inutile sottoporsi ad altre metodiche di diagnostica, completamente inutili (e a volte anche dannosi). Vediamo, adesso, qualche esempio di condizioni fisiologiche o, comunque, non maligne, che possono provocare un aumento dei livelli di marcatori tumorali:

  • Ciclo mestruale: il ciclo può generare aumenti dei marcatori tumorali usati per la diagnosi del carcinoma dell’ovaio (CA125), anche senza la presenza di alcuna patologia. Nel caso si richieda questo esame, la paziente dovrà eseguirlo quanto più lontano possibile dal ciclo mestruale.
  • Attività sessuale: l’attività sessuale dell’individuo di sesso maschile può ingenerare innalzamenti nei livelli dei marcatori tumorali utilizzati per la diagnosi del carcinoma della prostata (PSA). Se un individuo di sesso maschile deve sottoporsi al dosaggio di PSA è necessaria di conseguenza una astensione dalle attività sessuali per almeno due giorni interi prima del prelievo ematico per l’analisi.
  • Malattie di natura benigna: generalmente, le patologie di natura benigna degli organi provocano aumenti dei medesimi marcatori tumorali che vengono generati anche quando sono presenti carcinomi a carico di quello stesso organo:
    – il livello di PSA ematico  è elevato in caso di ipertrofia della prostata, di infiammazione prostatica (prostatite), o anche in caso di ristagni di urine nella vescica.
    – l’endometriosi, una patologia di natura ginecologica ma benigna, provoca aumenti dei CA125 (marcatori tumorali usati per la diagnosi del carcinoma dell’ovaio).
    – le patologie benigne a carico delle vie biliari o del pancreas ingenerano aumenti dei marcatori tumorali che si riscontrano come elevati anche in caso di tumore maligno a carico del pancreas (CA19.9). Occorre ricordare a tal proposito che, se vi è di ittero di qualsivoglia natura, anche l’ittero causato dai calcoli biliari, il CA19.9 nel sangue può giungere a valori estremamente elevati, simili con quelli che si potrebbero rilevare in pazienti con carcinoma pancreatico avanzato.
  • Medicinali ed interventi: moltissimi interventi di diagnosi o di natura terapeutica possono ingenerare aumenti dei marcatori tumorali; ad esempio:
    – un’operazione chirurgica addominale, potrebbe provocare significativi incrementi del livello di CA125 ematico, che potrebbe protrarsi per oltre trenta giorni dall’operazione stessa. Il dosaggio del CA125 in tali circostanze risulterebbe molto alto, come se ci si trovasse in presenza di un carcinoma all’ovaio. L’utilizzo di un medicinale per la stimolazione dei globuli bianchi in caso di chemioterapia (G-CSF) può ingenerare, nelle donne che hanno subito un intervento per carcinomi delle mammelle, un incremento della CA15.3 che niente avrebbe a che vedere con possibili progressioni del carcinoma.

La specificità

Quando il marcatore tumorale è prodotto da un determinato organo del corpo umano, si può risalire direttamente allo specifico tumore che lo ha provocato. In questo caso si parla di produzioni di antigene, che indicano il cancro specifico. Ad esempio il marcatore PSA indica un cancro alla prostata, mentre il CA 125 quello alle ovaie. Questi sono due dei principali marcatori, assieme al CEA e all’alfafetoproteina che indicano tumori del feto, del fegato, del colon, della mammella ed altri. Ogni marcatore porterà alla diagnosi di un tipo di tumore. Altri marcatori sono la ferretina, LDH e le globuline alfa-2. Come detto, i marcatori sono una parte della diagnosi per il cancro, in quanto i fattori che determinano una loro anomalia possono essere diversi, e solo nel caso della proteina CEA si può affermare una diagnosi certa di tumore, in quanto questo è un marcatore unico delle neoplasie. Questo marcatore specifico CEA è detto anche antigene carcinoembronario e può indicare anche cancro al polmone e all’intestino, oltre a quelli prima citati. Il CEA è una glicoproteina presente nel sangue, e serve anche nella diagnosi della recidiva, in particolare per i carcinomi dell’apparato gastro-intestinale. I medici, nel riscontrare questa proteina nel sangue, parlano di indizio precoce e quindi molto importante per localizzare il minimo focolaio con gli esami di imaging successivi. Da un punto di vista psicologico però, i medici pongono molta attenzione, con il paziente, nell’eseguire i test ematici.

Il PSA è un altro marcatore attenzionato in quanto indicatore di tumori alla prostata, trattandosi di un enzima proteico che ha normalmente il compito di sostenere un ambiente liquido per gli spermatozoi. Quando non vi è presenza di tumore, i suoi valori nel sangue sono molto bassi, in quanto lavora nella prostata come anticoagulante e deborda nel sangue solo in minima parte. Quando invece inonda il sangue con alte concentrazioni, si ha presenza o di carcinoma o di ipertrofia prostatica, entrambi da indagare con ecografie e TC.

Gli accertamenti per i marcatori tumorali

Gli accertamenti per i marcatori tumorali

Gli esami per accertare anomalie nei marcatori tumorali, sono effettuati sempre dopo una diagnosi di sospetto tumore oppure quando il tumore è stato diagnosticato, e servono a completare la diagnosi. Gli esami vengono effettuati con dei prelievi di sangue, ed è quindi opportuno che vengano effettuati a digiuno, come tutti i test previsti sul sistema ematico. Gli esami del sangue vengono richiesti dall’oncologo e dopo il prelievo, elaborati dal laboratorio. Si possono assumere farmaci prima del prelievo di sangue, fatta eccezione per quelli che sono previsti come terapia antitumorale, in quanto interferirebbero con i risultati. Questi risultati, se normali, dovono corrispondere ai seguenti valori:

  • CEA= 0-5 ng/ml
  • CA 125= 0-35 U/ml
  • CA 19-9= 0-37 U/ml
  • CA 15-3= 0-29 U/ml
  • TPA= 0-0,09 ng/ml

In caso i valori riscontrati siano superiori a quelli sopra menzionati, l’oncologo procederà ad altri accertamenti, a seconda di quale valore anomalo sia stato riscontrato. Come detto infatti, il rilevamento dei valori dei marcatori tumorali attraverso le analisi del sangue, fa parte dello screening oncologici per ottenere un responso precoce, determinante per combattere il cancro. Ma l’importanza della rilevazione dei marcatori tumorali per la diagnosi precoce del tumore è stata oggi ridimensionata, mentre è stata data più importanza alla diagnosi precoce della recidiva dei tumori al pancreas. I medici sono sempre più propensi a ritenere poco importanti questi valori per gli screening delle neoplasie.

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