Obesità, denutrizione e cambiamenti climatici sono le maggiori minacce per la popolazione mondiale, legate da motivi di profitto e inerzia politica. Ad affermarlo è un report della Commissione di Lancet sull’obesità, realizzato da un panel di esperti in agricoltura, economia, diritti umani e altri campi, che hanno lanciato un serio allarme sulla sopravvivenza.

In particolare, l’analisi si sofferma nel ritenere che i tre problemi di obesità, denutrizione e cambiamento climatico sono intrecciati da metodi di produzione agricola, trasporti, progettazione urbana e uso del territorio che avranno un enorme impatto sulla popolazione e sul Pianeta. “Quello che stiamo facendo ora è insostenibile”, ha detto William Dietz, autore dello studio ed esperto di salute pubblica della George Washington University. “L’unica cosa che possiamo sperare è che il senso di urgenza si diffonda” – ha detto in una conferenza telefonica con i giornalisti, ma “il tempo sta per scadere”.

I sussidi governativi di 500 miliardi di dollari per la carne bovina, i prodotti lattiero-caseari e altre industrie alimentari in tutto il mondo dovrebbero essere spostati verso un’agricoltura sostenibile e sana, ha poi detto la Commissione.

Ad ogni modo, nel report emerge come i tre pericoli globali siano collegati dai modi in cui la produzione di massa di cibo trasformato e povero di nutrienti viene realizzato, causando non solo obesità e diffondersi di una cattiva alimentazione, quanto anche importanti emissioni di gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico.

La produzione e la distribuzione agricola bruciano combustibili fossili che contribuiscono all’aumento delle temperature globali, alla siccità e alle condizioni climatiche estreme, ha poi aggiunto il report, precisando che l’agricoltura, la silvicoltura e altri usi della terra sono responsabili di un quarto delle emissioni di gas serra che riscaldano il pianeta.

I problemi sono poi esacerbati dall’inazione dei politici, dall’influenza delle imprese alimentari alla ricerca di profitto sulle politiche pubbliche e dalla mancanza di domanda di cambiamento da parte del pubblico. Come esempio, la commissione ha ricordato che nel 2016, le aziende produttrici di bevande piene di zucchero hanno speso quasi 50 milioni di dollari per fare pressione contro le iniziative del governo degli Stati Uniti per ridurre il consumo delle bevande che si pensava contribuissero a una cattiva alimentazione e all’obesità.

Fonte

  • Obesity, bad nutrition, climate change pose triple danger, commission says – todayonline.com

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia