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Osteoartrite, tutti i benefici di un’ora di camminata veloce

Tutti i benefici della camminata giornaliera per i pazienti anziani che soffrono di osteoartrite: i risultati di una recente ricerca.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella

L’osteoartrite è una delle forme più comuni di artrite tra gli anziani italiani e, in particolare, la sola osteoartrite del ginocchio è in grado di colpire il 10-13 per cento delle persone di età pari ad almeno 60 anni, salendo poi al 40 per cento tra le persone di età superiore ai 70 anni. Attualmente non esiste una vera e propria cura, e il trattamento consiste spesso in antidolorifici o interventi chirurgici al ginocchio, a seconda dell’evoluzione della malattia. Secondo alcune stime, per circa 2 persone su 5 con osteoartrite sintomatica del ginocchio, la condizione interferisce significativamente con la loro vita quotidiana.

Ebbene, in tale contesto è stata appena pubblicata una nuova ricerca sull’ultimo numero dell’American Journal of Preventive Medicine, in cui si esaminano gli effetti dell’attività fisica sulla disabilità indotta dall’osteoartrite del ginocchio.

Dorothy Dunlop, Ph.D., professore di medicina preventiva presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine, a Chicago, IL, autrice principale della ricerca, ha esaminato con i propri colleghi i dati di più  di 1.500 adulti, le cui informazioni mediche erano state precedentemente raccolte nell’ambito della National Osteoarthritis Initiative. Tutti i partecipanti hanno vissuto con l’osteoartrite e, di conseguenza, avevano avuto modo di sperimentare dolore e rigidità agli arti inferiori. Tuttavia, non avevano alcuna disabilità nel momento in cui è iniziato lo studio.

Il metodo di ricerca

I ricercatori hanno utilizzato dei particolari accelerometri per monitorare l’attività fisica dei partecipanti e seguirli clinicamente per un periodo di 4 anni. “Il nostro obiettivo era quello di vedere quale tipo di attività avrebbe aiutato le persone a contenere gli effetti della disabilità“, ha spiegato la ricercatrice.

I risultati

L’analisi ha dunque rivelato che 1 ora settimanale di attività fisica da moderata a vigorosa ha aiutato i partecipanti a mantenere livelli standard di abilità fisica. I partecipanti che hanno conservato l’abitudine di svolgere tale attività fisica non hanno unque avuto problemi a svolgere le attività quotidiane, come vestirsi, fare il bagno, attraversare la stanza o la strada in modo rapido e sicuro.

Più nel dettaglio, un’ora settimanale di esercizio fisico ha ridotto il rischio di disabilità legata alla mobilità dell’85% e anche quello della disabilità della vita quotidiana, ma del 45%. Per i partecipanti, un’attività come la camminata veloce è stata considerata un esercizio da moderato a vigoroso.

Entro la fine del periodo di studio, il 24 per cento degli anziani che non si sono impegnati in un’ora settimanale di esercizio fisico riuscivano a camminare così lentamente che non potevano attraversare la strada prima che del cambio del semaforo, mentre il 23 per cento ha affermato che avevano problemi a svolgere le loro attività mattutine regolari.

I consigli per gli anziani

Secondo le attuali linee guida, tutti gli anziani dovrebbero impegnarsi in almeno 2,5 ore di attività fisica ad intensità moderata ogni settimana per ridurre il rischio di malattie croniche.

Ma un tale livello di attività fisica può essere più difficile da raggiungere per le persone che sono inattive a causa del dolore agli arti inferiori, dice ancora la ricercatrice.

Dunque, l’augurio è che questa nuova scoperta possa motivare un obiettivo intermedio di attività fisica per questo campione: un’ora alla settimana è un trampolino di lancio per le persone attualmente inattive, che possono iniziare gradualmente a raggiungere questo obiettivo comunque fattibile, valutato che si tratta di meno di 10 minuti al giorno. Una soglia minima che può motivare gli anziani inattivi a iniziare il loro percorso verso uno stile di vita fisicamente attivo conseguendo un’ampia gamma di benefici per la salute, promossi proprio dall’attività fisica.

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