Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università del Colorado Anschutz Health and Wellness Center (AHWC) presso il CU Anschutz Medical Campus, ha rivelato che l’attività fisica è più utile della dieta se il vostro obiettivo è quello di conservare una sostanziale perdita di peso.

Lo studio, pubblicato nel numero di marzo di Obesity, affronta una questione piuttosto difficile, ovvero l’evidenza del perché così tante persone combattono per mantenere il peso forma per un lungo periodo. “Fornire la prova per poter arrivare a un risultato  di successo è preferibile impegnarsi in alti livelli di attività fisica, utili per impedire la riacquisizione del peso – piuttosto che limitare cronicamente la propria assunzione di cibi – è un passo avanti per chiarire il rapporto che sussiste tra esercizio fisico e perdita di peso e sua conservazione nel lungo termine,” ha dichiarato Danielle Ostendorf, PhD,  postdoctoral fellow presso il CU Anschutz Health and Wellness Center.

I risultati rivelano effettivamente che chi è riuscito a mantenere con successo la perdita di peso, aveva preferito concentrare i propri sforzi sull’attività fisica piuttosto che sulla restrizione cronica dell’assunzione di cibo.

I risultati chiave dello studio

Stando al contenuto dello studio, i principali e più importanti passaggi conclusivi cui  sono giunti i ricercatori sono che:

il totale delle calorie bruciate (e consumate) ogni giorno in peso da coloro che cercavano di conservare la perdita di peso acquisita era significativamente più alto (300 kcal/giorno) rispetto a quello degli individui con controlli ordinari del peso corporeo, ma non era significativamente differente dagli individui con condizioni di sovrappeso o obesità;

in particolare, del totale delle calorie bruciate, la quantità bruciata nell’attività fisica era significativamente più alta (180 kcal/giorno) rispetto a quello di individui con peso corporeo normale e agli individui con sovrappeso o obesità. Nonostante il costo energetico più elevato dello spostamento di una massa corporea più grande sostenuta da individui con sovrappeso o obesità, coloro che cercavano di mantenere la perdita di peso riuscivano a bruciare più energia nell’attività fisica.

Le conclusioni di cui sopra sono supportate dal fatto che il gruppo che si impegnava nella perdita di peso ha altresì evidenziato livelli significativamente più elevati di passi al giorno (12.000 passi al giorno) rispetto al gruppo composto da soggetti che avevano un peso corporeo normale (9.000 passi al giorno) e ai partecipanti con sovrappeso o obesità (6.500 passi al giorno).

“I nostri risultati suggeriscono che questo gruppo di persone (cioè, quelle che cercavano di impegnarsi nel mantenimento della perdita di peso sul lungo termine, consumano un numero simile di calorie al giorno agli individui con sovrappeso e obesità, ma sembrano evitare il recupero del peso compensando questo con alti livelli di attività fisica”, ha detto Victoria A. Catenacci, MD, un medico specializzato nella gestione del peso e ricercatore presso il CU Anschutz Medical Campus.

Il metodo utilizzato

Non è questo, comunque, l’unico spunto di interesse di questo studio, uno dei pochi a misurare il dispendio energetico giornaliero totale negli individui utilizzando un particolare metodo che permette ai ricercatori di determinare con precisione il dispendio di cui sopra attraverso la raccolta di campioni di urina una o due settimane dopo che le persone ricevono una dose di acqua doppiamente etichettata, ovvero acqua in cui sia l’idrogeno che gli atomi di ossigeno sono stati sostituiti (cioè etichettati) con un isotopo non comune in questi elementi, a scopo di tracciabilità.

La misura della spesa energetica giornaliera totale di acqua con doppia etichetta fornisce anche una stima dell’assunzione di energia quando le persone hanno un peso stabile, come in questo studio. Studi precedenti utilizzavano questionari o diari dietetici per misurare l’assunzione di energia, i quali hanno però un limite evidentemente significativo.

I ricercatori hanno anche misurato il tasso metabolico a riposo di ogni individuo per capire quanta parte del dispendio energetico giornaliero totale è costituito dall’energia spesa a riposo rispetto all’energia spesa durante l’attività fisica. Studi precedenti utilizzavano misure auto-riportate o monitor di attività per misurare l’attività fisica, tecniche che, però, non possono fornire la stessa accuratezza.

Approfondimenti

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia