Neuroni specchio: cosa sono e quali funzioni hanno

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Neuroni specchio

I neuroni specchio si caratterizzano per essere una tipologia di neuroni del tutto particolare, che è stata individuata all’interno di una porzione della corteccia motoria della scimmia, denominata area F5.

Questi particolari neuroni cominciano ad attivarsi sia nel momento in cui la scimmia compie un’azione ben determinata, sia nel momento in cui guarda un altro essere vivente che esegue la medesima azione (o un’azione estremamente simile).

Questi neuroni, invece, non si attivano come risposta a dei cibi che vengono offerti alla scimmia o ad altri oggetti che potrebbero essere interessanti per l’animale.

Cosa sono

I neuroni a specchio sono una classe di neuroni che sono in grado di attivarsi nel momento in cui una persona compie una determinata azione e, al tempo stesso, osserva la medesima azione che viene eseguita da un’altra persona.

Neuroni specchio cosa sono

Diversi studi di risonanza magnetica hanno permesso di capire come i neuroni che vengono attivati da chi esegue l’azione, nello stesso momento sono attivati anche dalla persona che osserva tale comportamento.

Neuroni specchio ed empatia

Scoprire questa particolare tipologia di neuroni ha dimostrato ancora una volta come la specie umana si caratterizzi per una natura sociale. Le ricerche sui neuroni a specchio consentono di comprendere meglio anche il significato di empatia e quanto sia correlato ai processi affettivi e a quelli di apprendimento. Imitare le sensazioni e le emozioni di un suo simile permette al bambino di trovare la propria identità. In questo modo, è in grado di stabilire con il suo simile un rapporto che non conosce alcun tipo di mediazione. L’imitazione, di conseguenza, permette di assegnare un valore sia ai vari dictat morali che agli insegnamenti di natura cerebrale che provengono dalla società. In questo modo, ha la possibilità di capire qual è il percorso corretto per potersi integrare non solamente all’interno della società, ma anche nella famiglia. L’empatia è uno dei punti cardini di tutta la vita sociale, dal momento che va a rafforzare e migliora le relazioni tra le persone, creando non solamente amicizie, ma anche rapporti di amore e famiglie.

Neuroni specchio e sport

La scoperta dei neuroni a specchio è sicuramente rivoluzionaria e apre le porte a tante possibilità che fino a questo momento sembravano impossibili. Nuovi orizzonti nel campo della comunicazione e delle relazioni stanno per essere solcati e anche il mondo dello sport potrebbe cambiare. I neuroni specchio, infatti, possono essere molto importante nel momento in cui è necessario imparare un movimento tecnico particolare. In questi casi, quando bisogna osservare un’altra persona svolgere un certo gesto tecnico e poi ripeterlo, i neuroni a specchio sono fondamentali, visto che consentono di codificare un movimento che viene osservato dal punto di vista motorio, permettendo successivamente di replicarlo. L’allenamento continuo va a migliorare il sistema a specchio, visto che quest’ultimo è plastico e più passano le ore di allenamento, tramite osservazione e ripetizione del gesto, e maggiori sono i risultati grazie all’incremento di segnale, attivazione e funzioni dei neuroni a specchio. Un’altra soluzione molto diffusa, ad esempio nel calcio o nel basket, è quella che prevede l’inserimento all’’interno dell’allenamento di situazioni che possono capitare poi durante una partita. In questo caso, il bagaglio di esperienza di un giocatore sarà maggiore visto che si sarà allenato sulla capacità di prevedere delle azioni e delle situazioni. Sono davvero numerosi gli allenamenti professionistici che puntano sull’attività motoria in associazione con la visione di azioni e schemi tramite programmi individuali.

Neuroni specchio e autismo

Neuroni specchio e autismo

Gli studi sui neuroni a specchio proseguono concentrandosi anche sul rapporto che esiste tra i primi e l’autismo infantile, ovvero una problematica in cui manca l’empatia e il bambino non è in grado di instaurare un rapporto con i suoi simili. Autismo, ma in realtà il problema vero è la simbiosi?

L’autismo rappresenterebbe una sorta di blocco iniziale dell’empatia. Si è potuto notare, infatti, che le persone che soffrono di autismo, nella maggior parte dei casi, presentano un’attività specchio decisamente bassa all’interno della corteccia premotoria (ovvero hanno una ridotta capacità di capire le intenzioni e i pensieri delle altre persone), ma anche nell’insula e all’interno della corteccia cingolata (provocando problematiche al linguaggio e la mancanza di empatia). Diversi studi stanno andando a fondo a questo problema concentrandosi sui neuroni a specchio per cercare di capire quali siano i migliori approcci di educazione e terapeutici che possono portare a risultati efficaci.