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Pediculosi, quando i pidocchi invadono la testa

Per pediculosi, si intende un’infestazione causata dal pidocchio del capo, che vanno eliminati attraverso specifici trattamenti.

Pediculosi

La pediculosi è un’infestazione provocata dal pidocchio del capo, ovvero un parassita che si propaga con molta rapidità. Non esistono metodi di prevenzione, ma la sua diffusione, può essere limitata adoperando dei comportamenti corretti.

Pediculosi: che cos’è e quali sono le cause

La Pediculosi della testa, è una infestazione molto frequente nelle scuole oppure nelle colonie, ed in tutte quelle situazioni dove è presente il contatto con altre persone. Il contagio avviene mediante il contatto dei capelli da persona a persona. Spesso si tende a credere che la Pediculosi sia un problema tipico di soggetti con scarsa igiene personale, ma non è così. Inoltre non è neanche un problema che comporta gravi conseguenze per la salute. I pidocchi della testa, non determinano alcuna malattia, ma solo disagio sociale.

Pediculosi

A provocare tale disturbo, sono i pidocchi del capo, ovvero insetti piccolissimi che si nutrono di sangue umano. Per farlo, questi insetti pungono la cute, ed iniettano un liquido urticante. Una volta il loro accoppiamento, dopo circa 48 ore, depositano le uova, che prendono il nome di lendini. Questi si attaccano saldamente ai nostri capelli, da cui formano ninfe nell’arco di due settimane. Le ninfe successivamente diventano pidocchi adulti in grado di riprodursi. I pidocchi del capo però, non sopravvivono più di 3 giorni lontani dal corpo.

Pediculosi: sintomatologia e prevenzione

Il sintomo tipico che si manifesta a causa della Pediculosi, è il forte prurito. Esso compare tendenzialmente dopo qualche settimana a seguito delle prime punture. La saliva del pidocchio che penetra nella cute, contiene un anestetizzante. Spesso possono comparire reazioni allergiche associate alla Pediculosi, ed ingrossamento dei linfonodi. Il prurito agli inizi, è limitato esclusivamente alla zona dove sono presenti le uova. Mano a mano, il fastidio si espande progressivamente sulla nuca e nella parte alta del tronco.

Pediculosi

Per limitare le probabilità di contagiare la Pediculosi, è opportuno tenere i capelli corti, oppure raccolti. In questo modo, si evita il contatto con i capelli di altre persone. Se un bambino è stato infestato dai pidocchi, è bene controllare anche i compagni di scuola, i familiari e tutte le persone con cui viene a contatto. Un genitore è tenuto ad informare le maestre del contagio del proprio bambino. In questa maniera, verranno prese tutte le precauzioni necessarie.

Pediculosi: diagnosi e trattamento

La diagnosi di Pediculosi, si basa sulla sintomatologia, ovvero sul prurito, e sulle lendini e l’insetto adulto. I pidocchi devono essere vivi. Se sono presenti solo lendini, non significa che questi contengono il parassita. In questo caso specifico in fatti, non si può parlare di Pediculosi. Per raccogliere l’insetto adulto, si può utilizzare il wet combing. Questo è un pettine con denti fitti, che deve essere utilizzato dalla radice alla punta con del balsamo. Tale trattamento si esegue applicando prima un liquido in grado di sciogliere le cere di protezione dell’insetto.

Pediculosi

Successivamente si inizia a pettinare, applicando un balsamo antiaderente, e ripassando più volte con il pettine. Uno dei trattamenti più utilizzati, è l’impiego di antiparassitari, che dovrebbe essere dismesso dal commercio. I pidocchi oramai, sono divenuti resistenti, ed inoltre gli antiparassitari sono nocivi per la salute dei nostri figli. Tutta la biancheria, come lenzuola, vestiti, asciugami, devono essere disinfestati. La biancheria necessita di un lavaggio a secco a 60 gradi, oppure può essere lasciata all’aria aperta per 48 ore. I giocattoli e tutti gli oggetti che utilizza il bambino, devono essere lasciati anch’essi all’aria aperta per due settimane e ben chiusi dentro un sacco. Per quanto riguarda spazzole e pettini, questi devono essere immersi in acqua bollente per circa trenta minuti.

Pediculosi