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Neutrofili bassi, quando sono bassi e cosa significa

La condizione di neutrofili bassi, o neutropenia, è un tipico scenario in cui la conta dei neutrofili fornisce un risultato inferiore a 1.500 cellule per millimetro cubo di sangue. I neutrofili sono una particolare categoria di globuli bianchi, e rappresentano la principale difesa contro le infezioni. Dunque, fin da questa breve introduzioni, risulta essere piuttosto chiaro che un loro deficit rende il paziente molto più vulnerabile alle infezioni batteriche e a quelle fungine, con una concretezza di tale affermazione che sarà ancora più tangibile quanto minori saranno i valori dei neutrofili.

Cosa sono i neutrofili

Come detto i neutrofili sono una categoria dei globuli bianchi, e anche quella più diffusa quantitativamente. Per questo sono molto importanti, in quanto una delle principali barriere contro le infezioni. Nel sangue i neutrofili sono i globuli banchi più presenti, e la loro misurazione può indicare molto ai medici.

La loro azione si sviluppa in vari stadi e differenti modi, in associazione e collaborazione con i linfociti e il sistema monocito-macrofagico. Sono delle cellule fagocite che si attivano in caso di patogeni esterni penetrati nell’organismo. In questo senso, una volta allertati, i neutrofili attivano la chemiotassi, ovvero si muovono per arrivare là dove i batteri stanno agendo, sul luogo dell’infezione.

Cosa sono i neutrofili

Una volta giunti sull’infezione, attivano la fagocitosi. Ovvero mangiano letteralmente il patogeno, ingerendolo. Infine si svolge la loro attività microbicita, ovvero digeriscono il patogeno ingerito.

La loro attività avviene per le caratteristiche intrinseche dei neutrofili. Questi usano dei particolari enzimi e la struttura con cui è formata la loro membrana citoplasmatica. Inoltre contengono delle apposite proteine e dei ricettori di immunoglobuline G che vengono chiamato anticorpi IgG.

Una volta formati, i neutrofili si spostano nel sangue con una permanenza di massimo 12 ore e minimo 6 ore. Questo arco temporale è, confrontato con altri globuli bianchi, limitato.

Infine si spostano nei tessuti per deperire nell’arco di qualche giorno.

La struttura dei neutrofili

I neutrofili hanno un nucleo dalla forma segmentata in cui sono presenti dei lobi, dipendentemente dall’età. Per questo vengono anche indicati con il termine di leucociti polimorfonucleati. I lobi possono arrivare ad un numero di cinque alla piena maturazione. I neutrofili vengono sintetizzati dal midollo osseo, ed ognuno di questi globuli bianchi ha la possibilità di ingerire e digerire fino a 20 batteri in un paio di giorni. Dopo esauriscono la loro azione e muoiono.
Il loro campo d’azione è il flusso sanguigno, ma, come detto, possono spostarsi nei tessuti per svolgere le loro funzioni. Hanno composizione granulare che li aiuta nella digestione grazie a enzimi litici. Questi rappresentano l’arma della digestione, ed essendo quelli più presenti, in caso di infezione, sono molto diffusi nel pus.

Inoltre sono responsabili della produzione di pirogeni, che causano la febbre, in caso di infiammazione.

La misurazione dei neutrofili

Come detto, questi caratteristici globuli bianchi, sono i più presenti nel sangue. La loro misurazione è dunque essenziale per comprendere alcune condizioni mediche. Le alterazioni nel loro numero, rispetto ai livelli normali, possono essere causate da vari fattori. Di questi, se ne distinguono due:

– una forma primitiva, determinata da alterazioni genetiche che adulterano i livelli.

– una forma acquisita o secondaria, determinata da agenti esterni causa di infezioni, allergie e altre condizioni.

In questa seconda forma sono dunque decisivi, nella loro misurazione, per comprendere la presenza di eventuali patologie infettive. La loro misurazione è dunque un processo di routine per l’emocromo con formula leucocitaria, ovvero la comprensione, attraverso l’analisi strumentale.

Oltre alla misurazione, l’analisi strumentale prevede anche un’osservazione morfologica di questi globuli bianchi, in modo da capire quale tipo di patologia ha colpito il paziente. Si possono dunque determinare se si tratta di allergie, infiammazioni varie, neoplasie o semplicemente malattie autoimmuni o intossicazioni.

Con l’analisi strumentale inoltre, il medico potrebbe anche comprendere il decorso della malattia individuata. Questo anche in caso di inizio cura, soprattutto per specifiche terapie d’urto. Ad esempio la chemioterapia danneggia il sistema immunitario, i cui guasti possono essere rilevati dall’analisi morfologica.

Quali sono i valori fisiologici dei neutrofili?

Ricordiamo che i valori fisiologici dei neutrofili in un soggetto adulto sono compresi di norma tra 1.500 e 7.700 cellule per millimetro cubo di sangue. Pertanto, sebbene si possa parlare di neutropenia o di neutrofili bassi se il loro numero è inferiore a 1.500 cellule per millimetro di sangue, si possono altresì individuare diversi livelli di gravità.

Ad esempio:

  • Neutropenia lieve, se il numero dei neutrofili è compreso tra 1.000 e 1.500 unità.
  • Neutropenia moderata, se il numero dei neutrofili è compreso tra 500 e 1.000 unità.
  • Neutropenia grave, se il numero dei neutrofili è inferiore alle 500 unità.

Come riconoscere i neutrofili bassi

Come riconoscere i neutrofili bassi

La neutropenia è una condizione priva di sintomi, e per tale motivo la maggior parte dei pazienti non è affatto consapevole del loro problema, che invece viene rilevato in maniera causale durante un esame del sangue. Naturalmente, è però errato dire che non si possa “intuire” una condizione di neutrofili bassi, soprattutto se questa si trascina da più tempo.

Sintomi tipici di tale scenario sono infatti la predisposizione a contrarre infezioni, come la febbre, infezioni al cavo orale o all’apparato intestinale (diarrea, dolori addominali), e così via.

Perchè soffriamo di neutrofili bassi

Numerose sono le cause che possono sottostare alla neutropenia. In alcuni casi, non c’è di che preoccuparsi, visto e considerato che i valori dei neutrofili possono oscillare anche in misura considerevole, e che dunque la neutropenia ciclica e temporanea non dovrebbe essere legata ad alcuna patologia o determinante non fisiologica.

Vi sono naturalmente anche una serie di altre caratteristiche che potrebbero indurre a una simile condizione. Si pensi alle infezioni di natura media o grave, agli effetti collaterali dell’assunzione di alcuni farmaci, ai tumori del sangue, all’anemia aplastica, all’ingrossamento della milza, alla sindrome di Kostmann, alla neutropenia autoimmune, all’esposizione alle radiazioni, alle carenze di acido folico, e così via.

Come intervenire in caso di neutropenia

Se la neutropenia è figlia della presenza di una determinante patologica, come risulta intuibile, bisognerà intervenire sulla patologia che ha scatenato l’abbassamento dei valori dei neutrofili.

Ricordato tale approccio di consapevolezza, la neutropenia lieve di norma non necessita di alcuna terapia, poichè i livelli di neutrofili possono ripristinarsi in maniera congrua nel breve termine. Se invece la neutropenia è grave, può richiedere dei trattamenti mirati a combattere direttamente la carenza, che può condurre l’organismo ad esporsi in misura considerevole alle infezioni. A seconda del livello di gravità, il medico potrà dunque consigliare l’utilizzo di un apposito fattore stimolante per la crescita delle colonie dei granulociti e dei neutrofili, o ancora l’uso di corticosteroidi o le trasfusioni di granulociti.